Sembra una barzelletta del tipo “in Alaska c’è la crisi del ghiaccio”, ma non è così.
Da quando è stato eliminato Gheddafi, il petrolio libico è stato
privatizzato e messo nelle mani delle Multinazionali USA e Francesi, il
popolo libico non riesce più neppure a rifornirsi di benzina.
I grandi
poli produttivi si sono fermati per mancanza di materia prima.
La disoccupazione, la miseria, l’oscurantismo dilagano.
Le meravigliose donne libiche, che erano ai vertici della scena sociale e
politica, che guidavano università, poli ospedalieri, esercito,
industrie, con l’abolizione della costituzione rivoluzionaria voluta da
Muammar Gheddafi e la proclamazione della Shari’a sono costrette a
soffocare dietro un Burka, non possono più guidare, studiare, lavorare,
uscire con le loro amiche.
Inoltre mancano cibo, luce e acqua.
È arrivata la democrazia! (presto in arrivo anche da noi)
Quelli che fino a ieri applaudivano i “giovani ribelli di Bengasi” e
si spellavano le mani per i tagliagole mercenari della NATO che hanno
dissanguato e distrutto la Libia sono gli stessi ratti che oggi
inveiscono contro il “dittatore” Assad.
Noi non dimentichiamo.
Fonte
http://www.informarexresistere.fr/2014/03/09/in-libia-ce-la-crisi-petrolifera/
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