giovedì 9 aprile 2015

Aurobindo e la nuova coscienza

SriAurobindo(1)
E' stato una delle grandi figure dell’India moderna. Ebbe una funzione politica per la liberazione del suo Paese dal giogo coloniale, ma fu soprattutto un profondo filosofo, mirabile poeta e grande mistico. Il modello di sviluppo dello Yoga Integrale ha ispirato la Psicologia Integrale e Transpersonale ed è un valido riferimento all’interno delle più avanzate ipotesi scientifiche sulla natura della coscienza

Dopo Babaji di Herakhan, Sri Ramana Maharshi, Jiddu Krishnamurti e Nisargadatta Maharaj, Sri Aurobindo è l’ultimo in ordine di scrittura, ma il primo che in gioventù mi ha avvicinato alla spiritualità indiana, tanto che ho fatto dell’India quasi una seconda patria per oltre trent’anni.

Vita di Sri Aurobindo
Aurobindo nasce a Calcutta nel 1872 da Krishnadan Ghose, un medico idealista e da Swarmalata Bose, figlia di Rajnarayan Bose, un noto letterato. Il padre, che ammirava la scienza e la tecnologia occidentali, lo manda a studiare in Inghilterra, ma gli invia pochissimo denaro perché troppo spesso lavora gratuitamente per i non abbienti. Così Aurobindo dove mantenersi con le borse di studio, che ottiene grazie ai suoi eccellenti risultati. Supera tutti gli esami a Manchester e a Londra sino a essere ammesso al prestigioso King’s College di Cambridge, l’università delle classi dirigenti.

Dotato di una memoria e di un’intelligenza straordinarie impara l’italiano, il tedesco e lo spagnolo per poter leggere Dante, Goethe e Cervantes in originale e diviene presto un profondo conoscitore della letteratura occidentale antica e moderna.
Al suo ritorno in India, Aurobindo è fortemente impressionato nel vedere che il suo Paese è crudelmente sfruttato dagli inglesi, che stanno cercando di sradicare l’antica cultura indiana come fosse solo superstizione di un popolo inferiore.

Nonostante abbia ruoli di prestigio come segretario personale del Maharaja di Baroda e sia vicepreside all’università di letteratura dove insegna, si mette alla guida di un movimento anticolonialista, con l’intento di risvegliare la coscienza del suo popolo. Diventa un personaggio molto scomodo per l’Impero Britannico e nel 1908, denunciato da falsi testimoni, è arrestato e condotto nel carcere di Alipore con l’accusa di essere il mandante di un attentato dinamitardo.

Aurobindo, dopo l’isolamento dela prigione, riconosce in sè la presenza di una consapevolezza superiore, del divino.

Vi rimarrà un anno in attesa di un processo che avrebbe potuto comportare la pena di morte, ma nell’isolamento del durissimo carcere avviene il suo pieno risveglio spirituale. Entra in contatto con una guida disincarnata, che lo porta a realizzare in poco tempo la pienezza dello Yoga della Gita e a riconoscere la propria essenza spirituale. Ricorda che questa è la stessa voce interiore che tempo prima lo aveva avvertito che presto avrebbe dovuto passare un periodo d’isolamento e totale solitudine. In carcere, nei momenti più difficili in cui la mente vacilla di fronte al naufragio del suo progetto esistenziale, riconosce in sé la presenza di una consapevolezza superiore che non appartiene al suo io ma a Vasudeva (uno dei nomi di Krishna), il divino stesso in lui.

Una forza superiore sopra ogni avvenimento
Nel primo discorso pubblico dopo il rilascio afferma di aver compreso che una forza superiore ha diretto ogni avvenimento. E ora, dopo essere entrato in contatto cosciente con essa, i suoi scopi non sono più politici: il suo compito è quello di portare l’umanità verso più vasti spazi di consapevolezza.  La sua realizzazione Supermentale è la manifestazione del gradino evolutivo che attende la coscienza umana. Aurobindo racconta che quando durante la reclusione riconobbe in sé il Divino iniziò a vederlo in ogni cosa. Le stesse mura del carcere erano della sostanza di Vasudeva e persino i falsi testimoni e il pubblico ministero erano quell’Unico Essere.

 Pondicherry (Tamil Nadu). L’ashram di Aurobindo.

Le cose si volgono a suo favore; uscito dalla prigione si reca in Tamil Nadu, dove vivrà il resto della sua vita a Pondicherry, una linda cittadina coloniale francese che si affaccia sul mare. Il Tamil Nadu è una delle più belle regioni dell’India, zona costellata da antichissimi e grandiosi templi, che da secoli è patria di dinastie di grandi Yogi tra cui Ramana Maharshi. Qui svolgerà il suo grande lavoro interiore che ha come scopo lo sviluppo della coscienza collettiva verso un più alto stato di consapevolezza.

L’incontro con Mère
Attorno a lui si riuniscono ricercatori spirituali e nasce un piccolo ashram, ma è dopo l’incontro con Mirra Alfassa, più nota come Mère, la sua controparte spirituale, che si sviluppa un grande centro che ancora oggi attira devoti da tutto il mondo.

Sin da bambina Mirra aveva manifestato straordinarie doti psichiche e paranormali, ma appartenendo a una famiglia d’intellettuali atei dovette nascondere le sue esperienze extracorporee e transpersonali.

Mère, la compagna spirituale di Aurobindo (1878 – 1973).


Nelle sue visioni le appariva una figura vestita con una specie di tunica bianca con lunghi capelli e occhi penetranti. Quando in visita in India incontrò Aurobindo lo riconobbe esattamente come il personaggio delle sue visioni, persino negli inconsueti abiti orientali.

L’incontro di una figura femminile in grado di aiutarlo sul piano pratico e di comprenderlo sul piano spirituale permise ad Aurobindo di portare avanti il grande progetto che, dopo la sua scomparsa nel 1950, inizia a prendere la forma di una città del futuro, basata sulla nuova coscienza.

Lo Yoga Integrale
Aurobindo concepisce il suo Yoga Integrale – che ha ispirato la psicologia transpersonale e molti pensatori contemporanei di spicco –  e si dedica a tempo pieno alla meditazione e alle sue opere filosofiche e poetiche; inoltre mantiene contatti con i devoti rispondendo a migliaia di lettere e per molti anni è tanto assorbito da questo compito da apparire in pubblico dal balcone della sua stanza solo una volta all’anno.

 Pondicherry. Il Matrimandir di Auroville.


Nel frattempo Aurobindo, che dormiva solo tre ore per notte, scrive anche sei libri. Al riguardo scrisse in una lettera: “Vorrei sottolineare che non pensavo quando scrivevo di filosofia, come non penso mai quando scrivo queste lettere e queste risposte… Scrivo nel silenzio mentale cose che arrivano già formate… Il migliore sollievo per il cervello è quando il pensiero si forma fuori del corpo e al di sopra del capo. In ogni caso per me è avvenuto così”. Oggi, chi si addentra nei ponderosi venti volumi della sua opera, rimane sopraffatto dalla profondità, lucidità e ampiezza del suo pensiero.

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Tuttavia, con il suo caratteristico humour, Aurobindo disse che tutta la sua opera era stata scritta al solo scopo di calmare la mente dei seguaci. L’insegnamento, infatti, è diretto a una coscienza che va oltre l’uomo attuale identificato con il corpo-mente a un livello di sviluppo ancora imperfetto e conflittuale che deve essere superato.

Nelle sue opere presenta una visione del mondo, della coscienza e dell’evoluzione che il premio Nobel Romain Rolland definì “la più vasta sintesi mai realizzata tra il genio dell’Asia e il genio dell’Europa”. Aldous Huxley invece parlò di Sri Aurobindo come del “Platone delle generazioni future”.

Chi visita Auroville vi trova un laboratorio della coscienza dove risiedono migliaia di occidentali e indiani che stanno cercando un modo diverso di essere e di vivere, anche se con i limiti e i difetti che l’umanità porta con sé.

Pondicherry. La tomba di Aurobindo e Mère dentro l’ashram.

L’insegnamento di Aurobindo e Mère, invero, è diretto a un’umanità che si risveglia alla propria natura divina, cosa che attualmente è ancora abbastanza rara. Ma di certo il visitatore sensibile percepirà la bellezza e l’atmosfera che si respirano in questo luogo e la luce che Aurobindo ha lasciato sul sentiero della verità.

Citazioni
Se si è consapevoli della propria anima, si sente che lo psichico è il proprio vero essere, mentre la mente e il resto cominciano a essere soltanto gli strumenti di ciò che è più profondo (Sri Aurobindo – Lettere sullo Yoga – Vol. IV – Cap. XXI).
Legge e scopo principale della vita individuale è la ricerca del proprio sviluppo. Consapevolmente o semi consapevolmente, o con un inconscio e oscuro brancolare, la vita individuale si sforza sempre, e a buon diritto, di trovare un’autoespressione, cioè di scoprire in sé la legge e il potere del proprio essere e attuarli… (Aurobindo, The Human Cycle).
Per saperne di più:
Un ottimo libro con cui iniziare: Satprem, L’avventura della coscienza”, Ed. Mediterranee.
Aurobindo, Sintesi dello Yoga (3 volumi), Ed. Ubaldini
Aurobindo, La Vita Divina (2 volumi), Ed. Mediterranee
Bibliografia completa: http://www.sriaurobindoyoga.it/bibliografia.htm

 
 
Filippo Falzoni Gallerani
 

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