venerdì 25 settembre 2015

Sblocca il blocco, 5 motivi per investire in Crimea

 
Da oggi fino al 27 settembre a Kerch, in Crimea, si svolgerà il primo forum degli investimenti, con un occhio di riguardo alla presenza di imprenditori stranieri.

La Crimea non ha paura delle sanzioni, nè del "blocco" dei prodotti alimentari messo in atto dall'Ucraina ed invita gli investitori stranieri a credere nello sviluppo della penisola, presentandone i vantaggi al primo "Summit della Crimea", in corso fino al 27 settembre nella città di Kerch.

In quattro giorni di incontri, organizzati ai massimi livelli (a guidare il forum è il capo della repubblica di Crimea, Sergey Aksenov), si discuteranno le opportunità di business nei settori edilizio, turistico e dello sviluppo delle infrastrutture della penisola. Tradotto in termini pratici, ecco 5 motivi per cui un imprenditore straniero dovrebbe investire in Crimea:

Vantaggi fiscali
La massima autorità della Crimea Sergey Aksyonov
La massima autorità della Crimea Sergey Aksyonov - © Sputnik. Taras Litvinenko

L'economia della Crimea sta dando chiari segnali di ripresa. Dal 1° gennaio 2015 — e fino al 2040 — è in vigore la legge che istituisce la "Zona Economica Libera sui territori della Repubblica della Crimea e della città di Sebastopoli", che include tassazioni e procedure doganali agevolate: nessuna imposta allo Stato russo per i primi 10 anni di attività e aliquote ridotte per le tasse da pagare alla Repubblica di Crimea (2% per i primi tre anni, 6% dal quarto all'ottavo anno, 13,5 % dal nono anno in poi).

Meta turistica in crescita
Ogni crisi nasconde delle opportunità, recita un adagio spesso menzionato di questi tempi. Sullo sfondo dell'attuale situazione economica e politica tra Russia ed Europa, il flusso turistico verso il Vecchio Continente si è ridotto mentre è cresciuto quello interno alla Russia e la Crimea è la meta estiva più popolare per i russi (lo era anche negli anni precedenti). La Crimea però necessita di un ammodernamento globale delle infrastrutture: di trasporto, ricettive e di svago. Un' opportunità da cogliere per gli investitori, anche per rendere il territorio appetibile in un futuro ai turisti stranieri.

Fatti, non parole
Sulla Crimea si scrive e si legge molto, spesso con verità contrastanti. Sfatiamo i luoghi comuni più diffusi: nella penisola non c'è nessuna occupazione militare e la vita avviene in maniera normale; nonostante le sanzioni finanziarie di UE e USA sulla penisola è stato sviluppato ed è attivo un sistema di pagamento elettronico interno; è invece ancora in vigore il blocco dei treni diretti in Crimea dall'Ucraina, ragione per cui occorre sviluppare le altre reti di trasporto e collegamento. I grandi gruppi italiani (Todini, Finmeccanica ad esempio) hanno già partecipato con successo ai tender per le infrastrutture a Sochi. La Crimea può essere una nuova opportunità da cogliere.

Via mare e via cielo
Sono attivi i lavori di costruzione del ponte autostradale e ferroviario che unirà Crimea e Russia sullo stretto di Kerch e verrà ultimato entro il 2019, mentre l'aeroporto di Simferopol' — prima porta d'accesso alla penisola è stato rimodernato a tempi di record negli ultimi sei mesi, con la costruzione di un secondo terminal.

Dal 2014 al 2015 il flusso dei passeggeri è cresciuto, passando da 2,8 a 4,5 milioni, che diventeranno 9 entro il 2018, quando verrà inaugurato il nuovo scalo.  Tutto questo darà un impulso all'economia crimeana e in questa prospettiva è proprio questo il momento di investire in Crimea.

Non sono le basi russe in Siria, ma il ponte che collegherà la Crimea alla terraferma ed è già in costruzione
Non sono le basi russe in Siria, ma il ponte che collegherà la Crimea alla terraferma ed è già in costruzione - © Foto: Screenshot Yandex-Map

Voglia di Italia
Storicamente i legami commerciali tra le due penisole sono sempre stati forti, fin da quando, nel XIII secolo i genovesi costruirono qui le loro colonie e coniarono una moneta per gli scambi in Crimea. Oggi, dopo la storica decisione di Putin che ha riabilitato gli italiani di Crimea, il gemellaggio fra le due penisole è destinato a decollare di nuovo, come spiega Igor Fedorov, dell'associazione italiana CERKIO, partner informativo del forum "Crimea Summit":

"Gli imprenditori italiani mostrano un crescente interesse verso la Crimea ed ora, con le condizioni fiscali agevolate, si aprono prospettive interessanti nei campi dove l'esperienza italiana è apprezzata, ed attualmente manca: ristorazione, alberghi e infrastrutture. Noi siamo pronti ad agevolare l'ingresso degli imprenditori italiani in Crimea e abbiamo già dei contatti avviati. Purtroppo gli imprenditori hanno paura delle sanzioni, perciò non posso rivelare il loro nome."

 

Nessun commento:

Posta un commento