Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif all`inizio delle trattative di G5+1 sembrava essere di buon umore - ©
REUTERS/ Brendan Smialowski
Iran e il “sestetto” di mediatori
internazionali hanno fatto qualche progresso nei negoziati di Losanna.
Tuttavia si sottolinea che la parte iraniana "non non ha ancora
accettato una serie di decisioni difficili."
La
maggior parte degli analisti pero ritiene che un accordo sarà
raggiunto, poichè l'Occidente ha bisogno di riconciliarsi con l'Iran.
Perché?
Nonostante il punto di non ritorno sia ormai attraversato, le parti sono chiaramente intenzionate ad accordarsi, scrive "BFM.ru". Ci sono diversi fondamentali motivi per cui l'Occidente ha bisogno proprio in questo momento di riconciliarsi con l'Iran. Ovviamente a scapito di alleati strategici, in particolare l'Arabia Saudita e Israele. Ad entrambi non serve il rafforzamento dell'Iran. Specialmente ad Israele, che rischia di andare in sofferenza a seguito di un potenziale confronto nucleare.
Tuttavia Barack Obama, da molti criticato e ritenuto un presidente debole, certamente vuole passare alla storia come un pacificatore su scala globale. La questione della pace con l'Iran serve a poco se non al cambiamento nell'ordine mondiale attuale: l'elemento costitutivo dell'"asse del male" ha la possibilità di integrarsi nel sistema di valori occidentale.
Esiste un'altra versione. La revoca delle sanzioni contro l'Iran libera un nuovo giocatore nel mercato del petrolio e del gas. La diversificazione, soprattutto nel settore del gas, anche se non nel breve, gradualmente distrugge il monopolio della Russia sulle risorse energetiche. Proprio le compagnie americane ed europee, non le società russe, pretenderanno di avere per primi il diritto di sviluppare i giacimenti petroliferi iraniani e fornire le attrezzature necessarie. Inoltre vi è la possibilità di esportare i propri prodotti ad una popolazione "affamata" dalle sanzioni. La paura di una bomba nucleare diventa una questione del passato.
Nonostante il punto di non ritorno sia ormai attraversato, le parti sono chiaramente intenzionate ad accordarsi, scrive "BFM.ru". Ci sono diversi fondamentali motivi per cui l'Occidente ha bisogno proprio in questo momento di riconciliarsi con l'Iran. Ovviamente a scapito di alleati strategici, in particolare l'Arabia Saudita e Israele. Ad entrambi non serve il rafforzamento dell'Iran. Specialmente ad Israele, che rischia di andare in sofferenza a seguito di un potenziale confronto nucleare.
Tuttavia Barack Obama, da molti criticato e ritenuto un presidente debole, certamente vuole passare alla storia come un pacificatore su scala globale. La questione della pace con l'Iran serve a poco se non al cambiamento nell'ordine mondiale attuale: l'elemento costitutivo dell'"asse del male" ha la possibilità di integrarsi nel sistema di valori occidentale.
Dopo c'è l'economia. Per gli Stati Uniti e l'Europa si apre un mercato con una popolazione di circa 80 milioni di persone, in un epoca post-crisi è estremamente importante. Inoltre Teheran combatte contro ISIS, cosa gradita e molto vantaggiosa per l'Occidente."Obama ritiene che questa operazione sarà vantaggiosa per gli Stati Uniti, — ritiene l'orientalista Vladimir Sotnikov. — Per diverso tempo eliminerà la possibilità che l'Iran abbia accesso alle armi nucleari. Se si prende l'accordo in discussione, si tratta essenzialmente di una moratoria. Credo che l'era del confronto sul programma nucleare iraniano tra Teheran e i Paesi occidentali stia gradualmente passando alla storia."
Esiste un'altra versione. La revoca delle sanzioni contro l'Iran libera un nuovo giocatore nel mercato del petrolio e del gas. La diversificazione, soprattutto nel settore del gas, anche se non nel breve, gradualmente distrugge il monopolio della Russia sulle risorse energetiche. Proprio le compagnie americane ed europee, non le società russe, pretenderanno di avere per primi il diritto di sviluppare i giacimenti petroliferi iraniani e fornire le attrezzature necessarie. Inoltre vi è la possibilità di esportare i propri prodotti ad una popolazione "affamata" dalle sanzioni. La paura di una bomba nucleare diventa una questione del passato.
Nessun commento:
Posta un commento