Si afferma che piano piano dovrebbero svilupparsi un "occhio" e un "orecchio" interiori, capaci di vedere la luce increata e ascoltare suoni divini. Questi si afferma che siano nientemeno che l'Assoluto, Dio stesso, il Principio, ecc. La conferenza è stata farcita di citazioni riguardo al suono ed alla luce primigeni presi dalle più disparate tradizioni mistiche.
Ho posto gentilmente la seguente questione al relatore:
“Come possiamo essere certi che la luce e i suoni che percepiamo dentro di noi non siano semplici frutti di un'ordinaria attività psichica? Perchè ridurre ciò che è per definizione al di là del tempo, dello spazio, di tutte le forme, tutti i suoni e tutti i colori a una semplice luce che ha un principio, una forma, un colore, o un suono, ecc.? Non stiamo forse confondendo semplici proiezioni psichiche per l'Assoluto?”Inutile dire che il relatore si è parecchio inalberato e l'unica cosa che ha saputo replicare è che se faccio queste obiezioni è perchè non ho percepito tale Luce mistica o esperienze su quelli che loro chiamano i piani “superiori” o spirituali.
Emerge una domanda:
"A livello sostanziale che differenza c'è tra farsi un viaggio alle Maldive e farsi un viaggio astrale, partire a razzo con la kundalini per un trip interstellare, tra percepire una luce fisica e una luce "interiore"?"Tutte le esperienze, esteriori o interiori che siano, sono sostanzialmente equipollenti finchè non viene realizzata la natura di “chi” sta a priori dello sperimentatore e delle esperienze stesse, dell'osservatore e dell'osservato. E' questa la porta dell'Assoluto ed è una porta da sempre spalancata, evidente, deliziosamente semplice e ordinaria.
Ma la mente è troppo occupata a cercare cose stravaganti per fermarsi un attimo e permettere a ciò che è ovvio di emergere. Il soggetto in questione è infatti quanto di più vicino e naturale esiste.
Questo “chi”, che è consapevolezza onnipervasiva, pura presenza, spazio potenziale di ogni cosa, non ha né principio né fine, non ha colore, né forma, né suono perchè è ciò che ospita tutti i colori, forme, suoni, ecc.
Questo “chi” è l'Uno da cui scaturisce tutto il “film” che si dispiega davanti ai nostri occhi.
Non può essere chiaramente sperimentato come sperimentiamo una pietra, una luce, una pianta, ecc.
Come potremmo visto che è il soggetto assoluto di ogni esperire?
Può semplicemente realizzare se stesso attraverso un insight intuitivo dell'intelletto umano, che non ha nulla a che fare col pensiero che è per sua natura dualistico e frammentario. Come non diffidare dunque da coloro che riducono l'Assoluto a un'esperienza, l'Essere a un semplice ente?
Anche loro tuttavia fanno parte del cosmico gioco di auto-nascondimento e auto-disvelamento dell'Uno…
Ancora una volta tutto è giusto e perfetto così com'è!
fonte: https://nonduale.wordpress.com/2010/05/23/viaggi-astrali-e-viaggi-alle-maldive/

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