venerdì 22 agosto 2014

Internet colonizzato

Internet colonizzato

“I diritti civili sono finiti, l’Internet è stato occupato dai servizi speciali del mondo”: sotto tale titolo drammatico l’edizione tedesca per gli uomini d’affari Deutsche Wirtschafts Nachrichten ha pubblicato i risultati dell’indagine condotta recentemente da un gruppo di specialisti e di giornalisti tedeschi che si specializzano in problemi relativi alla sicurezza digitale e all’attività dei servizi segreti.
 
La conclusione che hanno formulata è scioccante: gli esperti affermano che l’Internet è diventato, in sostanza, uno spazio occupato. È avvenuta, secondo la loro espressione, la “colonizzazione” della rete mondiale dai maggiori servizi speciali del pianeta.

Le conclusioni degli esperti si basano sui risultati dell’analisi delle azioni dei maestri americani, canadesi e britannici di operazioni segrete i quali usano l’Internet a propri scopi. Sull’esempio dell’attività dei servizi speciali di questi paesi, che dispongono delle più moderne posssibilità tecniche, gli autori dell’indagine constatano che le strutture spionistiche sono penetrate su larga scala, in modo assolutamente illimitato, in tutti i segmenti dove avviene lo scambio di dati elettronici, incluso lo spionaggio nei confronti di praticamente ogni utente privato dell’Internet.

Così, scrivono gli autori dell’indagine, il Centro dei collegamenti del governo (GCHQ), servizio britannico di intelligence radioelettronica e di protezione dell’informazione statale, si prefiggono di ottenere il controllo totale sulla rete mondiale. Stando agli esperti del gruppo, grazie, in particolare, alla realizzazione del programma “Hacienda” gli agenti del GCHQ possono oggi svolgere la snannerizzazione totale delle reti in 27 paesi del mondo. Lo scopo dei britannici non è il monitoraggio di un singolo segmento dell’Internet, né la rivelazione dei contatti di un utente concreto: cercano di scoprire sistemi vulnerabili in tutto il mondo e di raccoglierli in un unico schedario.

Di conseguenza, scrivono gli autori del rapporto, a diventare “vittime” delle intrusioni illegittime nell’Internet sono sia interi servizi della rete, sia singoli utenti, anche quando i codici e le password pescati dagli agenti segreti hanno solo attinenza indiretta con gli stessi. I servizi speciali, si dice nel rapporto, violano i segmenti più diversi dell’Internet contando di trovarvi buchi per accedere a quei sistemi di cui si interessano maggiormente in un momento concreto.

In questo caso sia i metodi di spionaggio elettronico che gli obiettivi finali di questa attività hanno un carattere globale. Sotto questo aspetto la prassi del lavoro dei servizi speciali non differisce affatto dalle azioni dei cibercriminali che cercando vittime violano codici e password. Solo che i bersagli qui sono i server di interi Stati, mentre l’obiettivo consiste nella ricerca di punti vulnerabili nell’infrastruttura della rete. Il risultato pratico è che tutti i dati pescati nell’Internet dai servizi speciali diventano proprietà del supersegreto “Club dei cinque occhi”, un’associazione informale delle comunità spionistiche degli USA, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Sulla base di singole informazioni raccolte viene creata un unico database, mentre l’obiettivo globale è il totale spadroneggiare dei servizi speciali nella rete.

Stando alle rivelazioni fatte da Edward Snowden, ex agente della CIA e della NSA, a dominare nello spazio dello spionaggio elettronico è il partner maggiore d’oltreoceano. Nel suo campo visivo si trovano anche gli alleati. Non si ha paura nemmeno di offendere i politici europei, tra cui quelli più altolocati, come la cancelliere tedesca Angela Merkel. Ed infatti, il massimo che la cancelliere ha osato fare è definire lo spionaggio nei confronti degli alleati “uno spreco insensato delle forze” davanti alle minacce del XXI secolo. Ma ha fatto subito la riserva che, malgrado questo fatto, la partnership con gli USA “non viene messa in dubbio”. L’egemonia degli USA nella sfera dello spionaggio elettronico è ovvia per gli esperti, conferma Aleksandt Khramčikhin, vicedirettore dell’Istituto dell’analisi politica e militare:
È in corso una guerra informatica con l’impiego dell’Internet ed è difficile immaginarsi che gli Stati possano rinunciare al controllo della rete. Naturalmente, gli americani continueranno ad essere egemeni. L’Europa non riesce a superare la dipendenza dagli USA, in primo luogo quella psicologica.
Del resto, la prospettiva di essere alleati di “seconda scelta” è sempre meno gradita per gli europei. Così, poco fa il portale web indipendente tedesco Volkszorn (Ira del popolo) si è espresso duramente in merito. Nel commento intitolato “Agenti della CIA in Germania mentono, travisano i fatti e spiano” il portale critica i politici e giornalisti tedeschi che seguendo gli USA si sono messi a fomentare l’isteria antirussa. Secondo il portale, i giornalisti che con la loro russofobia arrecano danno agli interessi nazionali della Germania provocano per forza il sospetto di essere agenti assoldati della CIA. “O forse questi tipi mentono volontariamente? – si chiede Volkszorn. – Ciò sembra poco probabile”.


Oleg Severghin 


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