martedì 19 settembre 2017

Il Wi-Fi influenza negativamente la nostra salute (2)


Sono ormai sempre più numerose le prove e le testimonianze, internazionali e nazionali, contro i danni prodotti da “elettrosmog”, cioè da campi elettromagnetici (EM) nocivi per la salute umana, prodotti da antenne, cellulari, cordless, Wi-Fi e altri prodotti similari. Mi sono già occupato del problema, largamente sottovalutato dai più e ignorato dai gestori di TLC e telefonia, anche su Blogtaormina e ForumDAC.

Ci ritorniamo qui segnalando alcune autorevoli denunce e testimonianze di soggetti impegnati sul problema, che propongono soluzioni per superarlo: l’Associazione AMICA di Giuseppe Teodoro, presidente dei Verdi di Roma ed esperto di elettrosmog, il prof. Olle Johansson, dipartimento di neuroscienza dell’Università di Oslo, il dott. Andrew Goldsworthy (UK) – The Biological Effects of Weak Electromagnetic Fields. Anche REPORT (RAI3) si è occupato di elettrosmog, indicando danni e rischi che ne derivano.

L’articolo di Goldsworthy “Gli effetti biologici dei campi EM deboli”, aggiornato nel 2012, molto documentato e convincente, è pubblicato sulla rivista “Nexus New Times” n. 99 di settembre 2012.  Il prof. Olle Johansson, esperto molto impegnato, invia sistematicamente notizie dalle quali risulta che governanti di varie parti del mondo stanno emanando norme e misure di tutela per i loro cittadini.
Allarme elettrosmog… e il governo liberalizza le antenne
In Italia avviene l’esatto contrario: governo e responsabili locali – sotto la spinta commerciale dei gestori, delle “meraviglie tecnologiche ultrareclamizzate”, della propaganda mediatica e dell’uso abnorme di cellulari e Wi-Fi – stanno eliminando le residue norme di tutela contro i danni crescenti da elettrosmog….

secondo l’Associazione AMICA citata… altre due “chicche” deliranti: i gestori di telefonia potranno installare antenne sui tetti degli edifici senza il consenso di condomini e proprietari; le misurazioni di controllo sulla intensità dei campi EM saranno mediate su un intervallo di 24 ore, invece che su 6 minuti, come oggi è. 

Una furbata, perché nelle ore notturne i campi EM sono molto inferiori, fornendo una media giornaliera minore, rispetto ai valori diurni che possono così superare i limiti di legge. Il governo Berlusconi aveva già raddoppiato, tra le proteste degli ambientalisti, il “valore di attenzione” (limite cautelativo di legge nelle cosiddette aree sensibili), portandolo da 3 a 6 Volt/m (parificandolo al limite di esposizione). Un limite (6 Volt/m) già molto alto, criticato da tempo dagli esperti di elettrosmog……

Tutti gli esperti citati non chiedono certo la eliminazione dei servizi cellulari e Wi-FI, senz’altro comodi ed appetibili ad un uso controllato e razionale: richiedono solo, com’è prescritto dalla nostra Costituzione, che tali servizi siano regolati e controllati in modo da non compromettere la salute umana (art. 32). 

In sintesi, una pianificazione pubblica, controllata e razionale, che concili il diritto a comunicare dei cittadini (Cost. art.21) con il diritto della tutela della salute(Cost. art.32). Purtroppo l’attenzione al problema di Istituzioni, dei partiti maggiori, dei sindacati gettonati, e degli stessi utenti (disinformati) è largamente inadeguata (per usare un eufemismo).

Ora qualche cenno all’articolo di Goldsworthy, per chiarire pericolosità e danni biologici prodotti perfino da campi EM “deboli”, perché essi perturbano gli equilibri elettrici ed elettrostatici dei tessuti umani. Effetti e fenomeni  che non sono contemplati nella legislazione italiana, basata solo sugli effetti termici  indotti sui tessuti biologici. Perciò i limiti di legge assunti sono così alti e producono tanti danni!

Gli effetti nocivi prodotti dalla esposizione a campi EM anche deboli, come quelli di cellulari, cordless, Wi-Fi e prodotti similari, derivano dal fatto che le membrane cellulari vengono private di ioni calcio strutturalmente importanti. Ciò provoca infiltrazioni nelle cellule e danni a lungo termine nella funzionalità cellulare. Effetti che agiscono su molte persone, non su tutti. 

Le correnti a microonde – usate appunto da cellulari, cordless, e Wi-Fi penetrano cellule e tessuti più facilmente di campi EM a frequenze più basse: sono perciò più pericolose e dannose di queste ultime. 

La nostra attuale esposizione a microonde artificiali è di un milione di miliardi di miliardi (1 seguito da 18 zeri) superiore a quella naturale per queste frequenze. Un valore così enorme che le nostre cellule, pur adattandosi, non riescono a sopportare indenni.

L’articolo contiene poi dettagliate nozioni tecnico – scientifiche che spiegano le cause e gli effetti biologici nocivi, sulle ghiandole, sul sistema endocrino, sulle membrane cellulari, sulla perdita di calcio … perfino sulla crescita e sulla obesità. I fenomeni si spiegano con squilibri elettrostatici ed elettronici nei tessuti  indotti dai campi. 

“Forse non è una coincidenza”, dice l’autore, “che nel Regno Unito 250.000 cittadini soffrono di fatica cronica, mentre 8 su 10 sono obesi patologici e in sovrappeso”. Le infiltrazioni di calcio indotti dai campi EM danneggiano anche la funzionalità cerebrale, come la scarsa capacità di concentrazione, incidendo su neuroni e impulsi nervosi. Negli ultimi anni  i disturbi dello spettro acustico di sono moltiplicati di 60 volte: può essere spiegato solo con cambiamenti ambientali e aumento della rumorosità?

Ricercatori, in uno studio commissionato dalla UE (Reflex project 2004), hanno accertato che le radiazioni dei telefoni cellulari, come quelli  GSM (2G) danneggiano il DNA, aumentando anche il rischio di cancro al cervello. Per i giovani questo rischio è addirittura quintuplicato. L’autore conclude con queste parole: “Pensateci due volte prima di usare un cellulare o installare un cordless o un Wi-Fi. Le conseguenze stanno diventando evidenti solo di recente: di certo né governi né società di TLC vi diranno quali sono, ma non sono sicuramente buone”.

Enrico Giardino*

*Enrico Giardino - Vive a Roma. Ingegnere ed ex dirigente RAI, è un esperto di telecomunicazioni impegnato da decenni nella democratizzazione dei sistemi informativi e comunicativi di massa. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo libro “Comunicazione e potere” con le edizioni associate. Nel 2003 il secondo libro “Diritto a comunicare e sovranità popolare” edizioni Frilli. Autore del saggio “Storie dell’altra RAI” e “Dal clerico-fascismo mussoliniano al clerico-imperialismo berlusconiano (2009)”. 

Ha tenuto corsi di educazione critica ai processi comunicativi, con una serie di proposte costituzionali in materia di politica sociale e comunicativa (2008 e 2010). Impegnato nella demistificazione delle menzogne mediatiche e delle ipocrisie della politica nazionale ed internazionale, ricerca soluzioni ed alternative rispetto agli schemi dominanti. Video – autoprodotti e presentati anche all’estero – sintetizzano la sua attività più recente, tra questi: “MEDIAtic redemption”del 1998, “Missioni umanitarie!” del 1999, “Politica, elezioni e mass media” del 2002. Fondatore e responsabile del Forum per il “Diritto A Comunicare” (DAC).
FONTE

Elettrosmog: studi di Nikola Tesla

Tratto dal capitolo: ”Dalla guerra delle correnti al trionfo dei brevetti di Tesla” del libro Rivelazioni scientifiche non autorizzate.


Nel 1901 affermò di aver avuto l’evidenza sperimentale dell’esistenza di particelle con cariche frazionarie di un elettrone, ovvero delle stesse particelle che 76 anni dopo altri scienziati ribattezzarono con il nome di “quark”.
 

Realizzò macchine elettroterapiche, dopo aver scoperto che determinate oscillazioni elettriche potevano arrecare benefici alla salute.
 Le sue sperimentazioni si estesero fino a comprendere tutti i tipi di frequenze, comprese quelle utilizzate naturalmente dal corpo umano.
Giunse così a individuare gli effetti biologici positivi e negativi prodotti dai campi elettromagnetici sull’uomo.


Studiò in particolar modo le frequenze dello spettro a gamma bassa, dette ELF (8-20 Hz), VLF (20-100 Hz), e concluse che le onde ELF molto basse, da 4 a 7 Hz, sono altamente dannose all’attività bioelettrica del cervello, mentre altre leggermente più alte ne favoriscono il rilassamento (8 Hz) e il benessere.


Pertanto, anche il concetto moderno di elettrosmog non è altro che una tardiva rivisitazione di questi studi pionieristici.

Accenno storico delle ricerche compiute riguardo l’Inquinamento Elettromagnetico
• 1963 il dott. R.O. Becker inizia una raccolta di tutti i lavori (ricerche e relazioni) fatti riguardanti gli effetti biologici dei campi magnetici;
• 1985 il professore polacco H. Mikolajczyck dimostra che su 100 donne gravide che lavorano su terminali (esposti ai segnali delle antenne) si presentano 36 aborti spontanei contro il 16% delle donne non esposte;
• 1985 l’Organizzazione mondiale per la Sanità (WHO) pubblica raccomandazioni riguardo alla protezione a radiazioni non ionizzati;
• 1988 il prof. Modan pubblica nel mese di giugno su American Journal of Industrial Medicine un articolo in cui ipotizza che l’esposizione a campi magnetici possa far emergere tumori cerebrali;
• 1978 la rivista Environment pubblica il risultato di 45 lavori di ricerca di varie università ed istituti di ricerca: tutti dimostrano che le radiazioni delle linee dell’alta tensione sono dannose e hanno effetti negativi su uomini ed animali.
Studi di Depris formulano questa utile classificazione delle onde e dei loro effetti:

• frequenze da 25 a 30 mHz: usate da radioamatori, C.B., taxi ecc.; penetrano in tutti i tessuti, nelle ossa e in particolare nel cervello, nel midollo spinale e nel cristallino dell’occhio;
• frequenze da 88 a 108 mHz usate nelle radiodiffusioni FM; penetrano fino a 4 centimetri di profondità nel cervello, nel midollo spinale, nel cristallino;
• frequenze da 175 a 216 mHz usate nella terza banda UHF (Ultra High Frequency) televisiva; interferiscono soprattutto con i meccanismi di crescita dei bambini;
• frequenze da 614 a 854 mHz usate nella banda VHF (Very High Frequency) televisiva; penetrano nel cervello fino a due centimetri ed hanno una potenza energetica dieci volte superiore a quelle da 88 a 108 mHz;
• frequenze da 2450 mHz a 2,5 gHz usate nei radar di sorveglianza dei satelliti TV, nei forni a microonde ed altro; penetrano nel cervello da 0,5 a 1 centimetro e sono dannose per gli occhi, il sangue e i microrganismi;
• frequenze da 10 a 100 gHz usate dai radar civili e militari, in particolari satelliti TV, nei forni industriali e altro; penetrano nel cervello per alcuni millimetri, disturbano il sangue ed i microrganismi; penetrano nei grassi per un centimetro e hanno degli effetti biologici considerevoli malgrado la scarsa penetrazione perché possiedono una potenza energetica di circa 10.000 volte superiore a quelle delle onde di 10 mHz.
Si sono stabiliti nel corso del tempo tre indirizzi di ricerca riguardo i possibili danni causati dalle onde elettromagnetiche:

– Un primo indirizzo di ricerca sostiene che la cellula riporta il danno maggiore nella membrana, quindi se si danneggia la membrana, tutto l’operato cellulare è compromesso. Molti ricercatori hanno dimostrato che in presenza di onde elettriche la membrana cellulare si danneggia irreparabilmente.
– Un secondo indirizzo di ricerche sostiene che il danno maggiore lo abbiamo a livello del citoplasma dove avviene la maggior parte dell’attività cellulare. Oltre al nucleo, ci sono i mitocondri, l’apparato del Golgi, il reticolo endoplasmatico, i ribosomi e i vaculi.
– Un terzo indirizzo di ricerche sostiene che il danno maggiore dalle onde elettriche si produce a livello del nucleo della cellula (si parla di degenerazione cellulare).
VEDI ANCHE:

Foglio illustrativo “I rischi dell’elettrosmog” (PDF)
http://www.infoamica.it/il-wi-fi-influenza-negativamente-la-nostra-salute/
http://it.paperblog.com/il-muos-e-i-danni-da-elettrosmog-1620246/

http://www.slideshare.net/nottedeiricercatori/fiorenzo-marinelli-sul-wifi
http://www.youtube.com/watch?v=hFLoupTsrkw&list=PL99F33A59D3E0E83A&index=1

http://staff.polito.it/massimo.zucchetti/Quaderni_Finale.pdf
http://staff.polito.it/massimo.zucchetti/Curri_Zucchetti.pdf


Siti interessanti

vedi anche: https://realtofantasia.blogspot.it/2013/05/il-wi-fi-influenza-negativamente-la.html

fonte:  http://www.nogeoingegneria.com/effetti/salute/il-wi-fi-influenza-negativamente-la-nostra-salute/

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