giovedì 10 ottobre 2013

LA CASA BIANCA TEME ( O ATTENDE?) UNA GUERRA CIVILE

Ogni giorno cresce il malcontento popolare negli Stati Uniti per la crisi e le guerre. Alcuni politologi sostengono che Washington si prepara a introdurre misure di emergenza contro eventuali sviluppi nel Paese. Il 1 ottobre gli USA sono entrati nel nuovo anno fiscale senza una finanziaria e con il più alto debito pubblico nella storia del Paese. Il segretario alla Difesa Chuck Hagel, ai primi di ottobre ha rilevato che
“molti nel Paese sono contro le autorità e contro tutto ciò che accade.”


Ha confessato che gli statunitensi perdono la fiducia nelle istituzioni a causa della guerra più lunga nella storia (la guerra in Afghanistan, che dura ormai da 12 anni) e della più grave crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione.
Secondo l’analista politico Nikolaj Malishevskij,
“a quanto pare Washington si prepara a introdurre misure di emergenza relative ad eventuali sviluppi. E non si dimentichi l’invito del leader del Ku Klux Klan, Richard Preston, agli statunitensi “a preparasi alla guerra civile contro Barack Obama e i suoi seguaci”, e a farlo ad ottobre, celebrando il 150° anniversario della battaglia decisiva nella guerra civile negli Stati Uniti”.
In ogni caso, secondo l’esperto, ci sono chiari segni di crescente tensione nella società statunitensi. Unità dei marines si muovono velocemente dall’Afghanistan verso gli Stati Uniti e si addestrano a combattere in ambienti urbani.
“Dal 10 settembre sono state cambiate le esercitazioni previste. Tutte le esercitazioni previste a settembre sono state rinviate ad ottobre. Inoltre, hanno vietato al personale militare dell’Esercito degli Stati Uniti in vacanza, di lasciare il Paese tra il 28 settembre e il 5 novembre“
dice Malishevskij. Prima del 28 settembre sono stati istituiti dei corsi di tiro (con fucili da caccia e fucili AR-15) e uso dei coltelli per le decine di migliaia di dipendenti del Department of Homeland Security (Dipartimento di Sicurezza Nazionale, DHS). Entro il 1° ottobre, il dipartimento ha ricevuto, per le operazioni urbane, 2717 veicoli blindati antimine armati prodotti dalla Navistar Defense. Il 30 settembre sono terminati i corsi per i soldati della Guardia Nazionale degli Stati Uniti nel reprimere le rivolte e affrontare le emergenze. Dal 25 settembre, gli USA hanno iniziato i test quotidiani del sistema di allarme d’emergenza. Il 29 settembre hanno testato simultaneamente i satelliti di comunicazione e i GPS.
“Mai prima dora, questi eventi sono coincisi“, dice l’analista politico Nikolaj Malishevskij.
“Tutti questi preparativi indicano che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare alcuni gravi problemi interni. In queste situazioni c’è sempre la forte tentazione (…) di distogliere l’attenzione dagli Stati Uniti e del mondo su un altro ‘soggetto’“, riassume il politologo. “Il piano degli Stati Uniti potrebbe basarsi, per esempio, su un possibile attacco contro la Siria che coinvolgerebbe l’Iran in questa guerra, che provocherebbe attacchi contro Israele e la guerra inevitabilmente darebbe un altro carattere ai problemi finanziari degli Stati Uniti“
dice l’esperto.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
Fonte in lingua spagnola: actualidad.rt.com
Fonte in lingua italiana: statopotenza.eu
http://campagnadisobbedienzaciviledimassa.blogspot.it/2013/10/la-casa-bianca-teme-o-attende-una.html 


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Un milione di camionisti a Washington


Una protesta congiunta senza precedenti per dimensioni avrà luogo fra pochi giorni negli USA: più di un milione di camionisti con i loro automezzi per tre giorni rallenteranno volutamente il traffico sulle arterie stradali di Washington per protestare contro lo shutdown del governo, chiedendo l’arresto dei membri del congresso e il ripristino della costituzione originaria degli Stati Uniti. Ad essi si uniranno più di un milione di veterani dell’esercito, che condividono il sentimento patriottico della protesta e si uniscono ai camionisti nel pretendere il ripristino della legalità. 
Il comitato dei camionisti ha anticipato che essi non si fermeranno nel caso il governo decida per la linea dura. 
La situazione, della quale giungono finora pochi echi qui da noi, è gravida di interrogativi sugli esiti di una tale manifestazione, ma quel che è certo che in ogni caso sarà un evento tale da scatenare delle dinamiche le cui conseguenze saranno avvertite non solo in America, ma nello scenario globale.
 
Jervé
 
 

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