venerdì 20 settembre 2013

"Sfida Artica", l'Occidente si esercita davanti ai ghiacci russi

Земля Франца Иосифа арктика

Foto: RIA Novosti

Nella regione artica, vicino ai confini della Russia, dal 16 al 27 settembre si terranno delle esercitazioni congiunte tra le forze aeree di Norvegia, Svezia, Finlandia, Stati Uniti e Regno Unito, con il nome in codice di “Sfida Artica- 2013”.

Queste esercitazioni dovrebbero dimostrare la capacità di aumentare rapidamente la presenza dell’aviazione militare statunitense e dei suoi alleati nella regione artica. Le esercitazioni mostreranno anche che la cosiddetta Cooperazione per la Difesa Nordica (NORDEFCO) è in realtà un’organizzazione militare regionale sotto l'egida degli Stati Uniti, e una conveniente forma di coinvolgimento in un'alleanza militare con gli Stati Uniti delle neutrali Svezia e Finlandia.
 
Vecchie idee
Le Esercitazioni della “Sfida Artica” sono state le maggiori d'Europa, quest'anno. Dieci F/A-18C finlandesi, dieci 10 F - 16C norvegesi, ventidue JAS- 39 svedesi, trenta F- 15 degli Stati Uniti, sei caccia Typhoon britannici, due aerocisterne americane K- 135, un aereo AWACS (aerei con sistema di allarme e controllo aviotrasportato) E- 3C, combinato con le forze aeree NATO: un tale gruppo aviatorio nel nord Europa non si raccoglieva da tempo.

Il tema del rapido aumento dei gruppi aviatori alle frontiere dell'Unione Sovietica era uno dei principali durante la guerra fredda. Le più grandi manovre di questo tipo sono state le esercitazioni regolari “Reforger”, nell’ambito delle quali l’aviazione americana ha condotto le sue esercitazioni denominate “Crested Cap”, praticando il trasferimento dei velivoli tattici dagli Stati Uniti al continente europeo. Tuttavia, adesso si è lontani dalla portata della guerra fredda: le esercitazioni di quel tempo compresero un territorio che andava dall'Italia alla Norvegia, coinvolgendo decine di basi, e centinaia di aerei militari e ausiliari.

Tuttavia, la semplice ripresa di tali esercitazioni dimostra che le idee su un confronto militare non sono andate da nessuna parte, e che, se necessario, potranno essere facilmente riportate in superficie.

Nuove tendenze
La differenza più inquietante Tra le esercitazioni di oggi e quelle precedenti, è una partecipazione congiunta dell’aviazione militare, della NATO e dei paesi neutrali, Svezia e Finlandia. Non essendo un membro della NATO, questi paesi sono più propensi a impegnarsi con l'Alleanza. Tuttavia, la Svezia era una partner de facto dell'Alleanza negli anni della guerra fredda, ma la trasformazione della Finlandia, da un vicino amichevole della Russia in un potenziale nemico, non può non destare preoccupazione.
La definizione di “potenziale nemico” è del tutto appropriata. Nell'Artico, per l'aviazione NATO non ci sono obiettivi diversi da quelli che ci sono sul territorio della Russia, nelle sue acque e nel suo spazio aereo. Lo stesso, per inciso, vale anche per la Russia. 

Negli ultimi anni, le due parti sempre più spesso si sono misurate i muscoli nella regione. Entrambe stanno cercando di nascondere quest’opposizione dietro a termini prudenti come “sfide regionali”, “preoccupazione”, “maggiori opportunità”. In questo caso, entrambe sono ben consapevoli di ciò che sta succedendo, e sanno che il loro avversario lo capisce esattamente allo stesso modo. Un aumento reciproco delle capacità militari nell'Artico è una conseguenza inevitabile della crescita delle contraddizioni tra la NATO e la Russia. Le contraddizioni esterne, come Siria, Iran, diritti umani, e altre, hanno un ruolo minore qui. La principale risorsa della regione artica è l'Artico stesso, ricca delle risorse della regione. La competizione per queste risorse non dipende dal tipo di ideologia condivisa da avversari, e da che opinione hanno, diciamo, in merito al programma nucleare della Corea del Nord.

La “Sfida Artica” è davvero una sfida. Settantotto aerei da combattimento, con il supporto di aerocisterne e degli AWACS, rappresentano una forza seria che può causare enormi danni a un avversario impreparato. Va inoltre tenuto presente che questa è solo una parte del gruppo che la NATO potrebbe usare nella regione, se necessario. In queste circostanze, un aumento dell'infrastruttura militare russa nella regione artica è un passo più che necessario e attuale. La preparazione per respingere un possibile attacco è in ogni caso più conveniente di una possibile sconfitta.


Ilja Kramnik 


Nessun commento:

Posta un commento