“Quelli che gli dei vogliono
distruggere, prima li rendono pazzi” recita una citazione attribuita
erroneamente a Euripide. Essa sembra descrivere lo stato corrente delle
cose riguardo il dispiegarsi dell’imbroglio greco. È una tragedia greca
in ogni dettaglio: abbiamo i vari Eurocrati — eletti, non eletti,
prossimi non eletti — che inciampano sul palco sputando fuori
sciocchezze fantasiose, ed abbiamo il coro dell’elettorato greco che,
con il referendum, annuncia forte al mondo quale fantasiosa sciocchezza
sia tutto ciò.
Come la maggior parte di voi
probabilmente sa, alla Grecia è accollato un debito più grande di quanto
possa ragionevolmente sperare di ripagare. Questo fatto è ammesso dai
documenti del Fondo Monetario Internazionale rilasciati recentemente.
Una gran parte di questo pesante debito è stata accesa per ripagare,
alle banche francesi e tedesche, precedenti crediti in sofferenza. La
concessione di questi crediti era già sbagliata in partenza perché
basata su proiezioni fallaci riguardo la crescita potenziale
dell’economia greca. Fin dall’inizio, gli istituti di credito si sono
comportati irresponsabilmente offrendo i prestiti, e meritano di perdere
i loro soldi.
Tuttavia i creditori della Grecia si
rifiutano di dichiarare nulli tutti questi crediti in sofferenza, non
per qualcosa di relativo alla Grecia, che è piccola abbastanza da
permettere la cancellazione di gran parte del debito senza che questo
provochi grandi sconquassi, ma a causa di Spagna, Italia ed altre
nazioni, verso le quali una cancellazione dei loro debiti farebbe
scoppiare le finanze dell’intera Unione Europea. Perciò è piuttosto
ovvio che la Grecia è punita per tenere in riga le altre nazioni. La
punizione collettiva di una nazione — sotto forma di estrazione di
pagamenti dovuti ad un debito oneroso causato da falsi pretesti — è già
brutta abbastanza, ma la punizione collettiva di una nazione per servire
da ammonimento ad altri supera il limite accettabile.
In aggiunto a tutto questo, il doppio
aiuto dei doppi standard. Il FMI non farà prestiti alla Grecia perché
richiede qualche assicurazione sulla restituzione, ma continuerà a
prestare senza nessuna garanzia all’Ucraina, che è in bancarotta ed in
rapido collasso, perché, si capisce, la decisione è politica. La Banca
Centrale Europea non accetta più come garanzia i buoni del tesoro greci
perché, si capisce, li considera robaccia, ma continuerà ad ingollare
senza un commento ogni sorta di spazzatura finanziaria usandola per
sputare euro, tenendo le altre nazioni europee in supporto vitale
finanziario semplicemente perché loro non sono la Grecia.
Il governo
tedesco insiste nella restituzione del debito greco, considerando questo
atteggiamento di alti principi ed ignorando il fatto che la Germania è,
di quelle europee, la nazione andata in bancarotta più volte. Se alla
Germania non fosse stato ripetutamente cancellato il debito sarebbe
molto più povera e in peggiori condizioni della Grecia.
La sfacciata ipocrisia di tutto ciò non
può non avere un effetto destabilizzante sulla politica dell’Europa, con
il centro politico in implosione, sostituito da coalizioni fra radicali
di destra e di sinistra. Si noti come Marine Le Pen, la candidata di
destra alle elezioni presidenziali in Francia, abbia applaudito subito
il risultato del referendum greco organizzato dal governo di sinistra al
potere in Grecia. Il disgusto per la burocrazia pervasiva dell’Unione
Europea sta iniziando a trascendere i confini politici, rendendo
possibili strane alleanze.
Alla fine, la finanza — ad ogni livello —
deve riguardare regole e numeri, altrimenti si occupa di sciocchezze.
Rompete un numero sufficiente delle vostre regole, e i vostri soldi si
trasformano in spazzatura, perché in un mondo in cui il denaro è debito
ed il debito è spazzatura, anche il denaro è spazzatura. Ma c’è un
metodo sperimentato per risolvere questo problema, ed andare avanti: è
chiamato bancarotta nazionale. La Grecia è fallita; se la sua
risoluzione si porta dietro il fallimento di Spagna, Italia ed altre
nazioni, e se questo a sua volta porta al fallimento dell’intera
Eurozona, allora questo è esattamente quel che deve accadere.
Ma potrebbe invece succedere
qualcos’altro. Gli Eurocrati sono già inorriditi dalla manifestazione
greca di democrazia, e lavoreranno duro per far deragliare qualsiasi
futuro sforzo democratico usando tutti i mezzi di manipolazione politica
ed economica a loro disposizione, il tutto semplicemente per confondere
ancora per un po’ le cose, rendendo così ancor più dolorosa la fine dei
giochi, quando questa finalmente arriverà. Sono certo che gli Eurocrati
pensano di seguire il modello del Servizio Civile Britannico, che
raggiunse il massimo dei dipendenti proprio quando l’Impero Britannico
cessava di esistere. Cerchiamo di trovare delle strade per non aiutarli
in questo.
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Articolo di Dmitry Orlov apparso su ClubOrlov il 7 luglio 2015
Traduzione in italiano a cura di Fabio_San per SakerItalia.it

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