Lasciando fluttuare il rublo la Russia ora ha un deficit di bilancio più piccolo, dopo la recessione, rispetto a Regno Unito e Stati Uniti in ripresa
Una
dato economico più di ogni altro espone l’assurdità dell’isteria sul
crollo imminente dell’economia russa sentita alla fine dello scorso
anno. Il governo ha appena annunciato che il deficit di bilancio in
percentuale sul PIL era del 3,7% nel gennaio-maggio di quest’anno. Ecco
il deficit di bilancio della Russia sofferto durante la recessione. Che
la Russia sia in recessione non c’è dubbio (vedasi Stop Sugarcoating Russia’s Economic Situation,
Russia Insider, 30 maggio 2015). Si paragoni il deficit di bilancio del
3,7% del PIL della Russia in recessione, con il deficit di bilancio del
5,7% del PIL del Regno Unito dopo due anni di “ripresa” economica.
In
Gran Bretagna i conservatori hanno appena vinto le elezioni grazie alla
pretesa di aver ridotto il deficit. Il deficit inglese infatti s’è
ridotto. Nel 2010 e 2011,
il periodo di più profonda recessione, fu dell’11,4% e del 10% del PIL
rispettivamente. Negli Stati Uniti? Il deficit di bilancio è attualmente
il 2,7% del PIL, meno della Russia, ma non poi tanto. Tuttavia ciò
avviene dopo anni di presunta “ripresa” economica. Al picco della
recessione negli Stati Uniti, il deficit di bilancio era il 12,10% del PIL nel 2010, il 10,7% nel 2011 e il 10,1% nel 2012. Nel 2014, al culmine del “recupero”, era del 4,1%.
In altre parole, la Russia “al collasso” ha un deficit più piccolo
rispetto a Regno Unito e Stati Uniti nel pieno della “ripresa”.
L’economista Paul Krugman sostiene che il deficit di UK e USA non conta
perché prendono in prestito proprie valute. C’è un senso qui. Tuttavia,
nel caso della Russia sarebbe più corretto dire che il governo non
prende prestiti. La ragione è che a differenza di Regno Unito e Stati
Uniti, la Russia abitualmente non bilancia il budget o gestisce surplus,
ma nei periodi buoni risparmia il denaro nel fondo di riserva
(attualmente circa 75 miliardi dollari) per coprire il deficit durante
le recessioni. Ciò non significa, naturalmente, che il governo può
continuare a finanziare il deficit così a tempo indeterminato.
Quest’anno il governo trarrà circa 50 miliardi dollari dal fondo di
riserva per coprire il deficit. Il Ministro delle Finanze Siluanov ha
avvertito che se il disavanzo resta al 3,7% nel prossimo anno, il fondo
di riserva si esaurirà intorno alla metà del 2016. Tuttavia, anche
questo difficilmente comporterebbe una crisi. Lo scarso debito del
governo e le ridotte dimensioni del disavanzo significano che il governo
avrà poche difficoltà nel raccogliere fondi o nei tagli necessari per
coprirlo, anche se vengono imposte altre sanzioni occidentali. Come
spesso accade, con l’economia che mostra crescenti segnali di ripresa,
tale prospettiva sembra improbabile.
La ragione per cui il deficit della
Russia è così piccolo, nonostante la recessione, è perché la dimensione
delle entrate petrolifere del governo sono in gran parte conservate
dalla svalutazione del rublo. Anche se i prezzi del petrolio sono scesi
di oltre il 40% dall’estate 2014, anche il rublo è stato svalutato in
modo simile, quindi la stessa quantità di petrolio produce circa la
stessa quantità di rubli, come avveniva alla fine dell’anno scorso. Dato
che il bilancio russo è in rubli ciò significa che il deficit è molto
più piccolo di quello che sarebbe stato se il rublo fosse rimasto
invariato dall’anno scorso. Lo stesso vale per il surplus commerciale
della Russia. Nonostante il crollo del prezzo del petrolio, la Russia
continua ad avere un avanzo commerciale sano perché la diminuzione del
valore del rublo ha reso le importazioni più costose, apprezzando le
importazioni del mercato russo.
Lungi dall’essere un disastro, il rublo
fluttuante e in calo è una risposta intelligente al crollo del prezzo
del petrolio dell’anno scorso, mettendo la Russia in una posizione assai
migliore di quello che avrebbe avuto se avesse cercato di difendere il
rublo a un livello economicamente ingiustificato. Il rublo flottante e
gli interventi necessari per stabilizzarlo, quando ha toccato il fondo,
tuttavia hanno colpito la popolazione provocando inflazione e recessione
di cui la Russia attualmente soffre (vedasi Russia’s Recession: A Necessary Re-Balancing, Russia Insider, 5 giugno 2015).
Tuttavia hanno aperto la strada alla ripresa economica probabilmente a fine anno (vedasi Russian Central Bank Forecasts End of Recession in Final Quarter, Russia Insider 8 giugno 2015).
Lungi dal “distruggere l’economia della Russia” Putin e il governo hanno fatto la cosa giusta per salvarla dalle conseguenze del calo dei prezzi del petrolio, in parte spiegando perché, nonostante tutte le difficoltà, rimangono così popolari.
Alexander Mercouris Russia Insider 12 giugno 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora


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