martedì 24 maggio 2016

L’enorme influenza della CIA sull’UE


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Mentre i decenni passano assistendo al cambio di leader, governi e alleanze, le politiche degli Stati Uniti rimangono le stesse. I capi statunitensi sono abituati a fare pressione su altri Stati, alla ricerca del modo di occupare la posizione di burattinaio che controlla i burattini nel mondo. Alcuni politici che preferiscono cedere all’ampia pressione, scoprono relativamente presto che gli USA difendono solo i propri interessi geopolitici, spesso a scapito degli altri Stati. 

Non c’è da meravigliarsi che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama abbia recentemente dichiarato che gli USA devono scrivere le regole, mentre gli altri Paesi non hanno altra scelta se non seguirle, e che non sarà mai il contrario. All’inizio della marcia verso l’egemonia, nel 1913, la quota della produzione industriale mondiale degli Stati Uniti era del 35,8%. 

Poco prima della seconda guerra mondiale, arrivò al 40% per poi raggiungere il culmine a metà degli anni ’50 col 54,5%. Nel 1960 la quota degli Stati Uniti iniziò a contrarsi gradualmente, scendendo al 46%. 

Per compensare la caduta gli Stati Uniti iniziarono a cercare il modo di sfruttare i partner dell’Unione Europea. Dopo tutto, Washington sostenne l’integrazione europea dalla fine degli anni ’40, finanziata di nascosto dalle amministrazioni Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson e Nixon. Il fatto che l’Unione europea sia un piano statunitense fin dal primo giorno è stato scoperto da The Daily Telegraph. Inoltre, era un progettato attuato dalla CIA. Il DT nota: 

La Dichiarazione di Schuman che diede il tono della riconciliazione franco-tedesca, portando alle tappe verso la Comunità europea, fu ideata dal segretario di Stato Dean Acheson in una riunione a Foggy Bottom. “Tutto è cominciato a Washington”, disse il capo dello staff di Robert Schuman. Fu l’amministrazione Truman che intimidì i francesi per raggiungere un modus vivendi con la Germania nei primi anni del dopoguerra, anche minacciando di tagliare gli aiuti del piano Marshall, in un incontro con furiosi recalcitranti capi francesi che resistettero fino al settembre 1950”.
The Telegraph fa un passo avanti, sostenendo che i documenti declassificati del dipartimento di Stato dimostrano che le agenzie di intelligence degli Stati Uniti finanziarono di nascosto il movimento europeo per decenni lavorando in modo aggressivo dietro le quinte per spingere la Gran Bretagna nel piano. Ad esempio, un documento firmato dal generale William Donovan il 26 luglio 1950, afferma che ci sarebbe stata una massiccia campagna per promuovere il Parlamento europeo. 

Documenti simili dimostrano che il predecessore della CIA, l’Ufficio del coordinatore delle informazioni e la CIA stessa impedirono costantemente ai fondatori dell’Unione europea di cercare fonti alternative di finanziamento, che gli avrebbe permesso di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. The Telegraph sottolinea che le relazioni tra Stati Uniti ed UE furono tese, a volte, ma gli Stati Uniti controllano l’UE fin dalla creazione del Parlamento europeo, come ancora degli interessi regionali statunitensi assieme alla NATO. 

Se vogliamo guardare la quantità di tempo, risorse e denaro che Washington ha speso per garantirsi l’obbedienza dell’UE, non sorprende che continui ad imporre il Partenariato transatlantico di scambio e investimenti (TTIP). Questo anche se è chiaro che gli Stati Uniti hanno tutto da guadagnarci, mentre l’Europa può solo compromettere ulteriormente i propri interessi finanziari ed economici firmandolo. Questo fatto è stato ribadito recentemente dall’influente quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung insieme ai canali televisivi tedeschi WDR e NDR. 

Queste fonti d’informazione hanno trovato il coraggio di pubblicare i documenti riservati sulla natura dell’accordo TTIP, consegnatigli da Greenpeace. Queste pubblicazioni danno ai cittadini di entrambi i continenti l’opportunità di valutare in modo imparziale la natura dei negoziati tra Stati Uniti ed UE, dato che il pubblico ne era all’oscuro da più di tre anni. Inizialmente, quando l’UE rese pubbliche le sue proposte, gli Stati Uniti decisero di rendere segrete le proprie, portando a manifestazioni di massa in Europa. Alla fine il Sueddeutsche Zeitung è giunto alla conclusione che gli Stati Uniti esercitano ancor più pressione sull’Europa di quanto si possa supporre.

The Independent notava che: 
Le fughe potrebbero bastare per destabilizzare completamente l’accordo, secondo gli attivisti che hanno affermato che l’accordo non poteva sopravvivervi, indicando che gli Stati Uniti cercano con la forza di modificare il regolamento europeo per ridurre le protezioni per ambiente, diritti dei consumatori e altre posizioni che l’UE permette ai suoi cittadini. I rappresentanti di ogni parte sembrano aver scoperto di avere differenze “inconciliabili” che potrebbero minare la firma del decisivo e assai controverso accordo commerciale, dicono gli attivisti”.
Curiosamente, una situazione simile si è verificata con la Trans-Pacific Partnership (TPP), che Washington cerca d’imporre agli Stati della regione Asia-Pacifico per garantirsi il dominio totale e completo su di essi. 

Tuttavia, è improbabile che i capi politici dell’Unione europea o dell’Asia-Pacifico possano procedere coi negoziati, data la quantità di danni alle PR che potrebbero subire firmando gli inconcepibili TTIP e TPP. E sembra che se la gente sapesse del coinvolgimento della CIA in questi accordi, i colloqui subirebbero una brusca frenata totale.


Martin Berger New Eastern Outlook  22/05/2016

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Martin Berger è giornalista freelance e analista geopolitico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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