lunedì 8 agosto 2016

Un simbolo nuovo senza i vessilli del tempo (2)

Quale è questo “simbolo nuovo? È il pianeta, intero, Terra (riassunto dalla dominante):
  • simbolo (scenario fisico di riferimento collettivo, apparentemente unico e senza alternativa sostanziale, come un nastro di Möbius)
  • nuovo (pur essendo estremamente datato, è “nuovo” per via del reset, dello shock, del trauma, della perdita di memoria… dal momento di “è già successo”, ovverosia, dalla venuta della dominante nel “qua… diventato ‘così’”).
Il pianeta è il riferimento unico
  
C’è la Luna, vicino a te, ma risulta – per ora – come “impraticabile”, pur rappresentando una “via di fuga” dalla Terra (qualcosa che, nel tempo, verrà colonizzat3), così come i vari pianeti extraterrestri ed extrasolari. 
Se (se) l’espansione dominante non verrà meno, la polarizzazione dello spazio tempo sarà sempre e solo nella “direzione di spinta” AntiSistemica (rispetto al “lato tuo/umanità, centrale”) di stampo dominante.
Sempre che, la dominante, non provenga già dal “extra Terra”, investendola e non utilizzandola come “centro di espansione”.
Qualcosa che, per ora, a Filtro di Semplificazione attivo, è ancora prematuro affrontare…
Senza i vessilli del tempo” = nel tempo artificiale ma, senza i segni evidenti dell’impero dominante, che rimane strategicamente compresente e non manifesto. 
Questo permette di mantenere il proprio “vantaggio” e di fare a meno di innescare facile ispirazione massiva alla rivolta (sostanziale), non accorgendosi di nulla… impegnata come è nella lotta intestina tra “impoveriti dentro”.
La Massa è una, ma costituita da singolarità.
Ergo, l’alternativa “onda particella” è uno stato che esiste nel momento in cui, “sei come in una condizione di deviazione/impedimento”, così da mettere a fuoco selettivamente “una delle ‘tue’ nature, piuttosto che tutte insieme, allo stesso tempo”.
Leggi:
consapevolezza.
Rifiutando la condizione umana, ritenendola "indegna" (per tutto quello che succede nel mondo e per quello che è già successo e raccontato nel corso della storia deviata “qua, così”, alias: la “tua” esperienza) e, gioco forza (istinto di sopravvivenza) accettando solamente la “propria”, hai avuto accesso – progressivamente – a quella condizione, di apparente paradosso, di alternanza tra stati “diversi”.
Qualcosa che coesiste, non sembra più tale, maturando la convinzione e l’atteggiamento della distinzione (giudizio).
Qualcosa che “maturi ‘grazie’ alla componente dominante, che ti convince per ‘asfissia’”
Con questo, SPS (Io) esprimo sentore dalla prospettiva di “bene globale (umanità + singolarità)”, non tanto ritenendo l’essere umano… parte dell’umanità, quanto – di più – ritenendo una simile situazione come da affrontare giustamente (In Comunione ed In Equilibrio sostenibile da qualsiasi parte/prospettiva l3 “guardi”) dal momento in cui “si è in un simile contesto” che... lungi dall’essere quello originale, autentico, sostanziale (qualcosa che rimane ancora nella piena dimenticanza).
 

 
I segni frattali espansi, tuttavia, riportano tutto anche a livello di ambiente ed ambientazione “qua, così”. È la memoria del sistema operativo frattale espanso che “non ne può proprio fare a meno (registro)”.
Una “cosa” ed allo stesso tempo “tutte le cose”?
No:
allo stesso tempo, l’insieme (senza passare dalle altre “cose”, un3 per un3).
Questo, lascia “spazio” sia ad uno scenario che all’altro (per la verità, a qualsiasi scenario che, così, risulta solo come apparente, per “esigenze di trama”, oppure per “democrazia”).
È ovvio:
  • “qua, così”, con una simile logica nella “tua” mente, come può essere che "sei te e l’insieme umano", senza essere anche le altre parti che lo costituiscono?
Come può, l’umanità, essere allo stesso tempo te, senza l’apporto degli altri ed – allo stesso tempo – questo ambito essere valido per qualsiasi singolarità umana?
 
È "semplice":
l’umanità è un collettore centrale (di specie), che “vive” grazie all’esperienza delle parti, le quali, per continuare ad operare sempre allo stesso modo, devono maturare e ricevere una sorta di “fiducia”.
Così da giustificare il “proprio” consumarsi per la causa, andando a rendere sempre più “espert3” l’ambito superiore d’assieme, il quale concede solo illusoriamente il senso della partecipazione protagonista (possesso), rimanendo nella sostanza qualcosa di divers3.
Che cosa s’intende enunciare, in questo spazio web virtuale?
  
Che occorre una seria distinzione, tra verità che tendono a confondere:
  • il “lato umanità, centrale”
e
  • l’Io (te)
  • collimano perfettamente astraendo la “situazione”
ossia
  • ritenendo sempre di fare e mantenere il massimo della “giustizia”, da qualsiasi lato la si “osservi”
ma
  • rimanendo sempre e solamente “te stess3”
  • evitando di decadere nel vortice, senza apparente uscita, “umanità come concetto divoratore della tua ‘personalità sovrana unica esistente’”.
Viceversa, se le due condizioni di “onda e particella” collimano, non ti sei evolut3, bensì, hai solo dato il massimo della “carta bianca” ad una entità monstre, troppo grande per essere veduta per intero (specie, eggregora), che ti assoggetta ad essa, in maniera tale da confonderti illusoriamente concedendoti “senso del possesso esclusivo e, guarda non caso… dominante”.
Accorgiti, dunque, che il confonderti nel concetto strabordante di “umanità” – senza essere “te”, di fatto – significa ancora una volta essere preda, in una modalità radioattiva frattale espansa, della dominante… in uno scenario unico e che appare “nuovo”, ma sempre e solo AntiSistemico (status quo).
Gli inganni sono infiniti se… sempre dentro a qualcosa che inganna, secondo la personale prospettiva dell’intendere tutto solamente dalla propria inclinazione (carattere).
Questo, per “prendere le misure da qualcosa che può risultare ‘nazional popolare’, ma vuoto a livello di consistenza alternativa sostanziale, alias, ‘fuori dal coro’”.
SPS (Io) sono attento ed accorto nel mantenere coerenza, a partire dal “momento di lucidità” ricordato sempre maggiormente, da una decina di anni a questa parte.
Tutto (tutto) “qua, così” è – allo stesso tempo – opportunità e disinnesco:
è attraverso di te, del tuo terzo stato “lato tuo/umanità, centrale”, che triangoli la dualità… elevandola di “potenza”, tri-unitariamente.
Conferendole orientamento, direzione, senso, sostenibilità, continuità, forza e vigore, grande concentrazione di massa e, “alfine”… ricordo, esperienza, memoria… principio di stato pre “momento di ‘è già successo’”.
Ad un simile “punto”, tu diventi un Dominio (di te), emancipandoti da ogni “coppia di valori, in equilibrio ‘lato tuo/umanità, dominat3’”.
Diventi, quindi, una dimensione sovrana pienamente in sé (te) ed auto ricordante che, comunque, deve fare la sua maggiore esperienza – ancora una volta – con la dominante stessa (che puoi riassumere sotto a varie vesti, una delle quali è proprio la figura astratta di “umanità”, un possedimento ottenuto da una invasione già accaduta e maturata nella deviazione e nell’abbaglio più totale) che, in tal modo, può provare ancora ad auto mantenerti “qua, così”, attraverso fenomeni di funzionamento come la tentazione, l’illusione, la corruzione, l’incanto, il ricatto, la dipendenza, la conseguenza, il potere, etc.

La dominante è, di più, come una componente trasversale virale.
Il Dominio è, invece, uno stato di fatto, relativo ad una grande concentrazione di massa.

Prese d’assieme, le due condizioni permettono di intravedere la forma gerarchica che, molto sorprendentemente, s’espande al di là di qualsiasi apertura di coscienza che, quindi, è – anche ad un simile livello – ancora troppo oscurata da qualcosa d’altro (che il Filtro di Semplificazione suggerisce di non prendere ancora in questione, essendo preminente un percorso di “emancipazione/ricordo”, molto più coeso e relativo alla condizione di “vicinanza” piuttosto che di “illusione”).

Essendo il tutto a carattere frattale espanso, quando “risolvi una situazione, anche a te più prossima, in una maniera sostanziale”, succede qualcosa all’interno di tutta la “catena degli eventi (gerarchia)”, così che la risoluzione totale della stessa, sia affrontabile – praticamente – da qualsiasi “punto” d’interconnessione “dentro/fuori”.

  
Questo vale ed è valido, anche, per quanto riguarda quel tipo di “scossone (frequenza)”, che anche da sol3 può rendere manifesta l’intera infrastruttura, proprio per mezzo del relativo spostamento d’onda.
Come, ad esempio, può essere lo scrollare una possente pianta millenaria, muovendone forma e contenuto, anche in presenza di una intenzione contraria di un simile “carico”…
Tutti attori/attrici... "sia spettatori che attori/attrici"...
La prova più grande, relativa al fatto che “ogni punto dell’infrastruttura AntiSistemica (realtà manifesta) è potenzialmente quello più debole, anche dalla prospettiva della dominante (consapevolezza)” e che “ogni individualità è quella che potenzialmente può avere la meglio sullo status quo (consapevolezza)”… è quella che assumi per contrasto, accorgendoti del grado di disinnesco totale, teso a “dividere et imperare”, esistente – come una fitta rete – sia 1) tra te e “te”, sia 2) tra te/”te” ed ogni “tuo” simile.
La figura apparente (personalità non fisica) “umanità” è, ancora una volta, un collettore dominante (è sempre un riflesso frattale espanso della dominante).
Cioè, la stessa situazione “usata contro di te” – ad esempio – nell’accezione di Stato (patria) e debito pubblico.
Tu sei lo Stato, ma lo Stato non è te.
Se sei un dipendente di una azienda, puoi affermare che l’azienda è tua? No.
Allo stesso modo, lo Stato non sei tu, ma tu porti valore nello/allo Stato, che così ti utilizza, condiziona e sfrutta (interesse)…


Il “lato tuo/umanità, centrale” è, dunque, qualcosa che non riguarda la prospettiva politica, filosofica, religiosa, spirituale, grammaticale, etc. “qua, così”, ma è la tua capacità prospettica di essere nel giusto e nell’applicare questa giustizia (in modulo o valore assoluto) a qualsiasi definizione, situazione, etc
In maniera tale che, a prescindere da ogni possibile abbaglio, tu riesca a polarizzare di tuo, qualsiasi luogo comune, alla moda, senza che quest’ultimo, invece, abbia la meglio su di te.
 
La "giustizia è unica"... se intesa unicamente (valore assoluto).
     
In SPS e per SPS (Me), la condizione di giustizia è...  applicare Me a qualsiasi contesto, in maniera tale che qualsiasi contesto (concetto di umanità compreso) diventi “giusto” (Me, ma non Me: con i miei valori universali). 
Qualcosa che richiede di “essere al di sopra delle parti (ed allo stesso tempo, te stesso)”. Ergo:
la risoluzione del cosiddetto “paradosso onda/particella”.
"Allo stesso tempo"... prima della distribuzione per competizione.
In ambito di “giustizia”, sino a quando anche un solo individuo deve subire una ingiustizia, allora la giustizia non è tale(l'hai già sentita. Vero? Infatti, è un luogo comune politico, buono per fare... propaganda).
  
La giustizia è giusta, di sé, ma... in presenza di "vita (prospettiva)", dipende dal grado di "libertà" d'assieme:
  • dal come la si riassume, in compresenza non manifesta della dominante
  • diluendone in astratto la portata universale, al di sopra delle parti.
Se applico Me, alla condizione di giustizia umana, attraverso un grado di giustizia deviata, trasmetto un segnale massivo deviato.
Quando ogni individuo vive da/in una condizione di giustizia totale, neutra, pura, originale, etc. allo stesso tempo, l’applicazione del grado di giustizia all’umanità, singol3 per singol3, non cambia nulla relativamente al “grado”, rimanendo sempre e solo “giustizia ‘lato tuo/umanità, centrale’”. Ok?
 
Quindi, se applico Me alla giustizia umana, non applico l’Ego, bensì, la prospettiva (che, in un ambito giusto, è una prospettiva comune, massiva, centralizzata. Un segnale portante che non aggiunge più nulla, ad uno status quo che è già così e che, quindi, non dipende più solo da me o da te, ma che dipende dalla somma del collettivo e dalla grande concentrazione di massa, che non è più né un Dominio né una dominante, essendo “un luogo comune” giusto da qualsiasi parte lo si guardi, osservi e lo si prenda come riferimento, esempio).
 
Qualcosa che diventa sempre più coes3, tanto più lo sono le parti che lo formano, rimanendo se stesse e proiettando i propri valori, in qualcosa che è divenuto un valore centrale riunificato
 
Qualcosa che, se proprio vede l’umanità anche come una eggregora, allora questa “forma” è ancora e per sempre, te, me, lui, lei, loro, essi, voi, noi, etc.
Tutto questo Bollettino si è reso necessario, perché “qua, così” risulta tutto “di parte”. Ma… di quale parte?
Di parte dominante, anche se non sembra e se non ti pare.
La “forma” reale manifesta è la risultanza di una insiemistica d’assieme che, nella condizione frattale espansa, ricalca quindi l’intenzione dominante e la sua sostanziale compresenza non manifesta.
Come puoi osservare le tracce di un essere invisibile, ma in carne ed ossa (come te)? Ad esempio, cospargendo il terreno (che calpesta) di polvere, di sabbia, di gesso, etc.

 
Questo lo renderà indirettamente evidente, poiché si muove come te, secondo l’inquadramento fisico della realtà manifesta e non.
Ebbene, la frattalità espansa è, se la vuoi osservare anche in questa maniera, quello strato di “polvere” che rende apparente (riprova fisica, evidenza) anche quello che nemmeno riesci ad immaginare “qua, così”.
E… questa/la… polvere è… dappertutto, ovunque, ubiquamente e causalmente.
Pensa a quanti “sensori” hai a disposizione.
E se la dominante “vola”? Suvvia… sii seri3.
E, poi, anche nell’ariaun corpo si rende indirettamente evidente.
Non ti fossilizzare nella logica deviata. Vai al centro, centralmente e rimanici a pieno, con te al tuo centro, possibilmente da una prospettiva “giusta ‘lato tuo/umanità, centrale’”.
In un sol termine:
accorgiti.
    
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro 2016/prospettivavita@gmail.com
Bollettino SPS numero 1874
 

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