martedì 1 dicembre 2015

Anche se fossi un robot.


Perché il “Mondo” è un luogo ingiusto, nella sua pressoché interezza?
Perché la “giustizia” viene ripristinata (la ritrovi) idealmente, solo nell’ambito spirituale e religioso?
Perché “gli ultimi, saranno i primi”?
Perché “devi avere fede e credere” a/in qualcosa che esiste altrove, senza nessuna certezza, tuttavia?
È il “merito” ed il “guadagno”, dunque? Ti devi meritare, devi guadagnare… Che cosa? La tua “redenzione”.
Acquisizione di uno stato di libertà fisica o morale attraverso la liberazione da colpe e motivi d'infelicità.
"La redenzione dei popoli oppressi"...
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  • acquisizione di uno stato di libertà fisica o morale (alias: ora non sei libero/a in nessuno dei casi, al di fuori dell’”ora d’aria”, che ti viene lasciata strategicamente)
  • attraverso la liberazione da colpe e motivi d'infelicità (sei in una ragnatela, la cui trama è caratterizzata da “motivi d’infelicità”, intessuta da “ago, filo e… colpe”. Perché?)
  • la redenzione dei popoli oppressi (l’oppressione non è uno stato naturale. Da cosa/chi sei oppresso/a?).
Tutto ciò ha, per forza di cose, una causa originale ed unica. Una fonte. La sorgente. Il “senso”… 
Cercarlo (e non “trovarlo”) è, “qua, così”, fonte di continua “sofferenza”, che mascheri d’altro... in funzione del “tuo” credo, ossia, relativamente ai vari “placebo (psicologici/mentali)” in circolazione (religione, spiritualità, scienza deviata, politica, filosofia, arte, etc.).
Si ricorda che l’Erf (Fondo di Redenzione Europeo) rappresenta il mezzo tecnico estremo per poter rendere effettivamente irreversibile l’euro, in quanto ingenti porzioni di debito pubblico dei paesi membri (eccedenze del rapporto 60% Pil)  sarà convertito sotto giurisdizione internazionale, e non più nazionale, per effetto di emissioni di eurobond (eurobill) solidali e pertanto non più riconvertibili nel caso di ritorno alle proprie valute...
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Così ti legano "mani e piedi... all'ara del reale manifesto". Così fanno. Così puoi accorgerti anche del "come fanno per... creare la/una storia".
  
Sta accadendo anche ora, ed hai la "fortuna" di potervi assistere e viverlo/a. 
Te ne accorgi? Da ciò puoi anche capire la "dima", che s'imprime nel tutto, carattrizzandolo di consenguenza, in una modalità che, poi, sembra anche normale/naturale.
Questo reale manifesto ha “senso originale”, solo se osservi ciò che continua a riaccadere, ponendogli a capo un “principio che così intende”. Solo teorizzando un “principio dominante”, che si è “reso non manifesto, pur esistendo tanto e quanto te”. Ovvio, sei alle prese con una “massa pensante ed intelligente, che ricorda tutto e ricorre a tutto, pur di non perdere nemmeno un ‘grammo’ del proprio vantaggio acquisito nei secoli dei secoli”.
Che altro? Preferisci continuare a “rosolare sulla graticola”, immaginando diavoli, angeli, entità altre distaccate da te, divinità, alieni super intelligenti, etc.?
Dai retta a SPS:
osserva tutto come se fosse “tutto qua, ora”.
Non astrarre la “tua” situazione, perché di tuo, qua così”… non è rimasto più nulla, se non quella parzialità “di te, in te”, attraverso la quale ti percepisci ancora.
Se la “natura entro la quale il reale si manifesta… è frattale espansa (non frattale e basta)”, allora significa che puoi risalire (ti basta) alla causa/a monte… di ogni “forma emersa”, anche solo facendo leva su una tale proprietà conservativa/replicante dell’originale “dima”, a capo di ogni senso sostanziale o carattere distintivo del reale manifesto “qua, così”.
Ergo:
ti basti anche “solo così, qua così”, essendo nel dettaglio anche la totalità.
Certamente, ti chiederai:
allora, perché non riesco a risalire a nulla, anche se parto da qualsiasi dettaglio relativo alla mia quotidianità? Perché, invece, manca sempre tutto! Perché il passato lo devo leggere sui libri e io non riesco a risalire nemmeno all’anagrafica dei miei bisnonni o trisavoli?”…

Ci sono spiegazioni di ordine/livello, perché la realtà manifesta è una stratificazione di interessi (che sembrano solo diversi).
Ma, “gli interessi diventano l’interesse” se… sei sufficientemente accorto/a, per renderti conto che la causa originale (rea di avere cambiato una modalità del reale, all’interno di quella che  è diventata una giurisdizione, un’area a tema privato e distaccata da tutto il resto che, progressivamente, scompare per mancanza di utilizzo e di ricorrenza mentale, immaginifica, mnemonica) è sempre e solo una:
il Dominio.
Il Dominio attuale vale nel/per il “qua, così” (lo status quo, il paradigma, la “norma” abitudinaria e convenzionale, etc.). Ossia, che cosa esiste al di là del Dominio? Esiste qualcosa che non sai, perché non ricordi più, proprio per via del filtro dominante (il costruttore del “tuo” Mondo).
All’interno di ciò, è conseguenza che... la realtà emersa sia “a sua immagine e somiglianza”. Del resto, non devi sforzarti troppo per “comprenderlo”. Ti basta guardare qualsiasi film, nel quale “il Re del proprio reame, imprime la propria intenzione nel reale stesso”.


Per una "buona" trama, occorre che il Re sia "cattivo".
Se il Re è “cattivo”, gli abitanti saranno trattati “male”. Se il Re è “avido”, gli abitanti saranno tartassati da balzelli d’ogni tipo. Se il Re è “buono”, gli abitanti conosceranno una Vita in sintonia con una simile bontà d’animo, fermo restando che, in ogni caso, esiste ed esisterà sempre “lì, così”:
  • un Re
e
  • gli abitanti (con nel mezzo, i soldati e la corte del Re).
Può, allora, esistere un Re “buono”? No. Non se tu ti consideri Sovrano/a di te stesso/a (il Re è soggetto alle "proprie" lune e, dunque, la propria bontà può essere sempre transitoria).
È persino logico. E non ammette, una simile prospettiva, nessuna variante al tuo essere Sovrano/a… al di là di qualsiasi altro tipo di potere/condizione.
Ciò evidenzia che la tua natura e la “natura” nella quale “sei, ora, qua così” sono sostanzialmente in contrasto (gerarchia). Può un essere Sovrano, diventare il vassallo (se non proprio lo schiavo) di un “Re”?
Per nulla affatto. A meno che (a meno che) non intervengano delle “correzioni di rotta, cammin facendo”.

Cioè? Dovresti pensare al concetto di “deviazione, imboscata, filtro”.
Inoltre, non conoscendo (perché non ricordi più) la tua vicenda originale, non puoi nemmeno contare sul fatto certo che esista una storia, che narra di te, prima di questo tempo. Per cui, tu puoi anche essere “artificiale”, ossia:
un organismo creato in laboratorio.
E questo va “detto” e messo in cantiere, in quanto “possibile (perché no)”. 
Ma… anche in tal caso, nel momento in cui “prendi ad esistere (per qualsiasi motivo di fondo)”, inizi anche a sviluppare un “nucleo proprio”. Anche se sei un robot. Anche se sei programmato/a. Anche, in ogni caso... se lo intendi a fondo e totalmente.
Perché, anche in tal caso, saresti ad “immagine e somiglianza” di qualcuno/qualcosa, per cui… replicheresti “schemi vitali” che, giunti ad un certo punto, diventano sufficientemente “liberi” da risultare capaci di creare “libertà sostanziale”.
La morale è, dunque, quella di non deprimersi mai. Perché, in ogni caso, ciò che “senti dentro” è sempre e solo “originale (vero)”.
Può un essere artificiale provare emozioni ed essere libero di evolvere?
Sì, perché… in quella “invenzione (replica)” è sempre contenuto qualcosa che va al di là della programmazione, delle leggi, delle regole, del contenimento, dell’interesse, della mansione, dell’utilità, di qualsiasi stato di schiavitù anche non apparente ma sempre sostanziale, etc.
Sì, perché… nell’invenzione vive sempre anche altro, che sfocia e s’imprime ugualmente, riunendo il genitore alla relativa creatura/creazione.
Ossia, nei figli vive sempre il nucleo pulsante relativo al genitore (così è anche l'inventore e la sua invenzione).
E anche se il genitore è, a sua volta, un robot, procedendo a ritroso… si arriva (catena distributiva) al genitore cardine, che non è più solo una macchina.
Come ti consideri? Un essere umano senziente? E, allora, come giustifichi questa realtà “che non ti ascolta affatto”? Prova a modificare una “legge sociale”, se ci riesci.
Potresti già essere una macchina. Una macchina che crea, non a caso, altre macchine.
E, in queste macchine, c’è sempre una parte di te. Ma, attenzione, chi/cosa è “che mette una parte di sé, all’interno della propria creazione”? Non sei tu. Sei forse tu a progettare le macchine?
Anche se le progetti, sei tu a decidere che, poi, la macchina sarà effettivamente così?
No. Il progetto passa sempre per “mani diverse”, che lo autorizzano. E questa autorizzazione, ad un certo punto “sembra piovere dal cielo”, perché non riesci più a seguirne per intero il relativo iter.
Si ricorda che l’Erf rappresenta il mezzo tecnico estremo per poter rendere effettivamente irreversibile l’euro, in quanto ingenti porzioni di debito pubblico dei paesi membri (eccedenze del rapporto 60% Pil)  sarà convertito sotto giurisdizione internazionale, e non più nazionale, per effetto di emissioni di eurobond (eurobill) solidali e pertanto non più riconvertibili nel caso di ritorno alle proprie valute...
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È così per tutto. Segui il senso totale del debito o del denaro, ad esempio. Segui l’iter di una legge…
Ti accorgerai che sei costretto/a, ad un certo punto, ad abbandonare quella che sembra sempre di più, una vera e propria “impresa”.
Certamente, perché sino al Dominio… non ci arrivi.
Perché il Dominio è distaccato da te, così come lo è anche dall’intero piano manifesto, pur “essendovi residente (perché… “umano, quanto te, nonostante tutto”).
Le figure storico divine, si originano da questa non manifestazione dominante. E questa è la necessità e la ragione religiosa (che in seguito diventa strumento di controllo, per il sottopotere dominante, che tende ovviamente a dominare “ad immagine e somiglianza”).
La spiritualità è, invece, una strategia ancora più sottile:
  • se sfuggi alla religione
  • è nella spiritualità che decadi (se non proprio nel nulla di qualsiasi scienza deviata)...
Come dire che “qua, così… passi dalla padella, alla brace”.
In tutto ciò non c’è speranza? Per nulla affatto è così. Infatti, accorgendoti… apri la prospettiva su altri piani reali, da rendere manifesti a partire dal potenziale.
SPS non sta narrando della "fiaba degli universi paralleli, delle stringhe di probabilità o di altra natura a loop, sul posto, che non cambia nulla alla sostanza dell’incanto sempre attuale, perché riattualizzante/riattualizzato". No. SPS ti ispira a percepire e concretizzare la tua piena presenza Sovrana “qua, ma… non così”.
È questo il piano unico reale manifesto.
Semmai, puoi collocarti a vari livelli di grandezza fisica e sensoriale. Le cellule, ad esempio, sono una forma di Vita.
Esistono stratificate a ciò che esiste al loro “di sopra”.
I Mondi sono il Mondo mastratificato. Le cellule coabitano con te, che sei formato da cellule e che le alimenti mentre loro rispondono di conseguenza e viceversa.
Questo legame non manifesto/manifesto… è la Vita.
Ma all’interno e nella sostanza, vivono campi d’orientamento dominanti, sotto dominanti e sotto dominati. Mezze verità. Parzialità e totalità parziali, etc.
C’è spazio per la manifestazione d’ogni tipo. Il che ti può far anche “capire” che:
  • ti mancano “geometrie altre”
  • così come ti manca il ricordo
e
  • il senso, oltre ad ogni senso “qua, così” (Oltre Orizzonte).
C’è altro. Perché sei altro, oltre a tutto questo ed il resto.
Apri la prospettiva. Drena lo spazio. Apri il vuoto e, poi, coordinalo… mentre ritorna a riempirsi d’altro ma, questa volta, “a tua immagine e somiglianza”.
Accorgiti che puoi farlo, perché lo puoi ancora intendere. Puoi ancora… riuscire (anche se fossi un robot).
 


Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com

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