lunedì 28 settembre 2015

Il senso del “me” sorge nella presenza


Una delle cose che ostacola la comprensione del fatto che le cose stiano accadendo e basta è questa sensazione di essere una persona. La difficoltà nel permettere alle cose di accadere è la persona che pensi di essere. 

Siamo così abituati alla persona che ci portiamo in giro: pensiamo sia reale. Quindi quando ci imbattiamo nella possibilità che questo personaggio sia solo un’altra cosa che sta accadendo può essere difficile da accettare. Molti mi dicono: “Beh sono ancora qui, c’è ancora un (me)”. C’è un personaggio: c’è per così dire una personalità. Le parole creano difficoltà: per alcune persone la parola “personalità” sembra ancora legata all’ego.  

Ma c’è una personalità: Tony Parsons ha certe caratteristiche e agisce in un certo modo. Questo va bene, è solo un’altra cosa che sta apparentemente accadendo; non è in discussione che Tony Parsons stia accadendo. Ma lo fa anche l’auto che è appena passata e anche il sole. Quindi le cose stanno accadendo, ma non c’è nessuno a cui stiano accadendo. 

È così semplice. Naturalmente è tutto solo apparizione. Quindi concediti un po’ di confusione; è solo qualcos’altro che sta emergendo. Continua a sentire che qualunque cosa che sorge, va tutto assolutamente bene. Non c’è nulla di sbagliato nel pensare. Non c’è nulla di male con il pensare legato al tempo, con il pianificare, con il preoccuparsi, con il sentire paura: con il sentire qualunque cosa. 

Semplicemente inizia a provare a lasciare che ogni cosa sia lì per conto suo, come un qualcosa che sta accadendo, senza nessuna sensazione di giudizio, senza cercare nessun tipo di significato, permettendo ad ogni cosa che accade di esserci: sensazioni, pensieri… Persino il rifiutare o la resistenza a ciò che sta accadendo è, di nuovo, qualcosa che sta accadendo. 

Sono certo che molte persone qui hanno un senso di presenza. Per molti, più sono in questa specie di apertura, più c’è senso di presenza, ed è molto dolce. La gente mi dice: “Ma poi va via, perché mi contraggo”. In realtà non va via: ciò che accade e che il senso di contrazione sorge. La presenza è tutto ciò che c’è e il senso di contrazione, il senso del “me” sorge nella presenza.


Tony Parsons,
 tratto da “The Open Secret

fonte: http://www.non-dualita.it/il-senso-del-me-sorge-nella-presenza-tony-parsons/

Nessun commento:

Posta un commento