venerdì 13 maggio 2016

La nuova normalità: la Guerra Fredda 2.0


Viviamo tutti in tempi di Guerra Ibrida. Dalla R2P (“responsabilità di proteggere”) alle rivoluzioni colorate, dagli attacchi alle valute alle manipolazioni del mercato azionario.
 
Dai golpe politici-finanziari-giudiziari “morbidi” approvati dai media (come in Brasile), al sostegno degli jihadisti “moderati”, le diverse versioni della Guerra Ibrida si accoppiano alla rinfusa e generano un vortice di nuove forme mutanti.

La Guerra Ibrida, un concetto partorito nella Beltway [establishment politico di Washington DC, compresi uffici federali, lobbisti, consulenti e commentatori dei media, NdR], è stata rivoltata come un calzino dai suoi stessi teorici. La NATO, facendo finta di stupirsi solo all’idea, interpreta come Guerra Ibrida l'”invasione” russa dell’Ucraina. Tutto questo fa sì che i maggiori sostenitori della Guerra Ibrida, come la Rand Corporation, si spingano ancora più in là, spacciando come buoni scenari da war game, con la Russia in grado di invadere e conquistare gli Stati Baltici, Estonia, Lituania e Lettonia, in meno di 60 ore.

E questo, a sua volta, fomenta ancora di più l’isteria militare occidentale, ben esemplificata dal nuovo comandante NATO (alias Dr. Stranamore), Generale Curtis Scaparrotti, che si è assicurato un’entrata in palcoscenico degna del suo predecessore, Philip Beedlove/Breedhate.

Divertiti, ma non troppo, da tutto questo circo concettuale, i Russi hanno risposto con i fatti. Dislocate più truppe lungo i nostri confini occidentali? Nessun problema: eccovi la vostra risposta asimmetrica. E fate un salutino, presto, al nostro nuovo giocattolo: l’S-500.

Quello che Hillary vuole

L’idea che Mosca abbia un qualsiasi interesse a conquistare gli Stati Baltici è in se stessa ridicola. Ma, visto che l’occupazione diretta dell’Afghanistan (i Talebani non si arrenderanno mai) e la R2P in Libia (uno stato fallito devastato dalle milizie) si sono dimostrate entrambe dei miserabili fallimenti, la NATO ha disperatamente bisogno di un “successo”. Metteteci un po’ di retorica guerrafondaia e di manipolazione concettuale, e tutto questo quando è proprio Washington che sta spargendo Guerre Ibride su tutta la scacchiera.

Dietro lo specchio della NATO però c’è la realtà. La Russia è di gran lunga avanti al Pentagono/NATO in A2AD (interdizione all’accesso di zona); i missili e i sottomarini russi possono facilmente impedire ai caccia della NATO di volare sull’Europa Centrale ed alle navi della NATO di “pattugliare” il Mar Baltico. Alla “nazione indispensabile” questo fa male, e tanto.

Tutta questa incessante, retorica isteria impedisce di vedere quanto alta sia la vera posta in gioco. Ed è  proprio qui che si inserisce la candidata alla presidenza Hillary Clinton. Per tutta la sua campagna elettorale, la Clinton si è vantata di un “importante obbiettivo strategico della nostra alleanza transatlantica”. Questo importante “obbiettivo strategico” altro non è se non il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), una NATO commerciale che integra la NATO politica e militare.
Il fatto che il TTIP, dopo l’ultima falla nella diga olandese, ora rischi di rimanere impantanato nel territorio dei morti che camminano, potrebbe essere un intoppo momentaneo. Il “progetto” imperiale è chiaro: trasformare la NATO, che è già diventata il Robocop planetario (Afghanistan, Libia, Siria), in una alleanza integrata politica-economica-commerciale-militare. Sempre al comando di Washington, naturalmente. Compresi anche i collaboratori/vassalli periferici di una certa importanza, come le petromonarchie del Golfo ed Israele.
Il vero “nemico” dell’Impero sarebbe naturalmente l’unico, autentico, progetto realizzabile nel 21° secolo: l’integrazione euroasiatica, che va dalla Nuova Via della Seta di stampo cinese, all’Unione Economica Euroasiatica voluta dalla Russia, l’integrazione dei BRICS, che comprende la loro Banca di Nuovo Sviluppo (NDB), in tandem con la Banca Cinese per gli Investimenti e le Infrastrutture in Asia (AIIB), un risorto e tutt’ora indipendente Iran, connesso all’Eurasia e tutti gli altri poli di indipendenza fra le nazioni del Movimento dei Non Allineati (NAM).

Questo è il vero confronto del 21° secolo, che continuerà a generare conflitti di tipo ibrido, multipli e localizzati, dal momento che non si svolge solo in Eurasia, ma in tutto il Sud Globale. E’ tutto interconnesso, dal Maidan ai negoziati segreti per il TTIP, dalle provocazioni alla Cina nel Mar Cinese Meridionale alla guerra sul prezzo del petrolio ed agli attacchi contro il rublo; dall’NSA che spia la Petrobras, dando vita in Brasile ad un cambio di regime legalitario ed al rallentatore, ad un’Europa devastata dalle piaghe gemelle: una crisi dei rifugiati, causata in ultima istanza dalle guerre della NATO (e strumentalizzata dalla Turchia) accoppiata con il terrorismo jiahdista-salafita, generato dalle stesse guerre.

Anche se Francia e Germania ancora esitano, dal momento che stanno pagando un prezzo troppo alto per le sanzioni alla Russia, il “progetto” di Washington prevede un’Europa devastata, perenne ostaggio della NATO. E, ultimamente,  ostaggio della NATO commerciale, a causa dei veti geostrategici statunitensi contro l’integrazione euroasiatica.
Tutto questo implica un’altra necessità: la guerra concettuale (sono i Russi cattivi che fanno la Guerra Ibrida, non noi!) che deve essere vinta a tutti i costi, inculcando costantemente la paura nella gente comune europea. Allo stesso tempo, è essenziale allestire anche uno spettacolo: quello delle più massicce manovre militari americane sul suolo europeo dalla fine della Guerra Fredda, complete di Marina ed Aviazione che sfoggiano le loro capacità nucleari.
Questa è la nuova normalità, la Guerra Fredda 2.0, ad orario continuato, tutti i giorni della settimana.

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Articolo di Pepe Escobar, pubblicato da SputnikNews il 6 Maggio 2016
Tradotto in Italiano da Mario per SakerItalia.it

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