Ho dovuto pensarci parecchio per scegliere il titolo di questo pezzo perché, dopo le elezioni del 2016, l’uso del termine “stato profondo” non è mai stato troppo associato ai cheerleaders di Trump e non mi sto riferendo a quelle persone che hanno votato per Trump – persone che posso comprendere e rispettare – sto parlando di quelli che hanno un “culto per Trump”.

Parlo di quella gran parte di persone che in modo irragionevole ed entusiastico si attaccano a certe figure di politici, tanto da sembrare idioti, se non solo opportunisti. Tuttavia, solo perché questo termine è stato un po’ sporcato, questo non significa che io voglia negare l’esistenza di uno “stato profondo” o di un “governo ombra”. L’esistenza di reti di persone potenti – non elette da nessuno – che dettano e promuovono le linee politiche da dietro le quinte e che poi vengono fatte proprie dai membri del Congresso (solo) per votarle sono praticamente innegabili.