Non credete minimamente a ciò che dico. Non prendete nessun dogma o libro come infallibile. (Buddha)
lunedì 19 giugno 2017
l’Iraq e la Siria si dimostrano unite nella stessa lotta contro le bande terroriste patrocinate da USA e Arabia Saudita
Forze popolari sciite
Nella giornata odierna si sono susseguite due dichiarazioni importanti dal contesto Medio Orientale. La prima dichiarazione proviene dal primo ministro iracheno,
Haidar al-Abadi, il quale, nel corso di una sua visita in Egitto, ha
dichiarato che l’Iraq non permetterà mai che il suo territorio venga
utilizzato come base per attaccare l’Iran.
In particolare
al-Abadi ha messo in guardia dai tentativi di trasformare l’Iraq in un
campo di battaglia tra l’Iran e gli USA o che il suo paese faccia da
ponte per una aggressione contro l’Iran, anche se gli venisse promesso
di ottenere in contraccambio la ricostruzione gratuita di tutto il paese
o qualsiasi altro beneficio.
Inoltre al-Abadi, parlando a proposito dell’attuale crisi del Golfo,
ha espresso la sua condanna al blocco imposto dall’Arabia Saudita al
Qatar, affermando che il suo governo si oppone al fatto di voler imporre
un blocco (aereo marittimo e terrestre) contro un popolo della regione,
come ha sottolineato il premier al-Abadi il quale altre volte in
precedenza aveva condannato le azioni dell’Arabia Saudita a sostegno dei
gruppi terroristi e l’aggressione saudita contro lo Yemen.
Al Abadi premier dell’Iraq
Il premier Haidar al-Abadi appartiene alla comunità sciita che è
maggioranza in Iraq e che ultimamente è stata protagonista, attraverso
le milizie sciite (Hashd al-Shaabi, o Unità di mobilitazione popolare)
della spettacolare controffensiva contro le bande dell’ISIS, sostenuti
ed armate da altri paesi della regione.
L’Iraq ha dei vincoli di fratellanza e collaborazione con l’Iran,
appartenendo entrambi i paesi (in maggioranza) alla stessa confessione
religiosa, essendo presenti in Iraq alcuni santuari come Karbala che
sono oggetto di pellegrinaggio per milioni di pellegrini dalle comunità
sciite di tutta la regione.
Questa relazione di stretta alleanza e cooperazione con
l’Iran, indispettisce molto Washington che vorrebbe ad ogni costo
bloccare l’influenza iraniana nella regione.
Il progetto degli
USA, evidenziato da vari esponenti dell’establishment, è quello di
arrivare ad una divisione dell’Iraq con il pretesto di assicurare uno
stato autonomo alla minoranza sunnita ed uno stato indipendente alla
minoranza curda ma questo progetto ha trovato la ferma opposizione del
governo di Baghdad.
Consigliera politica del governo siriano
Altra importante dichiarazione proviene dalla Siria, dpve la
consigliera politica di Bashar al-Assad, Bouthaina Shaaban, ha accusato
gli USA ed i loro alleati di finanziare ed armare il gruppo terrorista
dell’ISIS (Daesh in arabo) con l’obiettivo di depredare le risorse della
Siria.
“Mentre gli Stati Uniti ed i loro alleati finanziano ed armano il Daesh
la nostra alleanza con la Russia e con la Cina contrasta l’espansione
dei gruppi terroristi”, ha denunciato la Shaaban, dopo essersi riunita
con i giornalisti in occasione della visita dell’inviato speciale cinese
Xie Xiaoyan e la sua delegazione, inoltre la Shaaban ha denunciato che
“l’agenda di Washington coincide con quella del Daesh che veglia per gli
interessi di Israele”.
D’altra parte la consigliera politica di Assad si è riferita ai
numerosi progetti di risoluzione contro la Siria presentati dai paesi
occidentali nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, come ha
informato l’agenzia Saana. Su questa linea la Shaaban ha elogiato la
decisione di Mosca e di Pekino di far valere il loro diritto di veto,
una misura di cui ha beneficiato il popolo siriano nella sua lotta
contro le bande terroriste appoggiate dall’esterno.
L’esercito siriano ha ottenuto importanti progressi nella sua lotta
contro le bande terroriste e le forze siriane sono riuscita a sgominare i
gruppi takfiri e riprendere il controllo della frontiera Iraq-Siria,
creando le basi sul confine e ristabilendo i collegamenti con le forze
irachene dall’altra parte della frontiera.
Questo è avvenuto nonostante gli scoperti tentativi della coalizione USA
di fermare l’avanzata delle forze siriane che hanno subito tre
bombardamenti nel giro di poche settimane da parte dell’aviazione USA,
come malgrado i gruppi dell’ISIS siano stati riforniti di armi moderne e
sofisticate, come i missili anticaro Tow di fabbricazione USA e persino
i droni senza pilota per attacchi dal cielo contro le posizioni
siriane.
Il tentativo di Washington di utilizzare le forze del Daesh per
fermare l’avanzata dell’Esercito siriano e dei suoi alleati (Hezbollah e
forze popolari) è ormai scoperto e dichiarato ma si è scontrato contro
la ferma e determinata resistenza dell’Esercito e del popolo siriano.
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