La biologia terrestre, compresa la razza umana, dai virus ai batteri
rispondono direttamente ai cambiamenti dell'ambiente in cui vivono,
talvolta morendo a causa di un'innumerevole serie di fattori che ne
favoriscono il diffondersi o direttamente la morte.
La stessa cosa riguarda anche il mondo animale, il mondo vegetale e
quindi anche l'ambiente in cui vivono gli esseri umani suddivisi in
province, stati e nazioni. Cosa condiziona quindi su una scala più ampia l'ambiente in cui viviamo,
lavoriamo, la nostra salute e tutto ciò che ci riguarda?
Il clima che a sua volta risponde ai cambiamenti dell'attività solare
che ne condiziona sia gli aspetti meteorologici sia quelli sismici e
vulcanici, i cui questi ultimi hanno un'aggravante diretta e indiretta
dell'ambiente in cui viviamo.
Sappiamo che il declino dell'attività solare ha effetti diretti con
un'aumento della Radiazione Cosmica, la quale ha un'effetto diretto
sull'accelerazione del decadimento radioattivo
interno ai pianeti, nel caso della Terra aumentando le temperature del
mantello e implementando il numero e l'intensità dei terremoti e anche
il numero e la violenza delle eruzioni, come anche la loro durata; allo
stesso modo questo flusso proveniente dallo spazio esterno ha anche l'effetto di aumentare l'attività elettrica nell'atmosfera dei pianeti,
ionizzandola, e alterarne le proprietà chimiche con un'aumento della
percentuale di idrogeno e dei nuclei di condensazione, in caso della
Terra si ha un'aumento della nuvolosità e della frequenza come della
quantità di precipitazioni.
Ora stiamo facendo riferimento agli effetti che tutti questi fenomeni hanno sulla vita biologica: 1) L'aumento della Radiazione Cosmica; 2) L'aumento del decadimento radioattivo interno il pianeta; 3) I picchi del ciclo undecennale della macchie solari.
Quando durante la Piccola Età del Ghiaccio (1250-1850) l'attività solare scese nel Minimo di Wolf dal 1280 al 1350
la Radiazione Cosmica ebbe un grande aumento con gli effetti
precedentemente descritti, corrispondendo quindi con l'arrivo del
raffreddamento climatico, una crisi tettonica in Cina e uno spaventoso
aumento delle piogge in quella stessa nazione ma non solo.
Ecco quanto avvenne.
"Nel 1333 il periodo iniziò con una devastante siccità nella Cina sud-orientale, nell'area compresa tra i fiumi Xiang e Hoai.
Come conseguenza, i raccolti avvizzirono, il bestiame morì di fame e seguì la carestia.
Il numero dei morti lievitava sempre più e la gente invocava gli dei per la pioggia.
Furono ascoltati, si scatenarono rovesci torrenziali che decimarono 400.000 persone.
Mentre si cercava di riprendersi un violento terremoto causò il crollo
della vicina montagna di Tsinceheou, uccidendone molti altri.
L'anno seguente la situazione deteriorò ulteriormente.
La città di Canton, ora Quang Zhou, capitale del Impero Cinese, fu spazzata da terribili inondazioni.
Nel contempo la città di Tche fu soggetta ad una grave siccità dalla
quale partorì la Peste, la cui falce decimò 5 milioni di persone.
Mesi dopo la stessa regione venne investita da uno spaventoso terremoto
che fece crollare le montagne dando origine a crateri inondati.
Uno di essi era largo almeno 160 chilometri e vi annegarono migliaia di persone nel "cratere" formato dal terremoto.
Nel 1336 la Cina Meridionale fu colpita da una sorprendente alternanza di siccità e inondazioni.
L'effetto combinato portò ad una delle peggiori carestie per un totale di almeno 4 milioni di morti.
A ciò fecero seguito invasioni di locuste, inondazioni intermittenti, e scosse di terremoto che si perpetuarono per sei giorni.
Nel 1339 la routine "dell'Apocalisse di Giovanni" non era cambiata.
Si ebbe il crollo della montagna di Hong-Tchang, con un diluvio devastante.
Nel Pien-Tcheou, dopo tre mesi di pioggia battente, si verificarono inondazioni mai viste che spazzarono via parecchie città.
Dal 1340 al 1343 la Cina fu ripetutamente colpita da frequenti e catastrofiche scosse di terremoto.
Il '44 vide anche un'enorme tsunami che distrusse la città di Ven-Tcheou
mentre nel '45 seguirono altre inondazioni e carestie a Ki-Tcheou.
Questa fase si concluse nel '46 con l'inondazione di Canton, con altre carestie e scosse di terremoto."
Dal punto di vista delle piogge la Cina non fu un'evento isolato sotto
questo Grande Minimo ma grandi quantità di pioggia devastarono anche
l'Europa.
L'inizio nella primavera del 1315, freddo e piogge torrenziali hanno decimato raccolti e bestiame in tutta Europa.
La classe di guerra e di lotta politica è stata destabilizzate per gli
ex paesi ricchi, in quanto milioni di persone morirono di fame, ponendo
le basi per le crisi del tardo medioevo.
Secondo i rapporti, alcuni europei disperati ricorsero al cannibalismo
durante la cosiddetta Grande Carestia, che si è mantenuta fino ai primi
anni 1320.
Tra gli altri conflitti militari, la brutale Guerra dei Trent'anni
Guerra tra protestanti e cattolici in tutta l'Europa centrale è stata
collegata alla Piccola Età del Ghiaccio.
Condizioni di freddo hanno frenato la produzione agricola e gonfiato e i
prezzi dei cereali, alimentando il malcontento civile e di indebolendo
le economie di potenze europee.
Questi eventi indubbiamente portarono sull'intero continente
euroasiatico ad un declino del tenore della vita oltre che, in Cina,
scusate la franchezza, una mostruosa quantità di cadaveri in
decomposizione.
E' indubbio che dopo grandi terremoti o disastri naturali, l'insorgere
delle epidemie a causa della decomposizione organica delle salme e delle
fogne ostruite costituisce un grande problema che si cerca rapidamente
di prevenire rimuovendoli.
Tuttavia quanto avvenne in Cina fu qualcosa di incontrollabile, la crisi
tettonica e le inondazioni furono assai una della cause dirette della
nascita della Peste, che portò un vero e proprio olocausto epidemico
sulla popolazione europea, non molti anni dopo.
Tuttavia la facilità con cui il batterio si propagò, oltre al "terreno
fertile" portato dai terremoti e dal cambiamento del clima, fu anche
un'effetto indiretto della Radiazione Cosmica.
Questi periodi di alto bombardamento dei raggi cosmici causano un
aumento della concentrazione di ioni positivi nell'atmosfera terrestre.
Lo scienziato Fred Soyka sostiene questo fa sì che i batteri diventino altamente virulenti e invasivi.
Se consideriamo che l'80% della Radiazione Cosmica è composta
essenzialmente da protoni di idrogeno, che hanno carica positiva,
l'elevato bombardamento di essi durante secoli che accompagnarono la
Piccola Età del Ghiaccio avrebbe portato ad un sensibile incremento
degli ioni positivi nell'atmosfera terrestre contribuendo a rendere le
forme virali e batteriche più aggressive e invasive.
Gli effetti di ioni positivi e negativi sulla salute umana sono stati confermati da numerosi studi.
La quantità di ioni negativi nell'ambiente circostante è facilmente
misurabile, per esempio nell'aria fresca di campagna si hanno da 2000 a
4000 ioni negativi per centimetro cubo.
Questi hanno l'effetto di alleviare le depressioni.
La Columbia University ha ricercato d'inverno persone affette da
depressione cronica e ha scoperto che l'esposizione e dosi più elevate
di ioni negativi ha come effetto di alleviare la depressione, in quanto
anti-depressivi.
Il ricercatore ha concluso che incrementando il flusso di ioni positivi
di ossigeno al cervello consegue una maggiore attenzione, una
diminuzione della sonnolenza e più energia a livello mentale.
Il medesimo studio ha anche concluso che gli ioni negativi purificano
l'aria da germi e particelle già presenti, le quali inalate causano
irritazione con starnuto, tosse, mal di gola e altri disturbi.
Altr due studi invece, uno su Filiale Svizzera della banca e l'altro
dell' Università Surry, presso l'Uni Norwich, Quartier Generale del
Gruppo, all'insaputa del gruppo in entrambi gli studi si è scoperto che
lavorando in un'ambiente migliore con una maggior percentuale di ioni
negativi, si sono avuti meno congedi per malattie respiratorie dal posto
di lavoro.
A riguardo degli ioni positivi invece i dati sono interessanti.
L'effetto della ionizzazione positiva sulla salute umana è stato
approfondito e confermato da Sulman FG, Levy D., Lukan L., Y. Pfeifer,
Tal E.
Fortschr Med, nel 1977 ha registrato una ricerca che ha concluso che le
cariche elettriche, a ionizzazione positiva, nel cielo prima di un
temporale influenzano le persone causando nel loro
comportamento:1)Iperproduzione di Serotonina, causando una tipica
sindrome da irritazione; 2)Carenza surrenale, producendo una tipica
sindrome da esaurimento; 3)Ipertiroidismo subclinico, apatia dei sintomi
tiroidei.
Anche gli animali risentono degli effetti da ionizzazione positiva.
Se esposto a ioni positivi che si accumulano nell'aria prima di una
tempesta, i ricercatori hanno fatto notare che il bestiame diventa più
agitato e aggressivo, oltre a diventare maggiormente incline a malattie
respiratorie.
Se oggi la percentuale di Radiazione Cosmica che raggiunge il nostro
pianeta stà aumentando, causando una maggior percentuale di ioni
positivi nell'atmosfera come potrebbe risentirne la razza umana?
Già dall'inizio del 1300, il primo secolo di introduzione alla Piccola
Età del Ghiaccio, ci sono stati casi in cui il divampare e il successivo
dilagare di epidemie era all'ordine del giorno, allo stesso modo con
cui queste ultime mietevano le loro vittime.
Una di esse raggiunse una tale propagazione da diventare non più
un'esclusivo caso di epidemia ma di Pandemia, è certamente il caso della
Morte Nera.
Durante la prima grande fase di bassa attività solare della Piccola
Età del Ghiaccio, il Minimo di Wolf, dal 1280 al 1350, nacque nel 1333
in Cina, come abbiamo visto in precedenza, ma nel giro di pochi anni
raggiunse anche l'Europa, e tra il 1347 e il 1350, sterminò in un vero e
proprio olocausto virale 75 milioni di persone, da un terzo a metà
della popolazione europea.
Il responsabile di questa epidemia era il batterio Yersinia Pestis, il
quale provocando tre differenti tipologie di peste dette inizio alla
devastazione.
In ordine di incidenza le tre forme della malattia erano: bubbonica, polmonare e setticemica.
Tutte e tre infettavano il sistema linfatico causando dolore alle gambe, febbre alta, emicrania, vomito e dolore alle giunture.
La Peste Polmonare provocava anche l'espettorazione di esacrato
sanguinolento; la Peste Setticemica faceva si che la pelle diventasse
color porpora man mano che l'emorragia si diffondeva a tutte le cellule
del corpo.
Inutile dire che al giorno d'oggi se un solo infetto si aggirasse per
New York, inconsapevolmente infetto dal batterio Yersinia Pestis,
diffonderebbe il contagio con una rapidità quasi fuori controllo.
Altre forti epidemie durante la Piccola Età del Ghiaccio vennero alla
luce durante un'altra fase di profondo minimo dell'attività solare detto
Minimo di Spoerer, dal 1450 al 1550.
Una di queste divampò nel 1485 in Inghilterra sotto forma della cosiddetta Febbre Eruttiva.
La sua prima apparizione fu nel 1485, una terribile pestilenza della
quale un sudore improvviso aggrediva il corpo con forti emicranie e
dolori fisici, il tutto accompagnato da una terrificante sensazione di
calore.
Gli infetti gettavano via le coperte, se vestiti di spogliavano mentre quelli assetati bevevano acqua fredda.
Tutti passavano a miglior vita poco dopo la comparsa del sudore, al punto che non se ne salvò nemmeno uno.
La Febbre Eruttiva cominciava sempre in estate, rimase latente dopo
la sua prima comparsa e si ripresentò nel 1508, seguita da ondate
successive nel 1517, 1528 e 1551.
Quella del 1528 fu la peggiore.
L'infezione uccideva in un giorno e in alcuni casi in appena tre ore.
Dopo il 1551 la Febbre Eruttiva non ricomparve più ne in Inghilterra ne in Europa.
Nel complesso l'epidemia fu meno peggiore della Peste, ma nel complesso tra il 1485 e il 1551 si stima vi furono almeno 3 milioni di morti.
Durante il Minimo di Spoerer, non fu solo la Febbre Eruttiva ma anche il Vaiolo fu responsabile di milioni di morti nel Nuovo Mondo.
Nel 1519 Hernan Cortes portò il Vaiolo da Porto Rico fino al continente
nord americano, in particolare in Messico, dove con gli Aztechi,
biologicamente privi di difese innescò una delle epidemie più devastanti
della Storia.
Gli Spagnoli erano quasi del tutto immuni alla fatale malattia così anche i loro schiavi.
Si ipotizza che fu uno schiavo nero, Panfilo de Narvaez, l'ignaro agente
di contaminazione che portò alla morte di 4 milioni di Aztechi, che
sommato allo sterminio dei Conquistadores portò quel popolo quasi
sull'orlo dell'estinzione.
Sempre tra il 1500 e il 1550 un'altra epidemia fu di gran lunga peggiore di queste.
Un'epidemia di sifilide si diffuse in Europa causando circa 10
milioni di vittime,nel contempo la popolazione dei Guanci delle isole
Canarie fu completamente sterminata da un'epidemia, probabilmente la
stessa.
Esempi come questi ci fanno notare come a differenza del giorno d'oggi,
durante il periodo di raffreddamento climatico della Piccola Età del
Ghiaccio le epidemie erano tanto letali quanto diffuse da portare alla
morte di milioni di individui, un fatto che al giorno d'oggi più non di
vede.
Alcuni studi hanno evidenziato che quando l'attività solare è assai più
debole il maggior flusso di Radiazione Cosmica che bombarda la nostra
atmosfera, oltre che quelle degli altri pianeti, causa un'aumento degli
ioni positivi portando i virus e i batteri ad essere più aggressivi e
invasivi.
Questo dato ci viene confermato dal fatto che per tutti della durata
della Piccola Età del Ghiaccio, l'attività solare si è mantenuta su
valori estremamente bassi, quindi un periodo estremamente favorevole
affinché la ionizzazione positiva prodotta dalla Radiazione Cosmica
nella nostra atmosfera, ha portato ad un'aumento e un'aggravarsi delle
infezioni virali e batteriche.
Al giorno d'oggi epidemie di Peste non compaiono più con la medesima
frequenza con cui apparivano in quel freddo periodo, ma sembrano non
esserci dubbi che in quel periodo questa piaga divampasse e si
propagasse molto più spesso e rapidamente di quanto possiamo pensare.
Nonostante la principale Pandemia si fosse gradualmente estinta, focolai
di Peste divamparono anche nei secoli successivi facendo un'ammontare
di altrettante migliaia di vittime.
Una di esse scoppiò a Venezia nel 1477, si attenuò durante l'inverno per
poi ricomparire durante la successiva primavera mietendo in media una
quarantina di morti al giorno raggiungendo un totale di 20.000 decessi.
L'epidemia si propagò rapidamente anche a Verona, Mantova, Bergamo, Cremona, Milano, Bologna, Firenze, Perugia, Aquila e Roma.
Un'altra violenta epidemia si manifestò negli anni 1485-87 a Milano e
poi ancora a Venezia, cominciando nel maggio 1485, aumentando di
intensità in autunno e in inverno e fino alla successiva primavera.
Secondo alcuni i morti erano in media 300 al giorno, a Milano furono più di 50.000.
Nel 1575 la Morte Nera ricomparve contemporaneamente in due regioni estreme d'Italia: Trentino e Sicilia.
Dal Trentino il morbo arrivò a Verona sterminando un quinto dei suoi abitanti.
A settembre si diffuse a Mantova e dopo a Venezia dove fra l'agosto 1575
e il luglio '77 uccise 51.000 persone. pari al 27% degli abitanti.
Vicenza ebbe 1.908 morti e Milano 17.329.
Brescia subì 20.000 morti, non bastavano 15 carrette per trasportare
quotidianamente i cadaveri, i quali venivano accatastati come sacchi
dell'immondizia in determinati posti in attesa che fossero condotti
fuori città.
Durante la Piccola Età del Ghiaccio, il deterioramento del clima,
l'aumento della concentrazione di ioni positivi nell'atmosfera, la bassa
attività solare e le condizioni umide e fredde furono i principali
fattori che portarono allo svilupparsi di infezioni su scala globale.
Per trovar una corrispondenza a quest'affermazione bisognerebbe scoprire
dei punti del globo che non furono mai visitati da esploratori le cui
popolazioni furono ugualmente decimati da letali epidemie.
Durante il Minimo di Dalton, dal 1790 al 1830, i rapporti
dell'archeologo Peter Hiscock dicono che intorno al 1750 ci fu lo
spopolamento significativo delle tribù in Australia a causa di epidemie.
Sono dell'idea che il declino dei popoli pre-colombiani non fosse dovuto
tanto al fatto che fossero biologicamente privi di difese, ma invece
quanto al fatto che il rafforzarsi delle patologie infettive avesse reso
assai più deboli e vulnerabile il loro sistema immunitario, l'arrivo
degli Spagnoli altro non è stato che come portare un arma biologica nel
salotto di casa.
Tornando ai giorni attuali, è interessante notare che dal 2008 a questa
parte, quando l'attività solare ha avuto un drastico crollo e la
percentuale di Radiazione Cosmica che raggiunge il nostro pianeta ha
avuto un sensibile aumento, hanno fatto la comparsa nuove patologie
mentre altre si sono aggravate a livelli record in tutto il mondo.
Una di queste la possiamo riscontrare nel epidemia influenzale del 2009
denominata "influenza A/H1N1", che comparsa in Messico nell'estate, si è
poi propagata in tutti i continenti facendo scattare l'allarmismo
mediatico di una possibile Pandemia, anche se fortunatamente non fu
peggiore di una normale influenza stagionale.
Non furono solo le epidemie che risposero al nuovo ambiente che divenne
più duro e freddo, oltre che geologicamente attivo, ma anche la razza
umana oltre ad essere soggetta all'influenza di una maggior percentuale
di ioni positivi, divenne soggetta al mondo geologico in maggiore
movimento sotto i suoi piedi.
I nostri pensieri e i nostri sensi sono causati da altro che chimica e
interazioni elettromagnetiche all'interno del nostro cervello, secondo
le neuroscienze.
Così, le interruzioni di fattori ambientali possono rendere il nostro senso / pensiero disordinato.
A causa di questo, i neuroscienziati hanno proposto un motivo per gli
avvistamenti di fantasmi - perturbazioni elettromagnetiche per il nostro
cervello.
Questo fenomeno è simile alla epilessia del lobo temporale, quindi prima
di iniziare, permettetemi di fare le cose in chiaro: l'epilessia del
lobo temporale è un disturbo cerebrale che si verifica solo in alcuni,
mentre le allucinazioni causate da perturbazioni elettromagnetiche nel
lobo temporale e possono capitare a chiunque - ma non sono epilessia.
E se qualcuno dubita che la crisi del lobo temporale sono legate ad
allucinazioni, non ha notato che ci sono stati studi che correlano
positivamente la sensibilità del lobo temporale in individui normali con
esperienze paranormali.
L'articolo scientifico The Neuropsychiatry of Paranormal Experiences by Michael A. Persinger, Ph.D., C.Psych. afferma che:
"Se la struttura detta funzione e la microstruttura del cervello
determina o dirige le microfunzioni, allora ci si aspetterebbe classi di
esperienze associate a specifiche regioni del cervello o dei modelli di
attività generate all'interno di queste zone ...Sia il verificarsi di
esperienze paranormali ed i loro tassi di incidenza sono associati a
specifici tipi di attività neuronale nei lobi temporali ...Le fonti
degli stimoli che evocano i cambiamenti neuroelettrici possono variare
da proprietà intrinseche all'attività caotica, con il minimo di
veridicità, per informazioni esterne che vengono elaborate da meccanismi
non conosciuti al momento."
Tuttavia, il punto più importante è che le fonti di queste interruzioni neuroelettriche possono essere sia interne che esterne, il che significa che i fattori ambientali possono influenzare le attività del nostro cervello.
I campi di esperienza che inducono
Alcune ricerche hanno suggerito che un certo tipo di campo magnetico a bassa frequenza può indurre allucinazioni. Questi campi magnetici sono conosciuti come campi di esperienza che inducono (EIF).
Un breve riassunto dei fattori che causano l'EIF sono qui sotto:
Tra questo genere di allucinazioni possiamo includere quella da "paralisi del sonno".
La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnagogica, è un disturbo
del sonno in cui nel momento prima di addormentarsi o, più comunemente,
al risveglio ci si trova impossibilitati a muoversi. Questo disturbo
dura molto poco (al massimo 2 minuti dal risveglio o pochi secondi prima
di addormentarsi), talvolta di più, ma mai per un tempo oggettivamente
lungo. Durante la paralisi tutti i muscoli del corpo sono paralizzati, e
nonostante la persona in cui il disturbo si manifesta sia del tutto
cosciente, riesce a compiere pochissimi movimenti, in certi casi solo il
movimento degli occhi, della lingua o alcuni lievissimi movimenti degli
arti; comunque durante le paralisi non si verificano problemi
respiratori.
Questo stato di paralisi è dovuto alla persistenza dello stato di atonia
che i muscoli presentano durante il sonno ed è causato da una
discordanza tra la mente e il corpo: il cervello è attivo e cosciente, e
il soggetto riesce spesso a vedere e sentire chiaramente ciò che lo
circonda. Nonostante ciò il corpo permane in uno stato di riposo. Ciò
solitamente incute terrore e angoscia nell'individuo affetto dal
disturbo. Le cause più comuni sono: mancanza di riposo, stress e ritmi
di sonno irregolari. Spesso la "vittima" di tale paralisi prova a
gridare per chiedere aiuto, riuscendo al massimo a sussurrare
debolmente, provando la sgradevole sensazione di sentire la propria voce
soffocata da qualcosa di anomalo.
Recenti studi hanno dimostrato che i rapporti di paralisi del sonno,
sono più comuni in hotspot geografici come Città del Messico e per tutto
l'Anello di Fuoco, nell'Oceano Pacifico, anche le isole Hawaii sono
brulicanti di leggende di fantasmi soffocanti.
Ciò che la maggior parte di questi "hot spot" da paralisi da sonno
hanno in comune sono l'attività geofisica, vulcani, faglie e simili.
La prova sta diventando sempre più convincente che la paralisi del sonno
e qualche altra attività paranormale sembrano coincidere con le
condizioni geofisiche di un territorio.
In realtà, un sacco di ricerca è stato suggerito che alcune condizioni
geomagnetiche più spesso create in luoghi con condizioni geofisiche
irregolari, sono direttamente correlati con i rapporti di occorrenze
paranormali tra cui paralisi del sonno.
Il movimento della tettonica a placche, le faglie corrispondenti e i
fenomeni di vulcanismo oltre ad essere presentarci spettacolari fontane
di fuoco e catastrofi su vasta scala sono anche, nel loro movimento e
attività, capaci di generare una grande quantità di elettricità statica,
come spesso è stato testimoniato nel corso della storia durante i
grandi terremoti.
1742 - Nel terremoto di Livorno della fine di gennaio a Castel
Fiorentino alle 5 pom. fu osservato fra W e N un gran chiarore simile ad
un’aurora boreale (P. T.).
1750 - Terremoto di Londra preceduto da lampi continui. (P. T.)
1755. Novembre. - Durante il terremoto di Lisbona furon viste meteore
ignee che - come le folgori - solcavano velocemente l’aria. (GALLI I.,
Sulla forma vibratoria del moto sismico, pag. 68).
1755. 9 dicembre. - A Morat nel momento del terremoto l’ago della
bussola declinò al W di 25’ (In SARTI citato da DE ROSSI, Meteorologia
Endogena, T. I, pag. 67).
1832. 13 marzo - Verso l’alba a Modena si sentì una forte scossa
accompagnata da un baleno; tutto il cielo fino all’orizzonte dalla parte
di nord parve ardere a cagione di nebbie infuocate e vermiglie (P. T.).
Alcuni studiosi hanno appunto confermato che un'aumento dell'elettricità
statica potrebbe essere alla base della previsione dei terremoti. Gli scienziati sostengono che un aumento di elettricità statica sotto la
terra potrebbe essere un indicatore affidabile che un terremoto è
imminente.
Tom Bleier, un ingegnere satellitare con QuakeFinder, ha speso milioni
di dollari mettendo uno specialista nella misurazione delle attrezzature
dei magnetometri - lungo le linee di faglia in California, Perù,
Taiwan, e la Grecia, secondo il Daily Mail.
Gli strumenti sono abbastanza sensibili per rilevare gli impulsi
magnetici da scariche elettriche fino a 10 miglia (16 chilometri)
lontani, che potrebbero dare alla gente il tempo di mettersi in salvo
prima che un terremoto colpisca.
La teoria degli scienziati è che durante l'arrivo di un terremoto,
l'attività sotto terra passa attraverso un "cambiamento strano", producendo intense correnti elettriche.
"Queste correnti sono enormi " Bleier ha detto in una riunione della American Geophysical Union (AGU) a San Francisco. Ha detto che sono dell'ordine di 100.000 ampere per un terremoto di
magnitudo 6 e un milione di ampere per una magnitudo 7, che è quasi come
un fulmine, sotterraneo. Prima di un grande terremoto, il livello di scariche di elettricità statica di fondo salgono bruscamente, afferma Bleier.
Ed è quello che lui sostiene di aver visto prima della mezza dozzina di
terremoti di magnitudo 5 e 6 terremoti i cui precursori lui è stato in
grado di monitorare. Il numero di impulsi, ha aggiunto, sembra aumentare circa due settimane prima del terremoto poi scendono al livello di fondo. Non dovrebbe sorprendere se durante il periodo della Piccola Età del
Ghiaccio sia sorto il mito delle streghe o avvistamenti di demoni. "Dio Onnipotente ha un litigio ultimamente con tutta l'umanità",
si lamentava il gallese storico James Howell nel 1647, "per entro questi
12 anni ci sono state le rivoluzioni più strane e orribili cose sono
accadute, non solo in Europa, ma in tutto il mondo." Il mondo, pensò, era "nel caos".
Egli non era il solo.
Quando la guerra civile infuriava nelle isole britanniche, la ribellione
strappò fori negli imperi del Ming e degli Ottomani, e l'Europa
centrale sanguinava durante la guerra dei Trent'anni, altri commentatori
sprofondarono nella disperazione.
Ogni giorno, ha registrato lo studioso di Oxford Robert Burton nel 1638, ha
portato notizie di "guerra, epidemie, incendi, inondazioni, furti,
omicidi, massacri, meteore, comete, spettri, prodigi, apparizioni, delle
città prese, città assediate in Francia, Germania , Turchia, la Persia,
la Polonia, ecc ".
Il mondo era un posto molto più freddo e aggressivo sia dal punto di
vista degli esseri umani sia dal punto di vista delle epidemie tuttavia
manca il fattore scatenate di questa guerra biologica.
Se l'aumento della Radiazione Cosmica portò ad un aumento degli ioni
positivi nell'atmosfera rendendo le colonie virali e batteriche molto
più aggressive, come lo stesso accadde agli esseri umani, si può anche
chiaramente dire che a centocinquanta milioni di chilometri di distanza
fece lo stesso durante i picchi del ciclo undecennale delle macchie
solari con un'ulteriore aumento degli ioni positivi nell'atmosfera
terrestre, dopotutto è la stella più vicina al nostro pianeta.
Secondo lo scienziato A.L. Tchijewsky, i grandi cambiamenti sociali,
guerre, rivoluzioni ecc erano strettamente legati all'attività solare,
nel 1926, disse: "Dobbiamo pensare che esista un potente fattore
esterno alla nostra Terra che governa lo sviluppo degli eventi nelle
società umane e li sincronizza con l’attività del sole; e dobbiamo anche
pensare che l’energia elettrica del sole è il fattore extraterrestre
che influenza i processi storici".
Anche il professor Raymond Wheeler comprese questa realtà.
Il Professor Raymond Wheeler, presso l'Università del Kansas, in un primo momento quasi inciampò nei dati.
La connessione è stata inizialmente scoperta dal noto scienziato russo
Alexander Chizhevsky durante il 1915: tempeste solari innescano i
conflitti, le guerre e la morte. Un vortice di morte, lo soprannominò.
Chizhevsky aveva trovato dopo una ricerca intensa che l'ascesa e la
caduta dell'attività solare, interagendo con il campo magnetico
terrestre provoca cambiamenti di massa nella prospettiva umana di stati
d'animo, emozioni e modelli di comportamento. Tutti sono affetti dalle macchie solari e brillamenti solari.
Sulla base di ricerche dello studioso russo, Wheeler ha applicato un
sistema di classificazione numericamente ponderato nel corso del 1930
alle guerre separate e anche alle singole battaglie valutandone la
durata e la gravità. Ha poi correlato i dati impressionanti che aveva accumulato con il ciclo delle macchie solari di 11 anni. I risultati li trovò terrificanti.
Quando il ciclo solare di 11 anni ha raggiunto il picco, così l'hanno
fatto l'inquietudine umana, rivolte, ribellioni, rivoluzioni e tutti i
mezzi a guerre tra le nazioni. Era quasi come se l'intensa ripresa magnetica colpisse direttamente il
cervello umano e avesse l'umanità in capricci emotivi mortali e serie di
uccisioni frenetiche. Gli assalti sono saliti alle stelle. Gli omicidi aumentarono. E guerre
sanguinose e ribellioni scoppiano con una furia tutta la faccia del
globo.
La ricerca di Wheeler ha rivelato il modello che ha attraversato la storia umana nei lontano 2500 anni.
Durante il ciclo solare 22, dal 1986 al 1996, nel corso del massimo
solare del 1990 la febbre salì iniziarono scontri in tutto il mondo che
si conclusero con l'Iraq che invase il Kuwait e gli Stati Uniti
combattendo contro l'esercito di Saddam Hussein. Poi, 11 anni dopo, gli
attacchi del 9-11 contro New York e Washington, DC sono stati seguiti
da due guerre in rapida successione: Afghanistan e ancora Iraq.
Secondo il ciclo di 11 anni, quando il sole è entrato nella suo prossimo
picco di attività durante la fine del 2010 le interruzioni nel campo
magnetico della Terra potrebbero essere previste per causare ancora una
volta agitazione, instabilità, rivolte, focolai di guerra, la
distruzione e la morte di massa.
Come un orologio si è verificato.
Improvvisamente la notizia è stata riempita con l'aumento del
dissenso fino in Tunisia, Egitto, Yemen, Bahrein e Arabia Saudita. Si diffuse in Siria, Libia, Iran e Cina.
L'Europa non è stata immune: sorse il malcontento generale nel Regno
Unito e la Francia, la Grecia aveva esteso sommosse, la Spagna si
sentiva sotto pressione, e anche gli Stati Uniti hanno visto folle
inferocite salire nello stato del Wisconsin.
Quando i flare aumentano e il sole diventa più violento, ci aspetta una
maggiore violenza sulla Terra alcuni letteralmente impazziscono, senza
causa apparente o rendersene conto. Lo schema è inconfondibile. Nei punti chiave durante il ciclo solare, dal minimo al massimo
l'attività del campo magnetico terrestre comincia a intensificarsi
quando bombardata dalle tempeste solari. I conflitti avvengono sono
quando l'attività sta accelerando verso il picco, o scendendo verso il
minimo.
Gran parte della ricerca durante i seguenti 70 anni ha dimostrato che il
campo magnetico interaziona con il cervello guidando l'elettrochimica
degli esseri umani e colpisce quindi anche i meccanismi psicologici
profondi tra cui la creazione di sbalzi ormonali anomali e mutando anche
significativamente l'attività delle onde cerebrali.
In altre parole, il mondo impazzisce e la stessa cosa riguarda anche le epidemie.
Lo stesso scienziato sovietico A.L. Tchijewsky (1897-1964), professore
alla Facoltà di medicina dell’Università di Mosca, che aveva a lungo
studiato il problema, raccogliendo dati da 72 paesi fin dal 600 a.C.,
scoprì un evidente parallelismo tra le epidemie in rapporto al ciclo
undecennale del sole.
La sua tesi è che tutte le epidemie mostrano una periodicità undecennale.
Era conosciuta e da molto tempo una periodicità di circa undici anni per la difterite, ma se ne ignorava il motivo.
Tchijewsky ne evidenziò il parallelismo col ciclo undecennale del sole.
Identica relazione evidenziò lo studioso russo, per la meningite
cerebrospinale, che studiò in diversi Paesi e i cicli delle macchie
solari, negli anni 1800-1920.
Il dott. B. Rudder, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università
di Francoforte, confermò con successive e più estese ricerche le
conclusioni di Tchijewsky.
Altri lavori documentarono un rapporto tra il ciclo undecennale solare e
l’infezione difterica e il numero dei casi avutisi a Vienna e a
Budapest (osservazioni fatte sugli anni: 1885 - 1900 - 1905 - 1910 -
1915 - 1920 - 1925 - 1930 - 1935). (Fonte: H. Berg, Io Symposium
international sur les relations entre phénomènes slaires terrestres en
chimie-physique et biologie, Presses Académiques Européennes, Bruxelles,
1960, pag. 160).
Cosa succederebbe se sommassimo i dati presentati e provassimo a
interpretarli dal punto di vista di un evento storico come la Prima
Guerra Mondiale? Questa storia inizia con il Minimo di Damon (1856-1913).
Anche questo fu un periodo di bassa attività solare che seguì il Minimo
di Dalton prolungando il periodo di raffreddamento climatico fino al
1913, appena prima della Prima Guerra Mondiale.
Come abbiamo osservato i periodi di bassa attività solare portano ad
un'aumento della Radiazione Cosmica, che aumentando la quantità di
neutroni che gli strati del mantello, incrementano e accelerano il
decadimento radioattivo degli elementi, portando ad un'aumento
dell'emissione di energia termica dall'interno con un'intensificarsi
dell'attività sismica come la sua frequenza e un'aumento della violenza
delle eruzioni esplosive, come il loro numero oltre che ad una maggior
quantità di lava emessa.
Il periodo che va dal 1856 al 1913 corrispose esattamente a questo fenomeno.
Durante questo minimo in Indonesia avvenne nel 1883 la catastrofica eruzione del Krakatoa.
L'eruzione del 1883 espulse più di 5 miglia cubiche (circa 21 chilometri cubi)
di roccia, cenere e pietra pomice, generando un boato tra i più forti
mai registrati da essere umano - l'esplosione del cataclisma fu
distintamente ascoltata fino ad Alice Springs in Australia, e a
Rodriguez vicino all'isola Mauritius, e il riverbero delle onde
atmosferiche fu avvertito in tutto il mondo.
165 villaggi furono devastati, 36.000 persone morirono e molte migliaia
di persone furono ferite dall'eruzione, di cui gran parte a causa dello
tsunami che seguì la tremenda esplosione.
L'eruzione generò tramonti spettacolari in tutto il mondo per diversi
mesi successivi, a causa del fatto che la luce solare si rifletteva
sulle particelle di polvere sospese nell'aria, eruttate dal vulcano
nell'atmosfera.
A causa delle particelle di cenere emesse nell'aria, la Luna mantenne per anni un colore bluastro.
Inoltre la temperatura media terrestre si abbassò.
Non fu da meno un'altra colossale eruzione in Alaska dal vulcano Novarupta, nel 1912, il quale eruttò 12.5 km cubici di materiale vulcanico,
questa era la più grande eruzione del 20 ° secolo , battendo il
Pinatubo nel 1991 di un fattore 3 in volume e, per confronto, il Saint
Helens nel 1980 di un fattore 30.
L'eruzione ha avuto un impatto decennale della fauna selvatica, che
colpì la deposizione delle uova di salmone nei fiumi vicino Katmai /
Novarupta per anni.
È interessante notare che, per le dimensioni dell'eruzione, ha avuto un
grande impatto sul clima globale, con temperature più fredde
dell'emisfero settentrionale e qualche effetto sulla opacità atmosferica
fino in Algeria, la stessa cosa avvenne con la grande eruzione del
vulcano Sakurajima, in Giappone, nel 1914.
Il raffreddamento climatico del Minimo di Damon, accentuato dall'intensa attività vulcanica, fu una delle cause indirette che portarono all'inizio della Prima Guerra Mondiale, tuttavia in seguito il fenomeno venne accentuato da un'altro grande fattore. La prima guerra mondiale è il nome dato al grande conflitto che
coinvolse quasi tutte le grandi potenze mondiali, e molte di quelle
minori, tra l'estate del 1914 e la fine del 1918.
La Prima Guerra Mondiale, ebbe inizio con l'inizio di un ciclo solare
undecennale denominato Ciclo 15, il suo picco invece avvenne durante la
massima intensità di quest'ultimo nel 1917-18.
Infatti diversi scienziati sono riusciti a ricostruirne il nesso ma non
era solo la razza umana a essere in guerra con se stessa, anche le
epidemie che seguirono presero la parte da protagonista appena dopo la
fine del conflitto e del massimo solare.
G.L. Playfair e S. Hill: "Nel 1917... la rivoluzione bolscevica si era
verificata in coincidenza con un’insolita esplosione di attività solare,
come avvenne per il tentativo fallito del 1905. Nel 1922, aveva
disegnato un diagramma... che dimostrava che un periodo di almeno 2400
anni di ‘movimenti di masse’, comprese tutte le guerre più gravi, le
battaglie e le rivoluzioni registrate nella storia di tutti i popoli,
rivelava non solo dei cicli regolari, ma dei cicli in fase con quelli
del Sole. (...) Le rivoluzioni francesi del 1789, 1830 e 1848, le
agitazioni locali del 1870 e le due rivolte russe del 1905 e del 1917
ebbero luogo tutte vicino a periodi di massima attività solare."
Nel 1918-19 l’influenza detta Spagnola, provocò quasi 400.000 morti.
L'influenza spagnola, altrimenti conosciuta come la Grande Influenza, è
il nome di una pandemia influenzale che fra il 1918 e il 1920 uccise
decine di milioni di persone nel mondo.
È stata descritta come una delle più gravi forme di pandemia della
storia dell'umanità, avendo ucciso più persone della terribile peste
nera del XIV secolo e della stessa Grande Guerra.
Dobbiamo osservare che il fenomeno corrisponde esattamente allo stesso
modo con cui ebbe inizio la Rivoluzione Francese, conseguendo all'ascesa
di Napoleone e in seguito con la sua definitiva caduta, durante il
Minimo di Dalton (1790-1830).
Fu così chiamato dal nome del meteorologo inglese John Dalton che lo osservò.
Come il Minimo di Maunder e il Minimo di Spörer, il minimo di Dalton
coincise con un periodo di temperature globali sotto media. Per esempio, la stazione meteorologica di Oberlach, Germania, registrò una diminuzione di 2 °C in venti anni.
Durante l'anno 1783, avvenne una grande e prolungata eruzione dal
vulcano Laki-Grismvotn, altissime fontane di lava alte 1400 metri
cominciarono ad espellere enormi quantità di basalto, vennero espulsi,
secondo alcune stime, 14 chilometri cubi di basalto.
L'eruzione ebbe inizio l'8 giugno 1783 con l'apertura di una faglia
composta da 130 crateri a causa di esplosioni freatomagmatiche provocate
dal contatto tra il magma e l'acqua del sottosuolo.
Iniziata con un esplosioni di tipo pliniano, l'eruzione si fece meno
violenta nei giorni successivi, assumendo caratteristiche prima
stromboliane e poi hawaiiane.
L'eruzione venne classificata al sesto livello nell'Indice di
Esplosività Vulcanica (VEI). Le emissioni di aerosol di acido solforico
avvenute negli otto mesi successivi provocarono notevoli effetti sul
clima e nella società dell'intero emisfero boreale.
L'eruzione continuò fino al 7 febbraio 1784, sebbene la maggior parte
del basalto fu emesso nei primi cinque mesi dall'inizio dell'evento.
Il Grímsvötn continuò ad eruttare fino al 1785.
Gli 8 milioni di tonnellate stimate di fluoro gassoso e i 120 milioni di
diossido di zolfo emessi nel corso del fenomeno andarono a formare
sull'Europa quella che fu chiamata “la foschia di Laki”.
Sembra che l’eruzione del Laki influì anche sul clima africano ed
asiatico: la circolazione monsonica indiana fu indebolita, e questo
portò ad anomalie negative nelle precipitazioni sull’area del Sahel.
Tuttavia in quello stesso anno in Giappone avvenne un'altra grande
eruzione vulcanica, spesso trascurata a causa dell'imponenza di quella
islandese, tuttavia non va trascurata in quanto evidenzia come alcuni
periodi siano favorevolmente sincroni per queste grandi eruzioni mentre
altri meno.
La grande eruzione del vulcano Asama nel 1783 è stata una delle eruzioni
più grandi e più distruttive del Giappone negli ultimi 1000 anni.
E 'iniziata con espulsioni di cenere sporadiche a partire dal 9 maggio, e gradualmente aumentando di intensità.
Dopo la fine di luglio, l'eruzione è diventato continua, formando un
enorme nube di cenere pliniana che ha annerito il cielo orientale ed era
piena di pesanti tuoni e fulmini. Onde d'urto potenti hanno scosso le
case e causato il panico.
L'eruzione è culminato in una serie di potenti esplosioni che iniziarono
il 4 agosto, e terminarono con una gigantesca esplosione il 5 agosto,
che potrebbe essere stata sentita fino a 300 km di distanza. L'eruzione ha prodotto altamente flussi piroclastici distruttivi e molto
insoliti, ceneri pesanti e cadute di pomice, grandi colate di lava e
costruito un cono.
Furono completamente distrutti 4 paesi, migliaia di case ed uccise circa 1400 persone.
Gli effetti di queste grandi eruzioni si fecero ripercuotere sul clima globale.
Il fiume Nilo ridusse drasticamente la sua portata. In Europa peggiorò
la qualità dell’aria e le estati si fecero fresche e piovose. L’inverno
che seguì fu uno dei più rigidi nella storia della Gran Bretagna: la
città di Selborne visse 28 giorni di gelo consecutivi, e 8.000 furono i
morti causati dal freddo in tutta la nazione.
La Germania e il resto dell’Europa centrale furono teatro di abbondanti
nevicate, che, durante il successivo disgelo, causarono disastrose
inondazioni.
Le anomalie climatiche potrebbero aver acuito la carestia dell’epoca
Tenmei in Giappone. I cattivi raccolti innescarono grandi insurrezioni
delle popolazioni, che cominciarono a morire di fame e di stenti. Era il
1789.
Fu uno dei fattori che contribuì allo scoppio della Rivoluzione Francese.
Come affermano gli scienziati G.L. Playfair e S. Hill in precedenza, lo
scoppio della Rivoluzione Francese avvenne sincrono con un picco di
attività delle macchie solari e in seguito portando all'ascesa di
Napoleone, tuttavia l'Imperatore Francese fu a sua volta vittima di ciò
che favorì la sua ascesa.
Le ultime campagne militari di Napoleone Bonaparte, dalla disastrosa
campagna di Russia del 1812 alla sconfitta di Waterloo nel 1815, vennero
fortemente condizionate dalle pessime condizioni meteorologiche.
Queste tuttavia vennero precedute da eruzioni vulcaniche di notevole
entità che liberarono nell'atmosfera grandi quantità di gas e
pulviscolo. I dati degli anelli degli alberi dall'Alaska, Yukon e la valle Mackenzie
mostrano che "nel 1810 è stata l'estate più fredda su tutta la regione
...".
Di aggiunta importanza, per quanto riguarda l'invasione del 1812,
un'eruzione 'sconosciuta' aveva avuto luogo nel 1809, secondo ai dati
degli anelli degli alberi: "La gravità e l'estensione nello spazio delle
gravi condizioni in tutto il Nord America occidentale nell'estate del
1810 supporta ipotesi precedenti di una grande eruzione vulcanica nel
1809 per la quale non è ancora stato trovato il responsabile."
L'Etna era attivo nel 1780, 1792-93, 1802 e 1809 e ci fu una grande eruzione dal 27 Ottobre 1811 al maggio 1812 - un mese prima che la Grande Armata entrasse in Russia.
Il vulcano Urzelina nelle Azzorre entrò in eruzione nel 1808.
Quell'anno in Inghilterra, Luke Howard aveva notato un anomalo brillante crepuscolo.
L'anno seguente Constable dipinse un altro meraviglioso dipinto di
polvere di ispirazione con il fiume Stour al tramonto quando l'Etna
aveva eruttato.
E gli effetti del vulcano 'sconosciuto' devono anche essere presi dentro
nel 1811, così come la grande eruzione in corso sull'Etna, vi era una
maggiore attività vulcanica delle Azzorre e il Vesuvio eruttò anche
quell'anno con una grande eruzione.
Nelle Indie Occidentali sull'isola di Saint Vincent, il Soufriere eruttò
nel 1811 e aprile 1812 - di nuovo poco prima dell'invasione della
Russia.
Le stime degli studiosi parlano di 550.000 Km3 di emissioni tra
gas, ceneri e polveri la maggior parte dei quali rimangono sospesi
nell'atmosfera per poi venir diffusi dalle correnti aeree un po' su
tutto l'emisfero settentrionale.
Qualche mese dopo, il 6 agosto, mentre l'Armata napoleonica insegue
l'esercito russo alla volta di Mosca, da tutt'altra parte del mondo,
sull'isola maggiore dell'arcipelago delle Sangihe in Indonesia, un altro
vulcano, l' Awu si risveglia anch'esso con una potente eruzione, brucia
tutto quanto intorno a sè con una nube ardente uccidendo anche 953
persone, e a sua volta libera nell'atmosfera, ceneri, polveri e una gran
quantità di gas (anche qui per un totale 550.000 Km3).
Tuttavia non era finita, alla fine del 1813 il Vesuvio entrò nuovamente in eruzione con una potente eruzione. Una parte del cono vulcanico addirittura crollò, una certa quantità di
ceneri vennero scagliate fino a Napoli ed Ischia, e almeno 75.000 Km3 di emissioni vennero liberate in aria.
Poco più di un mese dopo, nella notte tra il 31 gennaio ed il 1 febbraio
1814 un altro vulcano addormentato, il Mayon nelle Filippine,
improvvisamente si risvegliò fra lampi e bagliori infuocati e un'enorme
colonna di polveri e gas velenosi si innalzò verso l'alto, per poi
ricadere alle pendici del cono bruciando e avvelenando ogni cosa al suo
passaggio. Almeno 1200 persone morirono a causa dell'eruzione, mentre la
quantità di emissioni liberate nell'atmosfera fu all'incirca uguale a
quelle sprigionatisi dal Soufriere e dall'Awu, cioè 500.000 Km3.
Il tutto finì nel 1815 con l'enorme eruzione del vulcano Tambora,
responsabile dell'Anno Senza Estate nel 1816, esalando nell'atmosfera
nell'arco di cinque giorni – dal 7 al 12 aprile – non solo una quantità
di gas pari a 200 milioni di tonnellate, ma soprattutto una enorme
quantità di polveri e ceneri: tra i 100 ed i 300 chilometri cubici,
secondo differenti calcoli.
Nella notte tra l'1 e il 2 marzo 1815, Napoleone fuggito dall'Isola d'Elba, sbarcò a Golfe-Juan vicino Cannes. I reggimenti di soldati inviati contro l'ex-imperatore dal governo
monarchico di Luigi XVIII finirono per unirsi a lui senza sparare un
solo colpo. Anche il maresciallo Ney che dopo l'esilio di Napoleone all'Elba si era
adattato a servire il nuovo governo monarchico, tornò ad ossequiarlo.
Napoleone il 19 marzo fu di nuovo a Parigi mentre nelle settimane
successive si preparò ad affrontare l'inevitabile reazione militare
degli altri governi europei.
In quella tarda primavera del 1815 i gas e le polveri del Tambora e
quelle degli altri vulcani provocarono un aumento sostanzioso delle
precipitazioni piovose, anche nella zona di Bruxelles, dove tra il 16 ed
il 18 giugno si svolsero le ultime operazioni militari di Napoleone, a
Quatre-Bras, Ligny e Waterloo.
Sin dalla sua partenza alla volta di Bruxelles, tra il 14 ed il 15
giugno, l'esercito francese era stato accompagnato dalla pioggia: una
pioggia costante, che a tratti dava un po' di tregua, ma che diventò
temporale torrenziale dalla sera del 16, intralciando le operazioni di
Ney e Napoleone, rispettivamente a Quatre-Bras e Ligny, proseguendo con
uguale intensità anche il giorno successivo.
Ed anche durante la notte tra il 17 e il 18 continuò a piovere
intensamente, costringendo i soldati a dormire in mezzo al fango sotto
una doccia continua.
La mattina dopo finalmente tornò il sereno, ma il terreno di Waterloo
risultò un interminabile pantano dove si affondava fino al ginocchio
nella melma.
Tanto Napoleone quanto gli ufficiali si resero conto che non solo
risultava quasi impossibile spostare velocemente sul terreno fradicio le
pesanti batterie di cannoni, ma anche che il semplice uso strategico
dell'artiglieria in quelle condizioni era quantomai vano: i proiettili
sarebbero affondati nel fango semiliquido e non sarebbero esplosi, o se
l'avessero fatto avrebbero finito solo col sollevare qualche schizzo di
terreno bagnato, facendo ben poco danno tra le fila nemiche.
Di qui l'attesa di Napoleone per buona parte della mattinata aspettando
che il sole appena uscito rendesse il terreno un po' più asciutto.
Di qui, nel frattempo, anche le manovre diversive – costate però
numerosi soldati francesi - alla conquista di alcune posizioni per
spingere gli Inglesi allo scoperto, mentre l'imperatore francese
aspettava oltre che un terreno più asciutto anche alcune truppe spedite
il giorno precedente da tutt'altra parte a bloccare i prussiani.
Ma il comandante di queste truppe, Grouchy, non ricevette l'ordine
speditogli nella notte da Napoleone di raggiungere il campo di Waterloo,
con la conseguenza che le truppe non arrivarono mai ed i prussiani
riuscirono ugualmente ad avvicinarsi nel primo pomeriggio al campo di
battaglia e alle truppe di Wellington.
Quando esse apparvero all'orizzonte, Ney decise probabilmente anche per
tale motivo di rompere gli indugi intuendo che la situazione si sarebbe
fatta in ogni caso più critica.
Così anche senza l'ausilio dell'artiglieria, i cui pezzi continuavano ad
impantanarsi nel fango facendo perdere altro tempo prezioso, si gettò
insieme a tutta la cavalleria all'attacco, sperando che quell'atto
coraggioso servisse a rompere le linee inglesi.
Ma i cavalieri vennero ripetutamente abbattuti dagli esperti fucilieri
britannici e nemmeno i reggimenti di fanteria mandatigli dietro da
Napoleone per cercare di riparare alla sua infelice mossa, riuscirono a
contenere la carneficina, finendo anch'esse falcidiate dal fuoco
avversario.
Lo stesso Napoleone riuscì a sfuggire a malapena ai suoi avversari,
anche se com'è noto, la sconfitta di Waterloo segnò in ogni caso il
tramonto definitivo dell'epopea napoleonica, e l'esilio dell'imperatore
dei francesi, dopo qualche mese, sull'isola britannica di S. Elena.
Nel 1816, l'anno successivo, ormai noto anche come Anno Senza Estate, fu
un anno che corrispose oltre alle carestie comportate dal clima
eccezionalmente freddo, ad un picco delle macchie solari del Ciclo
Undecennale 7 e corrispose anche qui con grandi epidemie.
Secondo un'ipotesi formulata da J.D.Post della Northeastern University, il freddo fu responsabile, in qualche modo (?), della prima pandemia colerica del mondo.
I test medici descrivono che, prima del 1816, il colera era circoscritto
alla zona del pellegrinaggio sul Gange, mentre la carestia di
quell'anno contribuì alla nascita di una epidemia nel Bengala, che si
diffuse poi in Afghanistan e nel Nepal.
Dopo aver raggiunto il Mar Caspio, l'epidemia si trasferì in occidente toccando il mar Baltico ed il Medio Oriente.
La diffusione della malattia fu lenta, ma costante. Allo stesso modo in quello stesso anno di ebbe l'ultima grande epidemia di Peste in Sud Italia. Non fu da meno l'arrivo del Tifo.
Gli storici riferiscono di primi focolai in Maremma, nel 1815, poi più su, nel corso del 1816.
A Fucecchio, di tifo petecchiale, si cominciò a parlare alla fine di
quell’anno con vomito, respiro difficoltoso, tosse secca, diarree,
petecchie nere, delirio.
Si osserva come durante la Piccola Età del Ghiaccio l'aumento
dell'attività vulcanica, della radiazione cosmica e dei picchi delle
macchie solari sembrino incidere profondamente non solo con la nostra
attività cerebrale influendo sull'elettrochimica e gli sbalzi ormonali
distorcendo la nostra percezione della realtà, ma anche sulle minori
entità biologiche e virali quasi stimolandone la sopravvivenza in un
mondo più freddo e ostile.
Questi tre nessi andrebbero direttamente a influire come la vita sulla
Terra si è evoluta e probabilmente anche la scala del comportamento
umano potrebbe essere rivista sotto un'altra ottica, probabilmente se
non fosse stato per questi fenomeni ricchi di varianti la vita sulla
Terra non si sarebbe evoluta oltre gli organismo unicellulari.
Fonti:
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http://planet.racine.ra.it/testi/macchie.htm
http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/dal-0-al-1499.html
100 Grandi Catastrofi, Stephen J. Spignesi
http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/dal-1500-al-1900.html
The Ion Effect, Sokya Fred, Alan Edmonds
Le Pestilenze del Veneto, Luigi Piva
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http://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia_influenzale_del_2009
http://warforscience.wordpress.com/2010/04/16/explaining-ghost-sightings-part-3-electromagnetic-disruptions/
http://it.wikipedia.org/wiki/Paralisi_nel_sonno
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http://zeenews.india.com/news/eco-news/static-electricity-may-hold-key-to-predicting-earthquakes_821292.html
http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/culture/books/non_fiction/article1232099.ece
http://www.helium.com/items/2122034-scientists-research-warns-humanity-may-be-facing-vortex-of-death
Tchijewsky A.L., "The terrestrial echo of solar storms, Moscow, Mysl 1973. (Russian). Seconda edizione, 1976
http://it.wikipedia.org/wiki/Krakatoa
http://it.wikipedia.org/wiki/Krakatoa#Effetti_a_lungo_termine
http://www.wired.com/wiredscience/2012/06/the-biggest-bang-of-the-20th-century-the-1912-eruption-of-novarupta-in-alaska/
http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_solar_cycles
http://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola
http://it.wikipedia.org/wiki/Laki#L.27eruzione_del_1783
http://www.volcanodiscovery.com/asama-eruptions.html#er487
http://www.meteoweb.eu/2013/06/la-devastante-eruzione-del-laki-nel-1783-prodomo-alla-rivoluzione-francese/209228/
http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_francese
http://www.cataniacultura.com/blog110.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_solar_cycles
http://it.wikipedia.org/wiki/Anno_senza_estate
http://it.wikipedia.org/wiki/Peste
http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2012/02/12/news/l-epidemia-di-tifo-arrivo-con-la-carestia-1.3176432
http://fetonte.blogspot.it/2013/10/la-furia-biologica-in-un-mondo.html








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