lunedì 25 maggio 2015

La settima Stazione: la Terra



Il potere del sette

La nostra vita quotidiana è regolata dalla settimana fatta di sette giorni, un numero dispari che non concorda né con il nostro sistema decimale (= in base dieci, come il numero delle dita in due mani), né con il sistema sessagesimale sumero (= in base sessanta) che usiamo tuttora in geometria, astronomia e nella misurazione del tempo.

Questa scelta insolita è spiegata dal racconto biblico della Creazione, che ha coperto un arco di tempo di sette giorni (compreso quello finale di riposo e di revisione). Questo sette biblico è a sua volta spiegato dalle sette tavolette dell'Enuma Elish, l'epica mesopotamica della Creazione.

Ma perché il testo è inciso in sette tavolette? Il numero sette (compreso il diciassette e il settanta) compare in quasi tutti i più importanti eventi, comandamenti e profezie della Bibbia, per un totale di circa seicento volte.

E' anche il numero chiave nel Nuovo Testamento, compreso il profetico libro dell'Apocalisse, come pure i libri pseudepigrafici (come le sette classi di angeli nel libro di Enoch).

Lo stesso discorsi vale per la tradizione egizia, a partire dalle questioni degli dèi: la prima dinastia divina era costituita da sette dèi (da Ptah a Horus), e in tutto ci furono 49 )= 7x7) sovrani divini e semi-divini fino a quando ebbe inizio il regno dei faraoni. Le origini in Mesoamerica sono attribuite a sette tribù, e così via.

In realtà il stette cominciò a essere considerato un numero potente dagli Anunnaki che giunsero sulla Terra da Nibiru. Nippur, il centro di controllo della missione, era la settima città sulla terra.

C'erano sette saggi e i "sette che giudicano". Gli Ziggurat avevano sette piani e le stelle venivano localizzate con lo "stilo di sette numeri". Un dio aveva la "settuplice arma" e c'erano sette "armi del terrore". La liberazione del Toro celeste diede avvio a sette anni di carestia; quando si inaugurava un tempio, venivano pronunciate sette benedizioni. Eccetera, eccetera.

Si ipotizza che l'origine di tutto ciò sia la posizione della terra come settimo pianeta dal punto di vista degli Anunnaki. Secondo la mappa <<Enlil passò accanto a sette pianeti>> per raggiungere la Terra, cominciando a contare da Plutone (oggi declassificato a poco più di un asteroide e/o satellite), proseguendo con Nettuno e Urano come secondo e terzo, Saturno e Giove come quarto e quinto e la Terra come settimo.

 

Il simbolo celeste della Terra era quindi costituito da sette punti, come si possono vedere sui monumenti assiri (insieme ai simboli della Luna, di Nibiru e del Sole, e delle divinità a essi associati.  
 

Nessun commento:

Posta un commento