Non credete minimamente a ciò che dico. Non prendete nessun dogma o libro come infallibile. (Buddha)
lunedì 14 luglio 2014
La fregatura della dichiarazione dei redditi a domicilio
Non vedrete infatti suonare al campanello il postino per portarvi il modulo precompilato come aveva lasciato intendere il premier ma il documento sarà disponibile solo attraverso una lunga ed estenuante procedura di registrazione presso il sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, dove immaginiamo che i pensionati e chi ha poca dimestichezza con il mondo digitale avrà molta difficoltà.
Per molti, più che semplificazione questa diverrà l’ennesima complicazione di uno Stato basato su una burocrazia sempre più complicata e troppo spesso fallibile di errori. Altro punto cruciale è che non tutti potranno godere della possibilità dei redditi pre-compilati, ne potranno usufruire in fatti solo i pensionati e i lavoratori dipendenti.
Quello che più ci lascia perplessi è che il decreto legislativo formulato per le semplificazioni fiscali trasmesso al Senato dal governo lo scorso primo di luglio è composto da ben 34 articoli che di semplice sembra aver poco se non nulla. E se in realtà nella mente di Renzi questo era un metodo eccellente per evitare quelle milioni di contestazioni che ogni arrivano all’Agenzia delle Entrate semplicemente facendo arrivare a casa la dichiarazione già precompilata dal fisco italiano, che ha la possibilità di controllare ovunque e chiunque e quindi anche calcolare già le detrazioni e le deduzioni cui il contribuente avrebbe diritto, scopriamo come sempre che dietro a questo si nascondono svariati problemi, dal labirinto a cui saranno sottoposte le aziende da cui dipendono i contribuenti e che fungono da sostituti di imposta.
Noi ci chiediamo se era necessario, in un momento in cui le aziende faticano a sopravvivere inserire anche l’obbligo di trasmissione alla Agenzia delle Entrate entro il «7 marzo di ogni anno i dati relativi alla certificazione unica che attesta l’ammontare complessivo delle somme erogate, delle ritenute operate, delle detrazioni d’imposta effettuate e dei contributi previdenziali e assistenziali trattenuti», con un anticipo di un mese e mezzo rispetto ad oggi, proprio mentre quest’ultime stanno chiudendo anche i bilanci dell’anno precedente. Ma non è tutto, in caso ci sia un ritardo o vengano trasmessi i dati con degli errori saranno costretti a pagare un multa fissa di 100 euro a dipendente.
Ma un’altra fregatura è dietro l’angolo in quanto, se riuscirete dopo lunghi passaggi a rispedirla da soli all’Agenzia delle Entrate tutto bene, ma se non ce la farete vi dovrete affidare ancora una volta al Caf o al vostro commercialista e quella dichiarazione che resta intonsa rispetto a come era stata compilata dall’Agenzia delle Entrate, dovrà essere accompagnata da visto di conformità del Caf o del commercialista. Sembrerà una barzelletta, ma non lo è, se risulteranno errori, l’Agenzia delle Entrate multerà e sanzionerà il commercialista o il Caf, nonostante l’errore sia dello Stato stesso in caso di dichiarazione pre-compilata a cui è stato dato l’ok anche se presentava errori dalla fonte, quindi dalla stessa Agenzia delle Entrate.
Che sia l’ennesimo modo per prenderci in giro e farci sborsare danaro senza che neanche ce ne accorgiamo?
Guerriero del Risveglio
Fonte: signoraggio.it
http://guardforangels.altervista.org/blog/fregatura-dichiarazione-dei-redditi-domicilio/
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