venerdì 27 novembre 2015

Gli Jihadisti: lo strumento geostrategico del Pentagono per la nuova cartografia del Medio Oriente


Sembrerebbe, secondo i documenti recentemente declassificati, che il Pentagono sia impegnato per la balcanizzazione dell’Iraq e della Siria.   La carta radicale islamica sunnita rappresenta da 35 anni un strumento ‘geostrategico’ degli Stati Uniti, utilizzato a suo tempo mediante  i Mujahideen afgani (combattenti per la libertà di Reagan ed il suo Hollywoodiano  Rambo): questi furono i nonni e progenitori, con al Qaeda, di Osama Bin Laden, rispetto ai jihadisti postmoderni dell’ ISIS o Stato Islamico.
 
Zbigniew Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza nazionale di ex James Carter, ha confessato a Le Nouvel Observateur che, grazie ai Mujahideen, supportato dalla CIA, gli USA hanno ottenuto l’implosione dell’Impero Sovietico.  Vedi: Voltairenet.org

Gli Stati Uniti cercano adesso di impantanare la Russia alla ricerca  del vespaio mediorientale e della sua successiva balcanizzazione, come è accaduto con l’Unione Sovietica? Zbigniew Brzezinski può essere felice con l’abbattimento di aerei russi da parte della Turchia, membro della NATO, nel suo diabolico piano, quello dei Balcani eurasiatici.

 Siria ed Iraq mappa

Un documento della DIA – lo spionaggio militare straniero del Pentagono e della Comunità’ di spionaggio , Federazione di 17 agenzie separate-, del 12 agosto 2012, afferma che  è auspicabile  “Uno stato islamico in Siria orientale   per attuare le politiche dell’Occidente nella regione”. Vedi: LevantReport


Il documento, declassificato di Judicial Watch, riporta che per l’Occidente, i Paesi del Golfo e la Turchia (sic), quelli che sostengono l’opposizione siriana… esiste  la possibilità di istituire un califfato salafita nella parte orientale della Siria (in Hasaka e Der Zor) e questo è esattamente quello che desiderano  le potenze che sostengono l’opposizione , al fine di isolare il regime siriano’.

Il documento, diffuso in Centcom, CIA, FBI, Dipartimento di Stato e DHS NGA ecc., predice l’ascesa dello Stato Islamico in Iraq e in Levante, «ma invece di delineare chiaramente tale  gruppo come nemico, il report contempla il gruppo terrorista come un asset strategico (supersic!) degli Stati Uniti».

Le Prove forensi’ vanno dall’ammissione di Robert Ford, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Siria, al “sostegno materiale per i terroristi del /Isis/Isil nel teatro di battaglia siriano risalente al 2012′ e rivela nella la relazione del settembre 2014 del britannico Conflitto Armament Research, che tratta di risalire alle origini dei missili anticarro della Croazia (sic), che sono caduti nelle mani dei jihadisti”. Vedi: Esscribd

I sette punti nodali del documento:  
1) Al Qaeda gestisce l’opposizione in Siria;  
2) L’Occidente si identifica con l’opposizione;  
3) l’istituzione del nascente ISIS jihadista è diventato una realtà con il sollevamento della rivolta siriana (non c’è alcuna menzione del ritiro dell’esercito degli Stati Uniti in Iraq che è servito per l’ascesa dello Stato Islamico);  
4) l’istituzione di un califfato nella  Siria orientale  salafita è ‘esattamente  quello che vogliono  le potenze esterne  che sostengono l’opposizione  come quelle dei paesi del Golfo e della Turchia (L’Occidente) al fine di indebolire il governo di Assad.  
5) Le aree di protezione da realizzare in zone conquistate dai ribelli jihadisti, sistema  suggerito (sulla base del modello libico )che si traduce in no-fly zone, come il primo atto del diritto umanitario di guerra (supersic!);
6) L’ Iraq viene identificato con il ‘espansione degli  Sciiti ;  
7) un  ISIS sunnita  può essere devastante per il ‘unificazione dell’Iraq’, che può portare alla rinnovata  facilitazione dell’arrivo di elementi terroristici da in tutto il mondo arabo che entrerebbero nel  teatro di battaglia iracheno.

La situazione generale esibisce  tre punti fondamentali :
1) all’interno, gli eventi prendono una direzione chiara settaria; 
2) salafiti, i fratelli musulmani e il franchise di Al-Qaida in Iraq sono le principali forze che guidano l’insurrezione in Siria ; 
3) ad ovest, i paesi del Golfo e la Turchia sostengono l’opposizione; questo mentre la Russia, la Cina e l’Iran sostengono il regime (Nota: dell’ alawita Bassar Al Assad).

Colui che era incaricato quel giorno a   tempo della pubblicazione del documento nel 2012, il  tenente generale  Michael Flynn, ora in pensione, ha confermato ad Al Jazeera (dal Qatar) la validità del documento e ‘precisa’ e dice che la sponsorizzazione della Casa Bianca  per gli jihadisti radicali che emergono come Isis-Isil e Al- Nusra contro il regime siriano  fu presa come «decisione deliberata». Vedi: Levantrepert


Quale sarà il motivo di questa ‘franchezza’ del vertice precedente della DIA? È una condivisione dei ruoli e/o una violazione delle politiche tra un settore del Pentagono e la Casa Bianca? A mio avviso, l’intervento della Russia in Siria – 63 giorni dopo la esauriente confessione  del tenente generale Michael Flynn – costituiva un “game changer” (punto de svolta). Al momento  la Russia ha già  basato le sue azioni sulla sua percezione del doppio gioco degli Stati Uniti. Lasciando da parte di come Israele partecipa alla guerra assistendo i  feriti di Al Qaeda nella guerra civile in Siria.

Due giorni dopo la riunione di 25 minuti tra i presidenti Obama e Putin, a margine del vertice del G-20 a Antalya (Turchia), il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha sostenuto che ‘gli Stati Uniti e la loro coalizione (Nota: da 62 paesi, tra cui la ‘neoliberalitamita di Messico’) sembrano eludere al lotta  all’ISIS‘,  ‘mentre si indebolisce al presidente siriano Bashar Al-Assad, mai l’ISIS potrà prendere il potere in Siria,‘ secondo Lavrov‘ gli USA  e la loro coalizione vogliono che l’ ISIS possa indebolire Assad prima possibile per costringerlo a dimettersi in un modo o in altro, ma non vogliono che sia  abbastanza forte per prendere il potere’. ‘Game of Thrones’!

Il nuovo direttore della DIA,il  tenente generale Vincent Stewart, ha commentato che ‘Iraq e la Siria non sopravvivranno come paesi’ quando in Iraq  i curdi ‘lottano con l’idea di prendere  il governo centrale’, cosa che è altamente improbabile.

Sulla Siria, il direttore della DIA  ha affermato: ‘Posso vedere un tempo  futuro dove la Siria sarà divisa in due o tre parti’ e, ha aggiunto che non è l’obiettivo (sic) degli Stati Uniti, ma sembra sempre più probabile.
Né più né meno questo corrisponde  alla mia vecchia tesi: la  balcanizazione di Iraq e Siria. Nel mio libro: !Irak, Bush sotto la lente d’ingrandimento”,  avevo abbordato  il ‘piano Kissinger’ per la balcanizzare dell’Iraq. Si aspetta la stessa sorte in Siria?

In parallelo, il direttore della CIA, John Brennan — il  cui Vice è l’Onnipotente israelo-americano Cohen, che proviene dalla ‘intelligence finanziaria’ della Segretaria al Tesoro, sostiene che ‘ gli iracheni ed i siriani si identificano  con le sette religiose o con le tribù, più che per loro nazionalità: Penso che il Medio Oriente avrà un cambiamento nel prossimo decennio o due decenni ‘

Nel 2006, l’allora senatore, ora Vice Presidente Joe Biden, ha favorito la balcanizzazione dell’Iraq in tre zone etniche autonome: gli sciiti iracheni al sud, i sunniti nel centro e curdi nel nord (con la città di Kirkuk, strategica per il petrolio). Per chiudere il thread del Pentagono, si erge a posteriori la nuova cartografia del Medio Oriente, secondo Robin Wright del centro Wilson – che ha indotto la privatizzazione della Pemex-, ‘ come cinque paesi possono diventare 14 entità, tra cui Siria. Vedi: Nytimes


Alfredo Jalife Rahme
Fonte: Alfredo Jalife.com

Traduzione:  Luciano Lago
http://www.controinformazione.info/gli-jihadisti-lo-strumento-geostrategico-del-pentagono-per-la-nuova-cartografia-del-medio-oriente/

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