lunedì 29 settembre 2014

La malattia del domani

Le-Christ-benissant-Bellini- La enfermedad del mañanaCristo. Io fin dall’inizio ammaestrai i profeti, e ancora non manco di parlare a tutti, ma molti sono sordi e duri alla mia voce. 

La maggior parte ascoltano più volentieri il mondo che Dio; seguono più facilmente i desideri della carne che la volontà di Dio. 

Il mondo promette cose temporali e vili, e con grande zelo le servono; io prometto beni immensi ed eterni, e i cuori dei mortali languono. 

Chi mai mi obbedisce e mi serve con tanto zelo, come si serve al mondo e ai suoi padroni? 

"Arrossisci di vergogna, o Sidone, gli dice il mare" (ls. 23, 4). E se vuoi sapere il perché, ascolta: per uno scarso vantaggio si percorre un lungo cammino; ma, per ottenere la vita eterna, molti a stento alzano da terra un piede. 

Si corre dietro ad un modesto guadagno; talora, per un soldo, si litiga vergognosamente; per una cosa vana e dietro una piccola speranza non si esita a faticare giorno e notte. 

Ma, che vergogna! Per il bene incomparabile, per la ricompensa grande sopra ogni ponderazione, per l'onore più grande e la gloria che non ha fine, si sente la pigrizia di faticare anche un poco. 

Vergognati, dunque, servo pigro e lamentoso, che sono più attivi i mondani per la loro perdizione che tu per la tua salvezza. 

Godono più loro nella vanità, che tu nella realtà. Eppure essi sono ben spesso traditi nella loro speranza, mentre la mia promessa non delude nessuno, né lascia a mani vuote colui che confida in me. Quel che ho promesso, darò; quel che ho detto, adempirò, purché uno sia rimasto costante, sino alla fine, nel mio amore.

Io sono colui che premia tutti i buoni, e il forte che mette alla prova tutti i devoti.

Scrivi le mie parole nel tuo cuore e meditale attentamente; ti saranno molto utili nell’ora della tentazione. 

Quello che non avrai capito alla prima lettura, lo comprenderai nel giorno in cui io verrò a te.

Due sono i modi con cui io visito i miei eletti: con tentazioni e consolazioni. 

E giornalmente gli insegno due lezioni: una, rimproverando i loro vizi; l'altra, esortandoli a progredire nelle loro virtù. 

Colui che, avendo conosciuto le mie parole, le disprezza, avrà chi lo giudica nell'ultimo giorno.
 
Tomas de Kempis, Imitazione di Cristo (Estratti).

 

LA MALATTIA DEL DOMANI

Reloj de arena- La enfermedad del mañana
È urgente studiare la Gnosi e utilizzare le idee pratiche che diamo per lavorare seriamente su se stessi. 

È urgente valorizzare il Lavoro Esoterico Gnostico, è indispensabile comprenderlo e valutarlo se ciò a cui in realtà aneliamo è un cambiamento radicale. 

Ci sono persone che in un qualsiasi momento della loro vita arrivano agli studi gnostici, risplendono con la forza del loro anelito, si entusiasmano per il Lavoro Esoterico e addirittura giurano di consacrare l’intera loro esistenza a tali questioni. Indiscutibilmente tutti i fratelli del nostro movimento arrivano addirittura ad ammirare un entusiasta come questo. 

Uno non può fare a meno di provare grande allegria al sentire che ci sono persone del genere, così devote e definitivamente sincere. Tuttavia, l’idillio non dura molto tempo, un giorno qualsiasi, per questo o quel motivo, giusto o ingiusto, banale o complicato, la persona si ritira dalla Gnosi, quindi abbandona il lavoro, e per raddrizzare il torto, o nell’intenzione di giustificare se stessa, si affilia ad una qualsiasi altra organizzazione mistica e pensa di procedere meglio così. 

Tutto questo andare e venire, tutto questo cambiare incessante di scuole, sette, religioni, si deve alla molteplicità di Io che nel nostro interiore lottano tra di loro per la supremazia. 

Per il fatto che ogni Io possiede un proprio criterio, una sua propria mente, sue proprie idee, è appena normale questo cambio di opinioni, questo sfarfalleggiare costante in organizzazioni, di ideale in ideale, ecc. 

Il soggetto in se stesso, non è più che una macchina che da un momento all’altro serve da veicolo ad un Io piuttosto che ad un altro. 

Alcuni Io mistici si auto-ingannano, dopo aver abbandonato questa o quella setta finiscono per credersi Dei, brillano come luci fatue e alla fine spariscono. 

Ci sono persone che per un momento si affacciano al Lavoro Esoterico e dopo, nell’istante in cui un altro Io interviene, abbandonano definitivamente questi studi e si lasciano inghiottire dalla vita. 

Ovviamente se uno non lotta contro la vita, questa se lo divora; e sono in realtà rari gli aspiranti che non si lasciano inghiottire dalla vita. 

Esistendo dentro di noi tutta una molteplicità di Io, il CENTRO DI GRAVITÀ PERMANENTE non può esistere. 

Non esistendo una vera individualità, risulta impossibile che ci sia continuità di propositi.

Se non esiste l’individuo psicologico, se in ognuno di noi vivono molte persone, se non c'è un soggetto responsabile, sarebbe assurdo esigere da qualcuno continuità di propositi. 

Sappiamo bene che dentro ogni persona vivono molte persone, quindi il senso pieno della responsabilità in noi non esiste realmente. 

Ciò che un Io determinato afferma in un dato momento, non può rivestire nessuna serietà dovuto al fatto concreto che un qualsiasi altro Io può affermare esattamente il contrario in qualunque altro momento.

La cosa più grave di tutto questo è che molta gente crede di possedere il senso di responsabilità morale e si auto-inganna affermando di essere sempre la stessa. 

È appena normale che non tutti i soggetti si Autorealizzino intimamente. Sappiamo bene che l’Autorealizzazione intima dell’Essere esige continuità di propositi e, siccome è molto difficile incontrare qualcuno che possieda un Centro di Gravità Permanente, allora non è strano che sia molto rara la persona che arrivi all’Autorealizzazione interiore profonda. 

La cosa normale è che qualcuno si entusiasmi per il Lavoro Esoterico e dopo lo abbandoni; la cosa strana è che qualcuno non abbandoni il lavoro e giunga alla meta. 

Certamente e in nome della verità, affermiamo che il Sole sta realizzando un esperimento di laboratorio molto complicato e terribilmente difficile. 

Dentro l’animale intellettuale equivocatamente chiamato uomo, esistono germi che convenientemente sviluppati possono convertirci in Uomini Solari. 

Tuttavia, non è di troppo chiarire che non è sicuro che questi germi si sviluppino, la cosa normale è che si degenerino e si perdano lamentabilmente. 

In ogni caso i citati germi che ci devono convertire in Uomini Solari necessitano di un ambiente adeguato, perché è risaputo che il seme in un mezzo sterile non germina, si perde. 

Affinché il seme reale dell’Uomo, depositato nelle nostre ghiandole sessuali possa germinare, si necessita una CONTINUITÀ DI PROPOSITI e un corpo fisico normale. 

Come potremmo avere continuità di propositi se non stabiliamo nella nostra psiche il Centro di Gravità? Qualsiasi razza creata dal sole certamente non ha altro obiettivo nella natura che quello di servire gli interessi di questa creazione e l’esperimento solare. 

Non è possibile la creazione dell’Uomo Solare se non stabiliamo prima un Centro di Gravità Permanente nel nostro interiore. 

La creazione di Uomini Solari è possibile quando uno lotta per rendersi indipendente dalle forze lunari. 

Non c'è dubbio che tutti questi Io che abbiamo nella nostra psiche sono di tipo esclusivamente lunare.

In nessun modo sarebbe possibile liberarci delle forze lunari se non stabilissimo previamente in noi un Centro di Gravità Permanente. 

Come potremmo dissolvere la totalità dell’Io pluralizzato se non abbiamo continuità di propositi? In che maniera potremmo avere continuità di propositi senza aver stabilito previamente nella nostra psiche un Centro di Gravità Permanente?

Dato che la razza attuale invece di rendersi indipendente dalle influenze lunari, ha perso tutto l’interesse per l’intelligenza solare, indiscutibilmente ha condannato se stessa all’involuzione e alla degenerazione.

Non è possibile che l’Uomo vero sorga mediante la meccanica evolutiva. Sappiamo bene che l’evoluzione e la sua sorella gemella l’involuzione, non sono altro che due leggi che costituiscono l’asse meccanico di tutta la natura. Si evolve fino ad un certo punto perfettamente definito e dopo avviene il processo involutivo; ad ogni salita segue una discesa e viceversa. 

Noi siamo esclusivamente macchine controllate da distinti Io. Serviamo all’economia della natura, non abbiamo un’individualità definita come suppongono equivocatamente molti pseudo-esoteristi e pseudo-occultisti. 

Dobbiamo cambiare con la massima urgenza affinché i germi dell’Uomo diano i loro frutti. 

Solo lavorando su se stessi con vera continuità di propositi e un completo senso di responsabilità morale possiamo convertirci in Uomini Solari. Questo implica consacrare la totalità della nostra esistenza al Lavoro Esoterico su se stessi. 

Coloro i quali hanno la speranza di arrivare allo stato solare attraverso la meccanica dell’evoluzione, ingannano se stessi e si condannano di fatto alla degenerazione involutiva. 

Nel Lavoro Esoterico non possiamo darci il lusso della versatilità; quelli che hanno idee volubili, quelli che oggi lavorano sulla propria psiche e domani si lasciano inghiottire dalla vita, quelli che cercano scuse, giustificazioni per abbandonare il Lavoro Esoterico, degenereranno e involuzioneranno. 

Alcuni prorogano l’errore, rimandano tutto per il giorno in cui avranno migliorato la propria situazione economica, senza tenere in conto che l’esperimento solare è qualcosa di molto distinto dai loro criteri e dai loro consapevoli progetti. 

Realmente una persona è ciò che è la sua vita. Ciò che continua oltre la morte, è la vita. Questo è il significato del libro della vita che si apre con la morte. 

Vista questa questione da un punto di vista strettamente psicologico, un giorno qualsiasi della nostra vita, è realmente una piccola replica della totalità della vita. 

Da tutto questo possiamo affermare quanto segue: SE UN UOMO NON LAVORA SU SE STESSO OGGI, NON CAMBIERÀ MAI.
 
Quando si afferma che si vuole lavorare su se stessi e non si lavora oggi rimandando a domani, tale affermazione sarà un semplice progetto e niente più perché nell’oggi c'è la replica di tutta la nostra vita.

C'è un detto popolare che dice: "Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi"

Se un uomo dice: "Lavorerò su me stesso, domani", mai lavorerà su se stesso, perché ci sarà sempre un domani. 

Questo assomiglia molto a certi cartelli, annunci o insegne che alcuni commercianti mettono nei loro negozi: "Oggi non faccio credito, domani sì". Quando qualche poveraccio viene a chiedere credito, si trova di fronte il terribile avviso, e se torna il giorno dopo, trova di nuovo il disgraziato cartello o annuncio. 

Questo è ciò che si chiama in psicologia la "MALATTIA DEL DOMANI".

Fintantoché un uomo dica "domani", mai cambierà. 

Abbiamo bisogno con massima urgenza, imposticipabile, di lavorare su noi stessi oggi, non sognare pigramente nel futuro o in una opportunità straordinaria. 

Coloro che dicono: "Vado a fare prima questo e quello e poi lavorerò", mai lavoreranno su stessi; questi sono gli abitanti della terra menzionati nelle Sacre Scritture. 

Conobbi un poderoso latifondista che diceva: "Devo prima espandermi e dopo lavorerò su me stesso".

Quando si ammalò incurabilmente andai a fargli visita e allora gli posi questa domanda: "Volete ancora espandervi?". "Lamento veramente di aver perso il tempo", mi rispose. Alcuni giorni dopo morì, dopo aver riconosciuto il suo errore. 

Quell'uomo possedeva molte terre, però voleva appropriarsi di quelle vicine, "espandersi", affinché la sua la sua tenuta rimanesse esattamente delimitata da quattro strade. 

Magdalena
"Ad ogni giorno basta il suo affanno!", disse il Gran KABIR Gesù: auto-osserviamoci oggi stesso, in ciò che riguarda la giornata sempre ricorrente, miniatura dell’intera nostra vita. 

Quando un uomo comincia a lavorare su se stesso, oggi stesso, quando osserva i suoi disgusti e le sue pene, marcia per il cammino dell’esito. 

Se una persona cominciasse la sua giornata coscientemente, è certo che questo giorno sarebbe molto distinto da tutti gli altri.

Quando uno prende la totalità della sua vita come lo stesso giorno che sta vivendo, quando non lascia per domani quello che si deve fare oggi, arriva veramente a comprendere ciò che significa lavorare su se stesso. 

Giammai un giorno non possiede importanza; se in verità ciò che vogliamo è trasformarci radicalmente dobbiamo guardarci, osservarci e comprenderci quotidianamente. 

Invece, le persone non vogliono guardare se stesse; alcuni, pur avendo voglia di lavorare su se stessi, giustificano la loro negligenza con frasi come questa: "Il lavoro in fabbrica non permette di lavorare su se stessi". Parole queste senza senso, vuote, vane, assurde, che servono solo a giustificare l’indolenza, la pigrizia, la mancanza di amore per la Grande Causa. 

Persone così, pur avendo molte inquietudini spirituali, è ovvio che non cambieranno mai. 

Osservare se stessi è urgente, imposticipabile, irrinunciabile. 

Dobbiamo non solo conoscere la nostra giornata ma anche la relazione con la stessa. Ci sono alcuni giorni ordinari che ogni persona sperimenta direttamente, eccetto i successi insoliti, inusitati. 

Risulta interessante osservare la ricorrenza diaria, la ripetizione di parole e avvenimenti, di ogni persona, ecc.

Questa ripetizione o ricorrenza di eventi e parole, merita di essere studiata, ci conduce all'autoconoscenza. La Autoosservazione intima è fondamentale per il cambiamento vero. 

Qual è il suo stato psicologico al risveglio? Qual è il suo stato d'animo durante la colazione? È stato impaziente con il cameriere o con la sua sposa? Perché fu impaziente? Cos'è che sempre la da fastidio?, ecc.
 
Fumare o mangiare meno non è tutto il cambiamento, ma sì indica un certo avanzamento. Sappiamo bene che il vizio e la ghiottoneria sono inumani e bestiali. 

Non sta bene che qualcuno dedicato al Cammino Segreto abbia un corpo fisico eccessivamente grasso e con un ventre gonfio e fuori da ogni euritmia di perfezione. Questo indica ghiottoneria, gola e addirittura pigrizia. 

La vita quotidiana, la professione, l’impiego, anche se vitali per l’esistenza, costituiscono il sonno della Coscienza. 

Sapere che la vita è sogno non significa averlo compreso. La comprensione viene con l’Auto-osservazione e il lavoro intenso su se stessi. 

Per lavorare su di sé, è indispensabile lavorare sulla vita quotidiana, oggi stesso, e allora si comprenderà ciò che significa quella frase dell’Orazione del Signore: "Dacci oggi il nostro Pane quotidiano"

La frase "quotidiano", significa il "Pane Supersostanziale" in greco, o il "Pane dell’Alto"

La Gnosi da questo Pane di Vita, nel doppio senso di idee e forze che ci permettono di disintegrare errori psicologici. 

Perseu- Gorgona
Ogni volta che riduciamo a polvere cosmica questo o quell'"Io", guadagniamo esperienza psicologica, mangiamo il "Pane della Saggezza", riceviamo nuova conoscenza. 

La Gnosi ci offre il "Pane Supersostanziale", il "Pane della Saggezza", e ci segnala con precisione la nuova vita che comincia in noi, dentro ognuno di noi, qui ed ora. 

Così dunque, è conveniente che ci facciamo sempre più consapevoli del Cammino in cui siamo; invece di perdere il tempo, riflettiamo e lavoriamo, perché questo corpo che abbiamo miei cari fratelli non durerà molto, in un qualsiasi momento questo corpo se ne va al panteon, in un qualsiasi momento questo corpo sarà velato. 

Vi invito a pensarlo prima che lo perdiamo, prima che possa succedere questo fatto, che può succedere in qualsiasi istante, che lavoriamo, perché se qualcuno di voi già si trova nelle ultime esistenze, lavorando vi verranno date nuove opportunità, però se non lavorate, se non vi preoccupate dell’Autorealizzazione, allora, queste nuove opportunità non vi verranno date; pertanto è meglio lavorare, entrare nel Cammino, non perdere il tempo stupidamente. 

Il tempo che viviamo è critico e difficile, e già non c'è rimedio. Ora non ci resta che una sola cosa: preoccuparci di morire in noi stessi e avanzare tutto il possibile nel cammino dell’Autorealizzazione intima dell'Essere. 

Negli antichi tempi della Lemuria -in quell’epoca in cui i fiumi di acqua pura emanavano latte e miele-, l’umanità era governata dal PRINCIPIO FULASNITANIANO. Questo principio dava agli esseri umani una vita molto lunga. Allora, normalmente, si poteva vivere da 10 a 15 secoli; c'era tempo più che sufficiente per formare i Corpi Esistenziali Superiori dell'Essere. 

Oggigiorno tutto è diverso: la specie umana è governata dal PRINCIPIO ITÓKLANOS, che è certamente un principio animale; si muore quando uno meno se lo aspetta, l’esistenza si è accorciata troppo... 

Nell'Egitto dei Faraoni ancora si riusciva a vivere fino a 140 anni. Nel Medioevo l'esistenza media era tra i 90 e i 110 anni, ma oggi, in questi momenti, già quasi non si vive. Così, dunque, vivendo in accordo con il principio della vita animale (Itóklanos), le nostre esistenze sogliono essere effimere... 

Se nell’epoca della Lemuria, quando si viveva d'accordo con il Principio Fulasnitaniano, c'era tempo per creare i Corpi Esistenziali Superiori dell’Essere ed eliminare dalla nostra natura ogni elemento inumano, ora è tutto diverso. 

Il Principio Itoklanos, non tiene per niente in conto i Corpi Esistenziali dell’Essere, ma quelli animali, e si muore quando la natura ha bisogno di noi. 

Per meglio dire, siccome in ognuno di noi c'è una sostanza che la natura usa per la sua propria nutrizione, lei lo disincarna quando ritiene sia giunta la sua ora, perché necessita il suo alimento, lei se lo guadagna senza tenere in minima considerazione se l'individuo abbia o meno fabbricato i Corpi Esistenziali Superiori dell'Essere [e disintegrato gli elementi inumani]; questo è il principio Itóklanos. 

Di modo che l'umanità sta vivendo in accordo con un principio strettamente animale: il Principio Itóklanos. Il Principio Itóklanos non è adatto per una vera specie umana, però, essendo la specie umana così degenerata, non resta altro rimedio che governarla con il Principio Itóklanos (proprio degli animali). 

È cruda questa verità, però è la verità.
Vedete come è cambiato tutto attraverso il tempo e gli anni: oggi, sfortunatamente, la specie umana è governata dal Principio Itóklanos, non sa in che momento le tocca di disincarnare a questa o quella persona, a questo o a quello studente di Esoterismo. Quindi che fare? Approfittare del tempo al massimo, trasmutare lo Sperma in Energia, fabbricare rapidamente i Corpi Esistenziali Superiori dell’Essere [ed eliminare gli elementi indesiderabili], prima che sia troppo tardi, perché non si sa il momento in cui venga la disincarnazione. 

Questa è l'unica condizione, appurare, lavorare rapidamente, non c'è altro rimedio; già non siamo governati dal Principio Fulasnitaniano (quando c'era tempo). Già non c'è tempo, ora dobbiamo approfittare di quel poco che abbiamo... 

Se non vediamo l'urgenza di dedicare la totalità della nostra esistenza al lavoro su noi stessi con il proposito di liberarci della doppia forza lunare, finiremo inghiottiti dalla Luna, involuzionando, degenerando sempre di più dentro certi stati che potremmo tranquillamente definire di incoscienza e infracoscienza. 

Di questi tempi non possiamo sprecare tempo, perdendo gli anni nella faciloneria, perché ci troviamo in un momento critico e difficile. I tempi della fine già sono arrivati, si attendono le catastrofi che devono arrivare e la GRANDE CATASTROFE con la quale sarà sigillata tutta l'Apocalissi. 

Non possiamo più passare una ventina di esistenze facendo i fachiri, i monaci o gli yogi. Siamo "in affanno "; ; il momento in cui ci troviamo esige che una volta per tutte prendiamo il Quarto Cammino, la Gnosi, la Quarta Via, che è la più pratica. 

Così dunque ciò che necessitiamo, oggi come oggi, è ABBANDONARE LA PIGRIZIA MENTALE, lavorare duro su noi stessi. 

Se ci riusciamo, se distruggiamo tutti questi aggregati psichici, la Coscienza rimarrà risveglia e individualizzata e allora avremo fatto della nostra vita un'opera maestra.

Ripetiamo:
Un uomo è ciò che è la sua vita; se uno non modifica nulla dentro se stesso, se non trasforma radicalmente la sua vita, se non lavora su se stesso, sta perdendo il suo tempo miserabilmente...

Samael Aun Weor

fonte: http://www.vopus.org/it/gnosi/psicologia-autoconoscenza/la-malattia-del-domani.html

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