lunedì 29 settembre 2014

La Russia intende compiere uno sfondamento sul mercato del gas nell'Asia

La Russia intende compiere uno sfondamento sul mercato del gas nell'Asia

Dopo la firma del contratto da 400 miliardi per le forniture del gas con la Cina, la Russia intende compiere un nuovo sfondamento sul mercato energetico nell'Asia. Conta di poter aumentare la sua quota sul mercato globale del gas naturale liquefatto (GPL) fino al 15 percento dall'attuale 5 percento grazie ai paesi e aree della Regione dell'Asia e del Pacifico. L'ha dichiarato uno dei dirigenti delle corporazione Gazprom Aleksandr Medvedev alla conferenza internazionale "Petrolio e gas del Sakhalin 2014".

La Russia è entrata sul mercato del gas naturale liquefatto (GPL) soltanto 5 anni fa. Il segmento del 5 percento – è la clientela in oltre 10 paesi e aree dell'Asia. I partner chiave - sono il Giappone, la Corea del Sud, la Cina. Gazprom intende triplicare la sua presenza sul mercato del gas naturale liquefatto (GPL) grazie all'aumento del potenziale produttivo dell'azienda "Sakhalin-2" e anche con la costruzione di altre due – a Vladivostok sull'Oceano Pacifico e a Baltijsk nel Nord-Ovest della Russia.

Intanto nemmeno ciò garantisce automaticamente alla Russia il 15 percento del mercato globale, ritiene Serghei Aghibalov, esperto dell'Istituto dell'energia e delle finanze:
E' un obiettivo molto ambizioso il quale in realtà sarà molto difficile raggiungere. Il 15 percento – è un obiettivo molto alto poiché non è soltanto la Russia a puntare sui mercati delle Regione dell'Asia e del Pacifico. La concorrenza non si inasprirà solo per il gas, ma anche tra gli esportatori. Sui nuovi segmenti del mercato nell'Asia puntano i fornitori tradizionali dal Medio Oriente e dall'Australia. E anche nuovi giocatori – provenienti dall'Asia Orientale e da altre regioni. Perciò il possibile obiettivo – è del 10 percento del mercato totale, mentre per raggiungere il 15 percento bisogna lottare molto duramente.
Il segmento 10-15 percento ipotizza per la Russia anche il direttore generale del Fondo nazionale delle sicurezza energetica Konstantin Simonov. Almeno tre fattori obbligano la Russia a legare le sue ambizioni sul mercato del (GPL) naturale liquefatto con l'Asia:
Secondo tutti i pronostici mondiali, il principale incremento del consumo di idrocarburi avverrà proprio nelle regione asiatica. Cioè in base alla domanda, al marketing è del tutto evidente che la Russia deve prestare una maggiore attenzione all'Asia. Anche dal punto di vista dell'offerta però abbiamo un interesse molto serio verso l'Asia. Ora noi stiamo lanciando una quantità abbastanza grande del progetti nella Siberia Orientale. Sono i giacimenti di Vankor, Ciayanda, Kovykta. Sono sviluppati a pieno ritmo, e da lì l'Europa dista molto. Tanto più che purtroppo l'Europa non vuole vedere in Russia un fornitore affidabile, presentando continui reclami.
Tutto ciò determina l'interesse e l'importanza del mercato asiatico per la Russia, il 60 percento del quale sarà coperto dalle esportazioni. I suoi potenziali partner - sono il Singapore, l'Indonesia, la Malesia, la Tailandia, le Filippine e il Vietnam. Inoltre la Tailandia e il Vietnam, alla pari della Cina, India e Corea del Sud, rappresentano interesse per i progetti russi nel campo del gas naturale liquefatto (GPL) anche dal punto di vista delle possibilità del carburante per i motori a gas. Già oggi la Cina il mercato più grande e in forte crescita del gas naturale liquefatto (GPL) nell'ambito del trasporto merci. E' in forte espansione anche l'impiego del carburante per motori a gas sui mezzi per trasporto passeggeri – parco autobus dell'azienda municipalizzata del trasporto di Pechino conta sei mila veicoli alimentati dal gas naturale liquefatto (GPL). E il loro numero crescerà.
 

Natalja Kašo 


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