martedì 20 ottobre 2015

Dopo l’ISIS, vaccini e pertosse una priorità nazionale

 
I servi o “camerieri dei banchieri[1] hanno deciso. La manovalanza delle lobbies farmaceutiche hanno preso la decisione per tutti noi. A Roma gli assessori alla Sanità delle Regioni italiane hanno deciso all'unanimità di inserire nel nuovo "Piano nazionale di prevenzione vaccinale", la previsione di non ammettere nelle scuole i bambini che non siano in regola con il libretto delle vaccinazioni.
 
Della serie: “Per andare a scuola bisogna essere vaccinati”.

Gongolano le case farmaceutiche perché il piano vaccinale costerà a noi contribuenti la bellezza di 200 milioni di euro, senza parlare del costo incalcolabile che pagheremo in termini di salute…

Tale misura da Stato totalitario è sollecitata, tra l'altro, da una “firmatissima” petizione lanciata sul sito change.org dalla madre di una bimba di Cesena che ha contratto la pertosse.

Tale “firmatissima” petizione - come l’ha etichettata La Repubblica - riguarda circa 20 mila persone, quindi non proprio una petizione a furor di popolo, anche se grazie al terrorismo di Stato e alla vergognosa campagna mediatica di giornali e televisione, molte persone impaurite finiranno per cedere alle pressioni…

Ovviamente non poteva esimersi la neomamma nonché ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, dal concordare in pieno con l’iniziativa. Un ministro della salute che non è stato eletto da nessuno, che non ha una laurea ma solo la maturità classica, che si fa immortalare mentre va a vaccinare le sue due povere gemelle. Per chi lavora, per il popolo o per le case farmaceutiche? Da chi prende realmente gli ordini? 

Quindi oggi, dopo i terroristi dello Stato Islamico, sembra che la pertosse e le vaccinazioni pediatriche siano diventate una priorità nazionale. Un problema sanitario così grave da far impallidire il virus dell’Ebola.
 
Questo non è dovuto alla ridicola petizione in atto, ma alla morte di un neonato. Quando muore un neonato, a prescindere dalla causa, è sempre una tragedia per tutta la collettività!

Al Sant’Orsola di Bologna una bimba di 28 giorni purtroppo non ce l’ha fatta. “Era troppo piccola per essere vaccinata” ha subito spiegato il primario di neonatologia “ma se cresce la quota di persone non vaccinate cala l’immunità di gregge”.

L'immunità di branco è soltanto un’idea e non un fatto scientifico. Se è vero come dicono che il vaccino funziona, verrebbero protetti coloro che sono stati vaccinati anche se dovessero trovarsi in mezzo ad ammalati. Se così non fosse, a cosa serve il vaccino?
 
L'immunità di gregge è una fantasia mirata a convincere i medici per poi convincere le persone.
 
Se di gregge dobbiamo parlare allora intendiamo coloro che pendono dalle labbra degli esperti, che prendono per oro colato, per Verità assolute quello che viene detto a livello ufficiale.
 
Se i bimbi vaccinati sono coperti dalle malattie infettive grazie ai vaccini, perché dovrebbero preoccuparsi di quelli non vaccinati? Cosa c’entra l’immunità di gregge? Forse i vaccini NON coprono effettivamente dalle malattie? E allora basta dirlo.
 
Al Sant’Orsola e come in tutti gli altri casi similari, nessuno spiega nel dettaglio quali erano le reali condizioni pregresse della povera bimba. Se aveva complicanze cardiache e/o respiratorie o altre patologie ereditate dai genitori. Non dicono qual era per esempio la condizione psicofisica della mamma; se la bimba era allattata al seno o nutrita con latti chimici e artificiali che intasano di muco i bronchi e gli alveoli polmonari…
 
Niente di niente. “La bambina è morta di pertosse e la colpa è dei non vaccinati!
 
I delinquenti sono quei genitori che decidono in scienza e coscienza di non vaccinare i propri figli, mettendo così a repentaglio la salute di tutti, vaccinati e non.
 
La logica conseguenza è arrestarli tutti, sospendere loro la patria potestà e inoculare - con tanto di arma dei carabinieri - dei veleni nel corpo dei figli. Semplice, vero?
 
Questo risolverà tutto. Saranno così debellati tutti i problemi della società: la pertosse, il morbillo, la difterite, la poliomielite, il vaiolo, il tetano, la meningite, l’epatite A e B, l’influenza e per finire anche la libertà individuale di scelta.
 
E’ questa la cosa più pericolosa per il Sistema e non un batterio o un virus: è la libertà individuale di poter scegliere con la propria coscienza quello che va bene o meno per se stessi e per la propria famiglia.
 
L’Articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana sancisce che 
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Ma sappiamo che la società odierna non rispetta gli esseri umani perché li vuole utenti-consumatori-non-pensanti, possibilmente non sanissimi ma con qualche magagna e acciacco.
 
Noi da bravi automi privi di cervello, sudditi doc dell’Impero, senza porci domande, senza pensare fino in fondo, senza chiederci se va bene oppure no, se ci sono effetti collaterali, ci mettiamo in fila alle ASL con in braccio il bimbo. Tutti felici e soddisfatti di essere accettati dal Sistema e di non andare contro di esso.
 
Poco importa se poi il bimbo non sarà realmente immunizzato dalle malattie o peggio ancora, potrà subire un danno. 
Non è mica colpa nostra! Noi siamo onesti cittadini e bravi genitori e ascoltiamo quello che ci dice e ordina il papà (la legge).
Evviva la coerenza e soprattutto evviva la libertà!
 
Tornando alla pertosse, i grandi esperti in camice bianco ci stanno dicendo che se cala l’immunità generale per colpa dei genitori obiettori, aumenteranno i contagi.
 
Un recente studio pubblicato sulla rivista ufficiale Pediatrics conclude dicendo che  
“la protezione data dal vaccino DTP diminuisce nel giro di 2-4 anni. E’ possibile che la mancanza di una protezione a lungo termine dopo la vaccinazione contribuisca ad aumentare i casi di pertosse tra gli adolescenti.”[2]
Il giornale Clinical Infectious Disease riporta che 
la pertosse è attualmente la malattia prevenibile da vaccino meno sotto controllo nonostante una eccellente copertura vaccinale e nonostante le 6 dosi di vaccino raccomandate tra i 2 mesi di età e l’adolescenza”.
La bassa copertura vaccinale quindi NON è il problema. Ma allora qual è il problema?

Il problema è che il vaccino NON previene la trasmissione della malattia!
 
L’ente governativo FDA in un comunicato stampa ha dichiarato che 
sebbene gli individui immunizzati con un vaccino antipertossico acellulare possano essere protetti dalla malattia, essi possono comunque infettarsi con il batterio senza necessariamente ammalarsi e sono in grado di diffondere l’infezione ad altri individui, inclusi i neonati” [3]
Avete capito? Gli individui vaccinati possono continuare ad infettare e diffondere l’infezione senza magari ammalarsi.
 
Lo studio conclude che “quando sei stato da poco vaccinato, sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te ma non per il resto della popolazione. [4]
 
Ecco la triste realtà: i veri untori nella nostra società, cioè coloro che stanno trasmettendo l’infezione della pertosse sono proprio i bambini vaccinati contro la pertosse!
 
Esattamente l’opposto di quello che stanno dicendo i falsi profeti in camice bianco, vuoi per ignoranza, vuoi per malafede, vuoi per interessi economici e/o cattedratici, ecc.

Quindi la logica conclusione dello studio sopra citato è che i genitori che vaccinano un bambino che ha un fratellino magari neonato stanno mettendo a serio rischio proprio il neonato.

Effetti collaterali del vaccino
La vaccinazione antipertosse viene somministrata insieme a quella antidifterica e antitetanica nel tristemente noto vaccino trivalente DTP (Difterite, Tetano, Pertosse).

Attualmente il DTP è uno dei vaccini più discussi.

Gli effetti collaterali più comuni del vaccino contro la pertosse riconosciuti dall’Associazione Medicina Americana (AMA) sono: febbre, scoppi di pianto, stato di shock e reazioni cutanee locali come gonfiori, arrossamento e dolore. Gli effetti collaterali meno frequenti, ma assai più gravi, comprendono convulsioni e danni cerebrali permanenti che si traducono in ritardi mentali. 

Meno frequenti, ma venendo iniettato a milioni di bambini il numero dei danneggiati sale vertiginosamente. E quando colpisce TUO figlio poco importa se è un effetto raro o rarissimo: la tua vita cambia terribilmente.

Il vaccino è stato anche messo in relazione con la SIDS, la Sindrome da morte improvvisa nel’infanzia.[5]

Mortalità per pertosse
 
Il grafico rappresenta la mortalità della pertosse e del morbillo dal 1850 al 1970. 

Non serve una laurea in medicina o in statistica per evincere dalle linee che il tasso di mortalità della pertosse ha iniziato a decrescere spontaneamente dal 1870 circa andando quasi a zero SENZA l’intervento di nessun farmaco o vaccino, ma solo con le migliorate norme igienico-sanitarie 

Un ultimo picco di mortalità si è avuta in concomitanza della Seconda Guerra mondiale, per poi tendere di nuovo a zero. Il vaccino, anche se era disponibile dagli anni ’40, è stato introdotto molto tempo dopo e quando la mortalità era quasi azzerata dal miglioramento generale dello stile di vita: alimentazione, pulizia e igiene.
 
Quindi NON E' STATO IL VACCINO A RIDURRE LA MORTALITA' DELLA PERTOSSE, come i grandi esperti ci vogliono far credere, ma il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie della popolazione.
 
Cure naturali per la pertosse
Secondo il più grande pediatra della storia americana Robert S. Mendelsohn per la pertosse non esiste alcun trattamento specifico medico o casalingo, non esiste una cura riconosciuta. La medicina, come in tantissimi altri ambiti ad essa sconosciuti, prescrive il sempreverde antibiotico, il quale ovviamente non servirà a nulla perché il bambino si farà lo stesso tutto il decorso della malattia esattamente come un bambino a cui non viene dato nulla.
 
Non a caso vi sono moltissime testimonianze di genitori di neonati NON vaccinati che hanno superato indenni la pertosse senza nessun farmaco.
 
Normalmente il picco massimo della pertosse ha un durata di circa 30/40 giorni e poi va scemando da sola come tutte le malattie infettive.
 
Secondo il dottor Mendelsohn l’unica cosa è aiutare il bambino a riposare, consolarlo e dargli tutto l’appoggio amorevole possibile.[6] Il bambino deve sentirsi amato e soprattutto protetto.
 
Un consiglio per la pertosse secondo la medicina tradizionale è salire in quota almeno fino a 1400 metri di altezza per scendere molto rapidamente senza quasi fermarsi (ovviamente dipende dall’età del piccolo). I piloti militari di Treviso per esempio portavano in quota rapidamente i bimbi per poi andare giù in picchiata e la pertosse passava.
 
Non si sta dicendo che un genitore deve farsi il brevetto da pilota per poi affittare un piper privato nella speranza di guarire il figlio, quello che conta è il messaggio che sta a monte. La montagna sembra aiutare.

Per qualche mente limitata o prevenuta (e in questo ambito sono assai numerose) potrà sembrare fantascienza, ma non lo è: sono conoscenze tradizionali che avevano i nostri vecchi e che oggi invece stiamo perdendo a causa di una scienza meccanicista e riduzionista. 

Oggi infatti la medicina è così freddamente ottusa che non va oltre i libri e i protocolli redatti dalle case farmaceutiche. Il protocollo è santificato e non si mette in discussione, poco importa se è stato codificato da qualche luminare nella busta paga delle lobbies… Questo è un altro problema.
Antonella N. è un’erborista e ha vissuto sulla propria pelle la pertosse.
Ho avuto la pertosse a 4 anni e mia mamma era anche incinta. Mi hanno fatta salire in funivia con il mio babbo e miracolosamente una volta scesa la pertosse mi era passata. Già allora qualche vecchietta aveva suggerito questo ai miei genitori”.
Il virus della Paura
Il bravo suddito non deve farsi e non deve fare domande,ma solo eseguire gli ordini e i dettami che arrivano dall’alto. Il bravo suddito non deve essere libero di scegliere e decidere perché la sua funzione è quella dello schiavo che consuma e vota a comando.
 
Oggi il controllo mentale avviene attraverso il virus della PAURA.
 
Un virus che ci iniettano quotidianamente - come una specie di richiamo omeopatizzato - tramite i mezzi di comunicazione di massa: giornali, radio e tv.

Paura dei batteri, paura dei virus, paura che nostro figlio venga contagiato, paura dell’invasione di barbari, paura delle malattie, paura dell’ISIS, paura…. paura…. e ancora paura.
 
La paura blocca e paralizza le coscienze. Non a caso.
 
Esiste solo un unico e sano rimedio al virus della paura: si chiama conoscenza.
 
La paura dal punto di vista esoterico è mancanza di conoscenza. L’uomo ha paura e teme quello che non conosce.
 
Partendo da questo presupposto se iniziamo a conoscere meglio, se riprendiamo possesso del nostro cervello iniziando a pensare di più e fino in fondo, se ci poniamo delle domande cercando poi le risposte, allora la paura svanirà come la nebbia sotto il sole!
 
Infine per meglio immunizzarsi dal terrorismo e dall’ignoranza galoppanti è obbligatorio stare lontani dal gregge dagli untori legalizzati, cioè dai veri infettanti pubblici: televisione e giornali!

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