L’economia è un crimine efferato sotto le sembianze di scienza.
Pecunia non olet
Viviamo nell’era dei disastri artificiali. Nel mese di novembre 2013
numerose regioni sono state flagellate da tornado indotti. Se ci
immedesimiamo per un attimo nei globalizzatori, comprendiamo quali sono
le molteplici finalità dei vili attacchi sferrati al pianeta e agli
esseri viventi. Tralasciando gli scopi geo-politici e militari su cui ci
siamo già soffermati in altri articoli, possiamo considerare le
calamità provocate con le armi climatiche un’occasione ghiotta sotto il
profilo squisitamente economico.
Che senso ha colpire gli Stati Uniti ora con una sequela di uragani ora
con la siccità? Poco importa stabilire se la perversa idea sia stata
partorita dagli stessi vertici segreti statunitensi o da un esecutivo
mondiale per cui i diversi paesi sono pedine su una scacchiera.
Riusciamo ad immaginare quali immensi utili si possono ricavare,
speculando sui mercati finanziari, in particolare acquistando e vendendo
azioni della società agro-alimentari e petrolifere?
Mentre si
distruggono piattaforme per l’estrazione del greggio nonché i raccolti
di cereali, frutta ed ortaggi, qualcuno in borsa si arricchisce in modo
vergognoso: prevedere e condizionare l’andamento dei titoli è un mezzo
per realizzare profitti astronomici. Nel frattempo, i costi delle
derrate salgono alle stelle e chi, nel frattempo ha fatto incetta di
olio di palma, grano, riso, mais, soia, caffè, zucchero, vino etc., li
rivende a prezzi esorbitanti.
Non solo, le diaboliche multinazionali che già monopolizzano gran parte dell’agricoltura nel Nord America, hanno già pronte le sementi transgeniche
resistenti alla siccità o che germogliano e si sviluppano anche in un
suolo contaminato dall’alluminio. La geoingegneria illegale è una
gigantesca torta il cui valore è astronomico! Dopo che l’uragano
Kathrina ebbe devastato la Louisiana, furono assegnati appalti milionari
per la ricostruzione ad aziende legate all’entourage di Bush
junior. Piatto ricco, mi ci ficco! Poi arriva l’infame F.E.M.A. che,
approfittando del caos generale, inasprisce il controllo del territorio.
Come dimenticare inoltre che con le coltri chimiche ed i campi
elettromagnetici si può sciogliere il pack per accedere ai giacimenti
sottostanti? Dell’orso polare e del suo habitat non interessa a nessuno,
in primo luogo a quei buffoni delle associazioni “ambientaliste”.
Con la scusa dei cambiamenti climatici, attribuiti falsamente alle
emissioni di biossido di carbonio in atmosfera, si introducono nuovi
balzelli con cui si incrementa il gettito fiscale. Vai col liscio! Ci si
è inventata la “carbon tax” per scorticare imprese e cittadini.
Che la produzione complessiva diminuisca, che la popolazione sia
affamata e costretta ad usufruire di buoni-pasto statali per
sopravvivere, alla feccia non importa un fico secco, anzi! I farabutti
vivono nelle loro ville principesche tra lussi sibaritici, lontano dagli
effetti di una crisi economica e finanziaria che essi stessi hanno
creato.
Secondo la legge della domanda e dell’offerta, la penuria di merci causa
un aumento dei prezzi, quindi vantaggi notevoli per gli accaparratori.
Il potere poi non vede l’ora di tenere in pugno i cittadini ridotti alla
miseria, obbligandoli ad elemosinare qualche briciola dallo
stato-Leviatano.
Anche il violento nubifragio,
scatenatosi di recente sulla Sardegna, trova la sua principale ragione
nel “rischio” che il governo centrale italiano perdesse il cospicuo
gettito fiscale proveniente dall’I.V.A. e dalle accise sui carburanti,
vista la decisione della regione Sardegna di trasformare l’isola in una
zona franca. Hit and run! Colpisci e fuggi via! Poi ti inventi i cicloni
che, nella neo-meteorologia orwelliana, da fenomeno tipico dei mari
tropicali, diventano la norma anche nel Mediterraneo ed il gioco è
fatto.
Segui la scia… di denaro. Le armi climatiche sono anche questo: un
affare lucroso che garantisce introiti esorbitanti a profittatori,
usurai, compagnie aeree,
multinazionali del farmaco, laboratori di “ricerca”, industrie
belliche, centri universitari, disinformatori… Mentre la nave affonda,
i topi ballano… sul ponte di comando.
http://www.tankerenemy.com/2013/12/geoingegneria-clandestina-e.html
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