Mentre il resto del mondo alleato degli Stati Uniti attende le decisioni dell’Onu, l’America lancia una nuova proposta alla Siria
Ci risiamo. Dopo lo scandalo delle prove false create anni fa per attaccare l’Iraq, oggi sul sito Washington.blog si parla della stessa cosa in riferimento alla questione dell’uso di armi chimiche da parte del regime siriano di Bashar al-Assad.Tutto è nato all’indomani della notizia dell’intervista che il dittatore siriano ha rilasciato all’emittente americana Cbs nella quale Assad ha negato fortemente e per l’ennesima volta la sua totale estraneità rispetto all’accusa che gli viene rivolta dagli Stati Uniti.
Nei giorni scorsi Kerry è stato a Parigi e a Londra per spingere i membri dell’Unione europea ad attaccare. Egli ha affermato che “le prove parlano da sé” e che il legame fra le armi chimiche e il governo di Assad sono “innegabili”.
In realtà, fonti dell’intelligence Usa, citate dal Washington Blog, dicono che le cosiddette “prove innegabili” sono state manipolate per giungere alla conclusione voluta, cioè l’attacco militare contro la Siria.
Le fonti dell’intelligence, parlano di una telefonata intercettata dall’Unità 8200 di Israele in cui il ministero degli esteri siriano domanda spiegazioni all’esercito se vi era stato un attacco con armi chimiche non autorizzato. Dal tono della conversazione, era chiaro che il membro del ministero “era fuori di sé per il panico”. Secondo la trascrizione originale dell’Unità 8200, il militare interrogato “ha negato con forza l’uso di qualunque missile” e ha invitato i membro del ministero a verificare di persona che tutte le armi [chimiche] erano presenti. Alla fine, il militare ha concluso “tutte le armi erano sotto controllo”.
Nelle descrizioni di Kerry e dell’amministrazione Usa si tace questo ultimo importante particolare.
In realtà, molti osservatori e analisti temono che i ribelli siano in possesso di armi chimiche e che le abbiano usate contro la loro gente per spingere la comunità internazionale a colpire Assad e favorire il loro campo. Nei giorni scorsi Kerry è stato a Parigi e a Londra per spingere i membri dell’Unione europea ad attaccare. Egli ha affermato che “le prove parlano da sé” e che il legame fra le armi chimiche e il governo di Assad sono “innegabili”.Sarà forse per questo che il Segretario di Stato Usa, John Kerry, uno di quelli che aveva fatto la faccia più cattiva contro la Siria nei giorni scorsi, ha lanciato una nuova proposta alla Siria: ” ”Assad potrebbe evitare un attacco consegnando le sue armi chimiche alla comunità internazionale entro la settimana prossima. Ma ho la sensazione che non intenda farlo”.
E la Russia dal canto suo incalza “Sempre più uomini politici, uomini di Stato, condividono la nostra opinione secondo cui uno scenario di forza porterà ad una esplosione di terrorismo in Siria e nei Paesi vicini, e a un forte flusso di rifugiati”, dice il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov che oggi a Mosca ha visto il collega siriano.
Mosca, sempre per bocca del ministro Lavrov, invita gli Usa a concentrare gli sforzi sulla preparazione non di uno scenario militare in Siria ma della conferenza di pace Ginevra-2.
FONTE
http://sapereeundovere.it/manipolate-le-prove-sulle-armi-chimiche-in-siria/
Nessun commento:
Posta un commento