martedì 21 ottobre 2014

Anche la Coldiretti scopre la cannabis: può portare 10mila posti di lavoro

cannabis

La Coldiretti ha presentato il primo rapporto sulle potenzialità della coltivazione di cannabis a scopo terapeutico in Italia, durante il “Forum dell’agricoltura e dell’alimentazione” tenutosi a Cernobbio.

Secondo la maggiore associazione degli agricoltori italiani la coltivazione regolamentata di cannabis potrebbe rappresentare un vero toccasana per gli agricoltori colpiti dalla crisi e dalla concorrenza delle colture provenienti dagli altri paesi: si parla di 10mila posti di lavoro stimati e di un giro d’affari potenziale di 1,4 miliardi di euro.


DUE ITALIANI SU TRE SONO FAVOREVOLI ALLA CANNABIS MADE IN ITALY.
La ricerca della Coldiretti presenta anche un sondaggio di opinione secondo il quale quasi due italiani su tre (il 64 per cento) sono “favorevoli alla coltivazione della cannabis ad uso terapeutico in Italia, per motivi di salute ma anche economici e occupazionali”. La stragrande maggioranza dei cittadini accoglie dunque con favore – sottolinea la Coldiretti – la firma del protocollo per l’avvio della produzione di cannabis terapeutica nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze da parte del Ministro della difesa Roberta Pinotti e del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Una comprensione che – precisa la Coldiretti – risponde ai bisogni di pazienti con patologie gravi come Sla, la sindrome di Tourette, l’Alzheimer, il Parkinson e diversi tipi di sclerosi come la sclerosi multipla, contro le quali farmaci con il principio attivo della cannabis si sono dimostrati utili.

GIÀ PRONTI MILLE ETTARI DI TERRENO PER LA COLTIVAZIONE.
 La Coldiretti propone la creazione di “una filiera 100% italiana della cannabis”, che potrebbe servire sia per rendere disponibile la cannabis terapeutica a costi minori per lo Stato ed i pazienti, sia per rilanciare l’agricoltura italiana. A questo scopo secondo l’associazione, anche solo “utilizzando gli spazi già disponibili nelle serre abbandonate o dismesse a causa della crisi nell’ortofloricoltura, la campagna italiana potrebbe mettere a disposizione da subito mille ettari di terreno in coltura protetta per un primo progetto di coltivazione pilota”. Una coltura che una volta entrata a pieno regime potrebbe aprire potenzialità enormi se si dovesse decidere di estendere la produzione in campo aperto nei terreni adatti, tali da generare fin da subito un giro d’affari del valore di 1,4 miliardi di euro e garantire almeno 10mila posti di lavoro”.

L’ITALIA È GIÀ ALL’AVANGUARDIA NELLA RICERCA E NELLA PRODUZIONE.
Secondo la ricerca della Coldiretti l’Italia ha tutto ciò che serve per porsi come leader mondiale nel nascente mercato della canapa (a scopi terapeutici ed industriali). Sotto il profilo della ricerca, infatti, il lavoro svolto negli anni dal Cnr di Rovigo ha permesso di ottenere tutte le conoscenze necessarie per una produzione efficace. Mentre sotto il profilo della produzione già nel 2014 la produzione italiana di canapa a scopi tessili ha vissuto un vero e proprio boom, crescendo del 150% rispetto all’anno precedente, mentre le aziende agricole che si occupano della coltivazione e della commercializzazione della canapa sono raddoppiate, passando da 150 a circa 300.


fonte: http://www.dolcevitaonline.it/anche-la-coldiretti-scopre-la-cannabis-puo-portare-10mila-posti-di-lavoro/

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