Bentornati
nel nostro/vostro salotto evolutivo. Sto scrivendo in una giornata
piovosa e mi sento molto introspettivo. L’argomento che desidero
trattare è quello relativo al giudizio: un’abitudine
ricorrente nel mondo ordinario, ma anche in quello più consapevole. I
grandi illuminati della storia ci hanno messo da sempre in guardia sulle
problematiche che comporta il vedere e giudicare sempre chi ci circonda
o che comunque fa parte del nostro vivere quotidiano. Per citarne uno a
noi molto vicino, Gesù Cristo in molte sue esternazioni ci metteva in guardia dal nostro continuo proiettare fuori di noi i nostri malesseri. Ricordate? “Voi vedete la pagliuzza nell’occhio del fratello e non la trave nel vostro occhio” e tante altre frasi relative all’argomento del giudizio.
Molte
volte, se non abbiamo nessuno con cui prendercela in un determinato
momento di disagio interiore, ce la prendiamo con il governo (che in una
speciale classifica sulle proiezioni sarebbe sicuramente al primo
posto) con il tempo (un po’ staccato ma comunque in una dignitosa
seconda posizione) e a seguire in ordine sparso il proprio partner , il
datore di lavoro, la squadra di calcio, la mamma (o il babbo) e
quant’altro. Se vi fa piacere per giocare, anche se noi diciamo quello
che pensiamo anche quando scherziamo, mi potete inviare tramite e-mail la vostra personale classifica sulle Proiezioni, prometto che le leggerò tutte e nel prossimo articolo pubblicherò la classifica ideale dei lettori.
Dunque
direte voi…come fare? Effettivamente questo nostro meccanismo mentale,
questo file del nostro potentissimo e quasi illimitato computer che è il
nostro cervello (o se preferite la nostra Mente) parte in modo automatico e senza controllo. E se pensiamo di poterlo modificare con la mente razionale
diverrà un’impresa ardua e molto lunga. La strada che sto percorrendo è
ugualmente ardua ma permette di accorciare di molto il tempo (che tra
l’altro rimane una nostra invenzione che nella Realtà Infinita non esiste, ma di questo parleremo in un altro incontro nel salotto evolutivo).
Dicevo del mio percorso…seguo
in modo assiduo e continuo i consigli e le lezioni del Libro dei Libri:
“Un Corso in Miracoli” (Autori vari, ed. Armenia). La lezione 198 cita
testualmente “Solo il mio condannare mi ferisce” e all’interno della lezione ci suggerisce la frase da usare in modo continuo per riuscire a cambiare questo paradigma: “Solo il mio perdono mi rende libero”. Ecco la chiave che apre tutte le porte oscure della proiezione e del giudizio. Ecco la chiave
che ci permette di accorciare il tempo di tantissimi anni. Ecco la
chiave che ci permette di allineare la nostra mente con la nostra parte
spirituale e ci permette di percorrere con amore e leggerezza il nostro
percorso evolutivo in quanto essere Divini.
Anche il perdono, come cita il testo, è un’illusione all’interno del nostro sogno di separazione dalla Fonte Creatrice,
ma a differenza delle altre illusioni non ne genera altre. Diventa la
chiave per disfare la colpa e liberarci dalle punizioni, inflitte o
autoinflitte. L’etimologia della parola stessa ci dice di quanto sia
importante l’azione del perdono: Per-Dono. E’ un dono che
facciamo agli altri e quindi a noi stessi (visto che siamo tutti
collegati e facenti parte della stessa energia).
Immagino
già il sollevarsi di moltissime argomentazioni e resistenze interiori
relative a questo argomento. Molti si chiederanno se sia mai possibile
raggiungere un tale livello di consapevolezza. Io sono sicuro di si,
anche se, come voi, sono nel mio percorso evolutivo che però vivo con leggerezza e soprattutto senza giudicarmi.
E’ importantissimo autosservarsi nel quotidiano, cogliendo gli aspetti e i momenti in cui proiettiamo o giudichiamo per usarli come opportunità per cambiare, come opportunità per comprendere una nuova lezione ma senza per questo giudicarsi….NON giudicatevi quando vi cogliete in fallo o quando vi parte un pensiero di giudizio su qualcuno o su qualcosa.
NON
GIUDICATEVI altrimenti farete come il famoso criceto che gira nella
ruota…rimarrete sempre fermi nello stesso punto. Usate il più possibile
il perdono, in qualunque circostanza in cui vi sentite a
disagio o non capite perchè state giudicando o proiettando questo
disagio fuori di voi. Il perdono libera sempre.
A tal proposito in qualità di rebirther professionista vi lascio un’affermazione da usare il più spesso possibile: “Io sono libero sempre e anche tutti gli altri lo sono”.
Dicendovelo di continuo, usandolo quasi come un pensiero “ossessivo”,
comincerete a crederci e ad accettarlo sempre di più nella vostra mente,
e quindi nella vostra vita. E più farete ciò e più le vostre relazioni
avranno una nuova armonia, un nuovo colore; fidatevi, poi mi direte.
Per
oggi è tutto, vi aspetto nel prossimo incontro nel nostro salotto
evolutivo, oppure nel web, fatemi sentire le vostre opinioni,
raccontatemi i vostri progressi, io sono una parte di voi e voi lo siete
di me….serena a buona vita a tutti!.
Informazioni sull'Autore
Alessandro Agliana
fonte: http://quanticmagazine.com/archives/07/02/2014/il-salotto-evolutivo-come-il-nostro-giudizio-ci-condanna/
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