martedì 3 marzo 2015

Release (app) ed evoluzione (app)arenza.

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Curiosa l'analogia tra il concetto di “release” e di “evoluzione/progresso”:
  • un software si rinnova, senza "cambiare"
  • la Realtà/Mondo si rinnova, senza "cambiare"
  • le (app)licazioni sono infinite e non basta una Vita per giungere a vederle tutte, ergo, ti fai solo l'impressione di quello che (ri)accade... per "decorrenza dei termini esistenziali" (auto intrattenimento ed auto corrosione, ment®e "tutto scorre").
Afghanistan, aumento record coltivazione oppio prima di ritiro occidentale.
November 13, 2013...
La coltivazione dell'oppio in Afghanistan ha raggiunto livelli record mentre la forza internazionale di stabilizzazione si prepara a ritirarsi dal paese dell'Asia centrale, hanno reso noto oggi le Nazioni Unite, preoccupate che i profitti dalla vendita della droga aiutino i signori della guerra anche in vista delle elezioni presidenziali del 2014.

lunedì 2 marzo 2015

Vivere senza sforzo (Jiddu Krishnamurti)

Per la maggior parte di noi, tutta la vita si basa su uno sforzo, su una forma o l'altra di volizione. Non riusciamo a concepire un'azione senza volizione, senza sforzo. La nostra vita sociale, economica, e quella cosiddetta spirituale consistono in una serie di azioni finalizzate, che culminano sempre in certi risultati. E noi pensiamo dunque che uno sforzo sia essenziale, indispensabile. 

Ma cosa ci spinge a fare sforzi? Non è forse, in parole povere, il desiderio di conseguire un risultato, di diventare qualcosa, di raggiungere un obiettivo? Se non ci impegniamo in qualcosa, temiamo di ristagnare. Abbiamo un'idea del fine che ci sforziamo costantemente di raggiungere; e quello sforzo è divenuto parte della nostra vita. Se vogliamo trasformare noi stessi, se desideriamo produrre in noi un cambiamento radicale, facciamo uno sforzo tremendo per eliminare le vecchie abitudini, per resistere alle influenze solite dell'ambiente circostante e così via. Dunque, siamo abituati a questa serie di sforzi allo scopo di trovare o raggiungere qualcosa, anzi, più in generale, allo scopo di vivere. 

Cambiare Vita


Spesso si vuole cambiare vita con l’idea un cambiamento porterà fine alla sofferenza e al conflitto… e questa idea diventa come una specie di rifugio “ah, quando mollerò il lavoro… quando andrò in pensione, etc”…

Se accade di compiere queste azioni senza che un vero cambiamento accada in noi, allora il mutare dello scenario esteriore non sarà seguito dalla promessa di felicità che la mente dava. Dopo un iniziale entusiasmo le vecchie dinamiche torneranno, con in più la frustrazione di vedere che nulla è veramente mutato.

Quella frustrazione che sentiremo a quel punto è sana: è il segno che sta finendo il carburante del fuggire in nuove strategie per non sentire sofferenza. Se accade il desiderio di mollare tutto, quello che vogliamo veramente mollare è colui o colei che pensa di vivere la vita, di avere quella fidanzata, di avere quel lavoro etc…

Soia: il lato oscuro di un immeritato successo


I cibi a base di soia introdotti per la prima volta negli USA costavano pochissimo, erano considerati qualcosa di artificiale ed erano consumati solo dalle fasce più povere della popolazione e dagli hippy.

Poi venne la Food and Drug Administration (FDA) che da cibo senza alcun valore promosse la soia a cibo salutistico: “25g di proteine di soia possono ridurre il rischio cardiovascolare”. Fu allora che le vendite di questo legume presero il volo.

Il successo fu poi sancito dalle numerose ricerche scientifiche che seguirono, non sempre condotte da organismi indipendenti. Con la pubblicazione di uno studio dopo l’altro si voleva dimostrare che la soia non solo faceva bene al cuore, perché abbassava il colesterolo, ma era efficace nella menopausa e addirittura nel cancro. Attualmente in America quasi la metà dei consumatori americani sceglie la soia per i suoi benefici sulla salute.

Purtroppo, non è tutto oro quello che luccica, sì, perché le potenti aziende americane della soia hanno sbandierato ai quattro venti solo gli studi apparentemente favorevoli a questo pseudo cibo e hanno attentamente occultato gli studi a sfavore. Secondo alcuni, infatti, il consumo regolare di soia sarebbe addirittura dannoso.

L’importanza del silenzio: i rumori inutili rovinano l’udito e soprattutto la testa


Il rumore eccessivo e inutile soffoca la nostra intimità, impedisce di pensare, lavorare e vivere con serenità e soprattutto è dannoso per la salute: riappropriamoci della pace dell'udito e contribuiamo a diffondere l'ecologia del silenzio.
Silenzio, please. Ne abbiamo bisogno come il pane: quando il rumore dei vicini di casa ci assorda, quando siamo fermi a un semaforo (con il rosso) e chi viene dietro strombazza con il clacson, quando proviamo a concentrarci e non ci riusciamo perché qualcosa disturba il nostro cervello. Quanto ci manca, spesso, talvolta tutti i giorni, il silenzio. Ci sembra un oggetto irraggiungibile, fragile e prezioso, che non riusciamo ad afferrare, circondati come siamo dal rumore. È il silenzio (altro che inutili terapie…) che consente di rilassarci, alzando allo stesso tempo i nostri pensieri e regalandoci attimi di sintonia con il mondo.

M. Tsarion: Ti hanno venduto la menzogna, o l’hai comprata? Fa differenza...

tsarion
Michael Tsarion, storico e ricercatore iralandese alternativo al mainstream, in una delle sue chiacchierate schiette e precise, che inducono alla comprensione e conoscenza di cio’ che è… 
Quel che segue è una mia sintesi e traduzione della intervista-monologo che trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=xaKhmL3TToc

"C’è una mano invisibile che sa assolutamente cosa è la consapevolezza, come funziona la psiche umana e la libido umana; che lavora 24ore al giorno per tenere l’uomo in servitù e schiavitù.  Costoro pensano che l’uomo sia la loro creazione, il loro animaletto domestico e se guardate bene, vedete che l’animaletto è uno schiavo. Questi esseri non hanno paura di noi, o meglio in un certo senso l’hanno, perchè sanno che faremmo se ci risvegliassimo.

Questi esseri sono diabolici ma anche molto pratici. Sanno di non volere persone auto consapevoli, nel loro potere, attive e propositive. Questa per loro è una vera minaccia. Ci forniscono l’illusione che siamo indipendenti e autodeterminanti.

AIDS: Tutto quello che non vi hanno mai detto

 
Menzogna, mistificazione e montagne di dollari: AIDS, l’altra verità.
Una ricerca scientifico/politica a cura di AnOK4U, del collettivo “Il Mondo Capovolto” di Chieri (TO)

INTRODUZIONE
Vi sono molti medici, scienziati, ricercatori illustri, alcuni persino premi nobel, che affermano che la teoria ufficiale dell’AIDS, per cui sarebbe “il retrovirus HIV che causa l’AIDS”, è falsa e inconsistente, non verificata né provata in laboratorio, ma funzionale ai profitti multimiliardari delle case farmaceutiche e a politiche di controllo e discriminazione di intere categorie sociali, in particolar modo tossicomani e omosessuali.

Molti di essi fanno parte del gruppo di cooperazione internazionale denominato REGIMED “REsearch Group for Investigative MEDicine and journalism”, che si occupa dei problemi etici connessi alla ricerca medica ed alla pericolosità di certe sue applicazioni pratiche, fondato nel 1996 dai dottori Heinrich Kremer e Stefan Lanka.

L'olocausto sconosciuto


Eisenhower, uno dei più grandi farabutti della storia

James Bacque, Crimes and Mercies: the Fate of German Civilians Under Allied Occupation, 1944-1950. (Crimini e pietà: il destino dei civili tedeschi sotto l’occupazione alleata, 1944-1950), pag. 41-45, 94-95
“Mai così tanta gente era stata messa in prigione. Il numero dei prigionieri fatti dagli alleati era senza precedenti nella storia. I Sovietici fecero prigionieri circa 3,5 milioni di europei, gli Americani circa 6,1 milioni, i Britannici circa 2,4 milioni, i Canadesi circa 300.000, i Francesi circa 200.000. Milioni di giapponesi furono catturati dagli Americani nel 1945, più altri 640.000 circa dai Sovietici”.
Non appena la Germania capitolò l’8 Maggio 1945, il governatore americano, il Generale Eisenhower, divulgò una “corrispondenza urgente” in tutta la vasta zona sotto il suo comando, facendo diventare per i civili tedeschi un crimine passibile di pena capitale il fatto di dare da mangiare ai prigionieri. L’ordine, tradotto in tedesco, fu inviato ai governi delle province, con istruzioni di trasmetterlo immediatamente alle autorità locali. Copie di questi ordini sono state recentemente rinvenute in vari paesi vicino al Reno.

Il messaggio (ripreso da Bacque nel suo libro) diceva fra l’altro:
in nessuna circostanza approvvigionamenti di viveri dovranno essere raccolti fra gli abitanti del luogo con l’intento di darli ai prigionieri di guerra. Coloro che violeranno questa disposizione e coloro che tenteranno di aggirarla consentendo che qualcosa arrivi ai prigionieri, mettono se stessi a rischio di fucilazione”.

Grecia: “Colpirne uno per educarne cento”


Questa era la risposta tedesca al problema dalla crisi greca e l’inflessibilità doveva servire ad impedire che altre “cicale” si immaginassero di poter seguire la stessa strada.

Tuttavia, il successo del partito SYRIZA nelle ultime elezioni e l'effetto domino che questo potrebbe avere su Podemos in Spagna, sul Front National in Francia e sui partiti anti-euro ed anti-austerità, in Italia ed altrove, hanno obbligato Berlino a venire in qualche modo a patti. Dopo l'accordo di 20 Febbraio tra i vertici europei ed il governo greco, nonostante l'ipocrisia generale consentirà a tutti di dirsi vincitori, anche la rigidità tedesca ha dovuto fare concessioni.  Nella realtà, l'ipocrisia non sarà solo nelle parole ma anche nella sostanza perché da quell'intesa usciranno solo tutti perdenti.

L’assassinio di Nemtsov è una montatura occidentale per l’occidente

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L’assassinio di Nemtsov è uno spettacolo montato per l’occidente, secondo il deputato Valerij Fjodorovich Rashkin del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), primo segretario del Comitato Municipale di Mosca del Partito Comunista, recentemente soggetto alle sanzioni europee. In un editoriale adotta un tono che contrasta con la compassione universale che sembra prevalere in tutti i politici ed editorialisti russi. Ma ciò che dice riflette l’emozione presso i politici, anche della “quinta colonna” che si rende conto che i servizi d’intelligence occidentali sono disposti a sacrificarli se i loro piani di destabilizzazione necessitano di una vittima.