Non credete minimamente a ciò che dico. Non prendete nessun dogma o libro come infallibile. (Buddha)
martedì 23 maggio 2017
L’Algeria lancia dure accuse contro l’Arabia Saudita e gli USA per le aggressioni contro i paesi arabi
Vertice a Rijad con i sauditi e Trump
Prima o poi
qualcuno dei paesi arabi doveva reagire alle spudorate menzogne ed alle
accuse lanciate da Trump nel corso della sua visita a Rijad per
omaggiare i monarchi sauditi e firmare contratti miliardari di forniture
di armi.
Questa reazione è arrivata dall’Algeria, paese arabo sunnita
ma per niente disposto a chinare la testa di fronte all’arroganza
dell’Arabia S. protetta dal suo fido alleato USA.
Il presidente dell’Assemblea Nazionale Algerina, Abdul Qadir Bin
Saleh, incaricato di rappresentare l’Algeria al vertice tenutosi a
Rijad, ha sfidato il presidente USA ed il suo anfitrione saudita per la
catastrofica situazione determinatasi nei paesi come la Siria lo Yemen e
la Libia dove sono stati effettuati gli interventi militari USA e
sauditi.
Inoltre Bin Saleh, con l’occasione, ha manifestato decisamente la
posizione del suo paese davanti alle crisi che attanagliano lo Yemen, la
Sira e la Libia ed ha condannato apertamente l’intervento militare del
regime saudita contro il suo vicino Yemen, non mancando di
sottolineare che a questo intervento si deve la catastrofica situazione
umanitaria determinatasi nello Yemen con le migliaia di vittime civili
ed anche il flagello del colera sviluppatosi nel paese per la mancanza
di generi alimentari, di medicinali e di acqua potabile per causa del
blocco aeronavale imposto da Arabia Saudita e d USA al paese arabo.
Abdul Qadir bin Saleh presidente Assemblea algerina con premier iraniano
Il rappresentante algerino ha fatto rilevare l’inutilità degli
interventi militari esterni per risolvere le crisi di questi paesi ed ha
messo in rilievo come le situazioni siano peggiorate fino a sfociare in
un disastro umanitario che si deve considerare il peggiore di questo
secolo da poco iniziato.
Il rappresentante algerino, a conferma delle sue accuse, ha citato la
guerra in Siria causata dagli interventi esterni a sostegno dei gruppi
terroristi ed in particolare dell’ISIS, che hanno determinato centinaia
di migliaia di vittime e milioni di profughi che adesso si sono
riversati nei paesi vicini ed anche verso l’Europa.
“Tutti siamo ormai convinti che la soluzione delle crisi di questi
paesi fratelli è quella di una uscita negoziata con tutte le parti in
causa, senza escludere nessuno”, ha dichiarato Bin Saleh. Il
rappresentante algerino ha criticato inoltre le sanzioni contro la Siria
e l’esclusione di questo paese dalla Lega Araba ed ancora di più gli
attacchi militari effettuati dagli USA contro l’Esercito siriano senza
alcuna autorizzazione.
In altra parte del suo discorso il rappresentante algerino ha
ricordato che l’abbattimento delle tensioni e la pace in Medio Oriente
non potrà essere mai portate a compimento se non si accetterà la
costituzione di uno Stato della Palestina con Al Quds (Gerusalemme) come
sua capitale.
Inoltre Bin Saleh ha ricordato che lui stesso è intervenuto al
vertice soltanto per un senso di responsabilità di voler contribuire
alla soluzione delle crisi che hanno colpito questi paesi arabi, lo
Yemen, la Siria e la Libia, in modo che questi popoli si possano
liberare dalla guerra, dalle distruzioni e dalle atrocità causate dal
terrorismo e dai bombardamenti.
L’Algeria è un paese orgoglioso di
essersi liberato a suo tempo dal dominio coloniale e mai accetterà di
piegarsi agli interessi delle grandi potenze, ha concluso
orgogliosamente il rappresentante algerino.
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