Secondo il
New York Times,
nel 2017 c’erano in tutto il mondo 700 milioni di persone obese, di cui
108 milioni di bambini. In Brasile, la multinazionale Nestlé manda dei
venditori porta a porta per rifilare ai clienti il suo cibo spazzatura
ricco di calorie e concede loro un mese intero per pagarlo. La Nestlé
chiama gli agenti di vendita del suo cibo spazzatura, anch’essi degli
obesi, “
micro-imprenditori.”
Big Food [l’insieme delle multinazionali dell’alimentazione] considera le nazioni in via di sviluppo alla stregua di
“mercati emergenti,”
per compiacere Wall Street e i propri azionisti, forse perché nei paesi
ricchi il far ingrassare la gente e renderla dipendente dal cibo
spazzatura ha ormai raggiunto il limite massimo.
Sostituire nei
paesi poveri le diete locali con fast food, merci conservate e bevande
zuccherate è immorale per moltissimi motivi. Oltre a causare obesità,
diabete, malattie cardiovascolari, patologie croniche e carie dentale,
il cibo spazzatura fa sì che l’agricoltura di sussistenza locale venga
soppiantata dal mais OGM e dalla soia. Anche alcune organizzazioni
filantropiche, come la Bill & Melinda Gates Foundation,
si sono bevute la narrativa di Big Food sugli OGM che “
nutrirebbero il mondo.” In pratica, gli OGM inondano di pestidi le coltivazioni dei paesi in via di sviluppo e inquinano le loro acque.