Dopo lo scandalo sull'otto per mille, la Corte dei Conti
scopre come il cinque per mille, destinato al volontariato, finisca
spesso e volentieri nelle casse delle fondazioni politiche.
Nei giorni scorsi aveva scatenato clamore e polemiche la notizia
secondo cui l'8×1000 devoluto allo Stato per scopi umanitari venisse
utilizzatio per scopi di tutt'altro genere, come il finanziamento delle
missioni militari all'estero o il salvataggio del debito di Alitalia.
Ora, un nuovo scandalo investe il mondo della solidarietà legato ai contributi dei cittadini.
Una relazione della Corte dei Conti ha infatti evidenziato come
nella distribuzione dei soldi del 5 per mille, la labirintica burocrazia
si incastri, così che le risorse destinate al volontariato finiscano
anche nelle fondazioni politiche. Ovvero, ai partiti, gli stessi che, dopo l'abolizione del finanziamento pubblico, potranno anche godere del 3 per mille.
A rendere nota l'enneima vergonga è stato il Corriere della Sera,
che sottolinea come la Corte dei Conti abbia rilevato erogazioni per
fondazioni come la Magna Carta, presieduta da Gaetano
Quagliarello, l'attuale ministro delle Riforme. La sua fondazione è
stata ammessa al beneficio nel 2009, assieme a quella di Massimo
D'Alema, la Italianieuropei, a cui partecipano
personalità che certo non necessitano dei soldi dei contribuenti,
come Gianni Cuperlo, Anna Finocchiaro, Ignazio Marino, Nicola
Zingaretti, Franco Marini o Luciano Violante. O quella del Milan, un'ovvia emanazione del club che fa capo a Silvio Berlusconi.
Come sia possibile? Semplice. Le regole riguardanti il meccanismo del 5
per mille sono piuttosto confuse e intricate: in sette anni sono state
varate 21 diverse leggi al riguardo, affiancate ad una serie di
controlli che, seppur previsti, sono pressoché inesistenti. Tanto più
che, si legge nella relazione della Corte dei Conti, il Ministero del
Lavoro -che ha il compito di segnalare i poteziali destinatari dei
finanziamenti da sospendere- avrebbe compiuto il proprio dovere una sola volta.
Di fatto, questa confusione e queste lacune, penalizzano le onlus
che, a differenza delle potenti fondazioni politiche, di soldi ne
avrebbero veramente necessità. Le stesse che, anche quando riescono ad
ottenere i contributi, devono attendere almeno due anni, prima di
poterli usare. Ennesima vergogna italiana, che, come sempre, penalizza
il più debole, a favore del più forte. Ancora una volta, calpestando la
volontà del cittadino.
fonte: http://www.articolotre.com/2014/02/caos-anche-per-il-5x1000-i-soldi-per-il-volontariato-vanno-alla-casta/254393

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