
Collage: "La Voce della Russia"
Sempre sono esistiti libri che autorità, chiesa, misteriosi lottatori contro la diffusione del sapere, cercavano di distruggere, spesso insieme con i loro autori. Le storie drammatiche dei manoscritti, il sapere perduto, le morte strane. Cosa nascondono i libri maledetti?
Forse i più misteriosi sono i libri di Thot. Si
racconta che il dio egiziano della sapienza, saggezza e magia possedesse
un grande sapere che dava il potere sul mondo. Creò la scrittura e fu
il cronista degli dei. E' rappresentato come uomo con la testa di ibis,
un uccello che vola sulle rive del Nilo, e il suo culto delle Ermopoli,
legato ai regni sotterranei, è avvolto dal mistero.
Per
la prima volta i libri di Thot furono menzionati nel papiro di Turino,
dove fu descritta una congiura contro il faraone in cui è stata usata la
magia. Tutti i partecipanti furono giustiziati e i libri maledetti il
cui studio fece usare azioni “illecite” furono bruciati.
Più
tardi i libri mitici, si dice fossero 42, apparvero di nuovo a
disposizione di Khaemwaset, figlio del faraone Ramses II. Si credeva che
questi testi permettessero di guardare il sole senza socchiudere gli
occhi, inoltre concedevano il potere sui mari, sulle terre e le stelle,
rivelava i segreti della lingua degli animali, permetteva di resuscitare
i morti e influenzare a distanza. Khaemwaset decise che i libri erano
troppo pericolosi e li bruciò!
Circa nel 300 a. C. Thot
entrò nuovamente in scena: lo identificarono con Ermete Trismegisto,
fondatore dell'alchimia. In quei tempi ogni mago di Alessandria d'Egitto
affermava di possedere i libri di Thot. Tale fanfaronata finiva sempre
tragicamente: tutti quelle persone morivano a causa di infortuni.
I
libri di Thot si diffusero nei testi ermetici, dando riferimenti,
riassumendo alcune informazioni. Nel medioevo ed ai tempi della
inquisizione chiunque diffondesse i manoscritti misteriosi veniva
bruciato senza pietà, ma il sapere saltava fuori lo stesso, nonostante
nessuno avesse mai visto i libri di Thot stampati o ricopiati in qualche
modo conosciuto.
Nel XV secolo nacque la legenda di una
società segreta che diffondeva il breve riassunto dei libri di Thot in
forma di carte, chiamate tarocchi, ciò fu descritto nelle opere dello
scienziato francese Antoine Court de Gébelin. Affermò di aver trovato
l'informazione in un antico libro egizio, rimasto intatto dopo
l'incendio della biblioteca di Alessandria d'Egitto.
Inoltre nella
“Storia di magia” (1876) di Paul Cristian (il suo vero nome è
Jean-Baptiste Pitois), bibliotecario del ministero dell'istruzione
pubblica durante il regno di Napoleone III e il grande classico
dell’esoterismo francese, raccontò che i segreti della scienza egizia e
il contenuto principale dei libri di Thot si trovassero nei tarocchi.
Il
XIX e XX secolo sono pieni delle storie di maghi e alchemici,
possessori dei papiri di Thot, tuttavia nessuno di loro li ha mai
mostrati al mondo. Troppo grande era la paura di morire, perché tutti
coloro che ricevevano il sapere segreto, morivano di morte violenta. Ora
la nuova biblioteca di Alessandria d'Egitto custodisce alcune pagine
della prima copia del papiro dei libri di Thot.
Davvero è lo stesso
testo? A questa domanda non c'è risposta, come per molte altre, legate
agli antichi papiri. Tuttavia non ha molta importanza se il manoscritto
sia veramente esistito, le leggende ad esso dedicate continuano a cibare
la nostra fantasia.
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