La
Casa Bianca e il dipartimento di Stato con faccia di bronzo hanno fatto
promesse ai governi dell’UE sulla capacità degli Stati Uniti di fornire
abbastanza gas da sostituire quello fornito dai russi. Le recenti
dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Obama e del segretario di
Stato John Kerry sono così palesemente false da tradire una
disperazione incredibile a Washington sulla situazione in Ucraina contro
Mosca.
O suggerisce che Washington è così al di fuori da qualsiasi
realtà fattuale, che semplicemente ignora ciò che dice. In entrambi i
casi, si dimostra un partner diplomatico inaffidabile per l’UE. Dopo il
suo recente incontro con i capi dell’UE, Obama ha fatto una
dichiarazione incredibile sul Transatlantic Trade and Investment Partnership
(TTIP) segretamente negoziato, a porte chiuse, dalle grandi
multinazionali per facilitare agli Stati Uniti l’esportazione di gas in
Europa contribuendo a ridurne la dipendenza dall’energia russa:
“Una volta attuato l’accordo commerciale, i titoli dei progetti d’esportazione del gas naturale liquefatto per l’Europa saranno molto più semplici, qualcosa di ovviamente rilevante nel contesto geopolitico attuale“,
ha dichiarato Obama. Quel po’ di opportunismo politico
per cercare di sostenere i colloqui in stallo sul TTIP, giocando sui
timori europei di perdere il gas russo dopo il colpo di Stato
orchestrato in Ucraina il 22 febbraio, ignora il fatto che il problema
d’inviare il gas di scisto dagli Stati Uniti all’UE non riguarda
l’alleggerimento delle procedure di autorizzazione del GNL negli USA e
nell’UE.
In altre recenti dichiarazioni, riferendosi al recente boom del
gas di scisto non convenzionale negli Stati Uniti, Obama e Kerry hanno
affermato che gli Stati Uniti potrebbero sostituire tutto il gas russo
per l’UE, una bugia irrealistica. Alla riunione di Bruxelles, Obama ha
detto ai capi europei che dovrebbero importare gas di scisto dagli Stati
Uniti sostituendo quello russo.
Ma qui c’è un problema enorme.
La fallimentare rivoluzione del gas di scisto
Numero uno, la “rivoluzione dello shale gas” negli Stati Uniti è fallito. Il drammatico aumento della produzione di gas naturale degli Stati Uniti con il “fracking” o l’estrazione del gas dalle formazioni di roccia di scisto è stato abbandonato dalle maggiori compagnie energetiche come Shell e BP, essendo antieconomico. Shell ha appena annunciato una forte riduzione della sua esposizione nello sviluppo del gas di scisto negli Stati Uniti. Shell vende i suoi contratti di locazione su circa 700000 ettari di terre di gas di scisto, nelle principali aree di gas di scisto di Texas, Pennsylvania, Colorado e Kansas, e dice che può sbarazzarsene di altri per fermare le perdite dovute al gas di scisto. Il CEO di Shell, Ben van Beurden, ha dichiarato:
Numero uno, la “rivoluzione dello shale gas” negli Stati Uniti è fallito. Il drammatico aumento della produzione di gas naturale degli Stati Uniti con il “fracking” o l’estrazione del gas dalle formazioni di roccia di scisto è stato abbandonato dalle maggiori compagnie energetiche come Shell e BP, essendo antieconomico. Shell ha appena annunciato una forte riduzione della sua esposizione nello sviluppo del gas di scisto negli Stati Uniti. Shell vende i suoi contratti di locazione su circa 700000 ettari di terre di gas di scisto, nelle principali aree di gas di scisto di Texas, Pennsylvania, Colorado e Kansas, e dice che può sbarazzarsene di altri per fermare le perdite dovute al gas di scisto. Il CEO di Shell, Ben van Beurden, ha dichiarato:
“La gestione finanziaria non è francamente accettabile… alcune delle nostre puntate esplorative non hanno semplicemente prodotto nulla“. Una sintesi utile dell’illusione sul gas di scisto viene da una recente analisi dei risultati di diversi anni di estrazione di gas di scisto negli Stati Uniti da parte dell’analista David Hughes, che osserva, “la produzione di gas di scisto è cresciuta in modo esplosivo arrivando a quasi il 40 per cento della produzione di gas naturale degli Stati Uniti. Tuttavia, la produzione è stagnante dal dicembre 2011; l’ottanta per cento della produzione di gas di scisto proviene da cinque campi, molti dei quali in declino. I tassi molto elevati del declino dei pozzi di gas di scisto richiedono input continui di capitale stimati in 42 miliardi dollari all’anno per perforare più di 7000 pozzi, solo per mantenere la produzione. In confronto, il valore del gas di scisto prodotto nel 2012 è stato di appena 32,5 miliardi di dollari“.
Quindi Obama è stato ingannato dai suoi consiglieri sul vero stato delle
forniture di gas di scisto negli Stati Uniti, o mente volontariamente.
Il primo è più probabile.
Il secondo problema con l’”offerta” degli Stati Uniti di gas all’UE per sostituire il gas russo, è il fatto che richiede una enorme e costosa infrastruttura costruendo nuovi terminali per il gas naturale liquefatto, in grado di gestire le enormi supercisterne di GNL per portarlo negli altrettanto enormi terminali GNL nei porti dell’UE. Il problema è che a causa di varie leggi statunitensi sull’esportazione di beni energetici e l’approvvigionamento nazionale, non esistono terminali di liquefazione di GNL operativi negli Stati Uniti.
L’unico attualmente
in costruzione è il terminale ricevente Sabine Pass GNL, a Cameron Parish in Louisiana, di proprietà della Cheniere Energy, dove John Deutch, ex-capo della CIA, siede nel CdA. Il problema con il terminale Sabine Pass GNL
è che la maggior parte del gas è stato pre-contrattato da coreani,
indiani ed altri clienti asiatici, non dall’UE. Il secondo problema è
che anche vi fosse un’enorme capacità nei porti da poter sostituire le
forniture russe di gas all’UE, ciò aumenterebbe i prezzi sul mercato
interno del gas naturale superiore, riducendo il mini-boom produttivo
alimentato dall’abbondante gas di scisto a buon mercato. Il costo finale
per i consumatori europei del GNL degli Stati Uniti sarà molto più
elevato del gas russo inviato tramite la pipeline Nord Stream o
l’Ucraina. Il problema successivo è che non ci sono le supercisterne
specializzate in GNL per rifornire il mercato comunitario. Tutto ciò
richiederà, compresi autorizzazioni ambientali e tempi di costruzione,
circa sette anni in media e nelle migliori condizioni.
L’UE oggi riceve circa il 30% del suo gas, la fonte energetica in più rapida crescita, dalla Russia. Nel 2007 la russa Gazprom ne ha fornito il 14 per cento alla Francia, il 27 per cento all’Italia, il 36 per cento alla Germania. Finlandia e Stati baltici ricevono il 100 per cento di gas importato dalla Russia. L’Unione europea non ha alcuna alternativa realistica al gas russo. La Germania, la maggiore economia, ha stupidamente deciso di eliminare gradualmente l’energia nucleare e la sua “energia alternativa” eolica e solare è un disastro economico e politico dai costi dell’elettricità per i consumatori che esplodono, anche se quelle alternative sono una parte minuscola del mercato totale. In breve, l’idea chimerica di chiudere il gas russo e aprire invece il gas degli Stati Uniti, è priva di senso economico, energetico e politico.
William Engdahl New Oriental Outlook 04/07/2014
F. William Engdahl è
consulente sul rischio strategico e docente, laureato in politica alla
Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica,
in esclusiva per la rivista online “New Oriental Outlook“.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora


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