
© Collage: «La Voce della Russia»
La nuova tappa d'avvicinamento tra la Russia e la Cina, delineatasi dopo la visita del presidente Putin a Shanghai, ha indotto Obama di definire questi due paesi la fonte principale dei problemi degli USA, garante della pace in tutto il mondo.
Igor Denisov, esperto della MGIMO (Università Statale
di Mosca per le Relazioni Internazionali) è convinto che uno sguardo
così panico sulla partnership strategica russo-cinese sia privo di ogni
fondamento.
Nel corso della conferenza degli scienziati
della MGIMO e dell'Istituto cinese dei problemi internazionali
l'orientalista ha fatto ricordare: in seguito agli sforzi congiunti
mirati le relazioni tra la Russia e la Repubblica Popolare Cinese hanno
raggiunto una nuova tappa della partnership onnicomprensiva e
interazione strategica.
In particolare, la Federazione
Russa e la Repubblica Popolare Cinese hanno rimarcato la necessità di
"rinunciare al linguaggio di sanzioni unilaterali, all'organizzazione,
assistenza, finanziamento o incoraggiamento dell'attività volta alla
modifica dell'ordine costituzionale di un altro stato o al suo
coinvolgimento in qualche alleanza o unione multilaterale".
Igor
Denisov vede in questa tesi un evidente accenno alla situazione
riguardante le pressioni dell'Occidente sull'Ucraina, e anche alle
conseguenti sanzioni nei confronti dei funzionari e imprenditori russi.
E' evidente che un simile comportamento dell'Occidente non trova
l'approvazione né a Mosca né a Pechino.
Nello stesso
tempo l'esperto ritiene che siano completamente errate le valutazioni
degli esperti secondo le quali quasi l'unico spinta causale del
rafforzamento della cooperazione russo-cinese, compresa quella militare,
siano le sanzioni occidentali e l'aspirazione di Mosca di trovare un
nuovo appoggio in Oriente nelle condizioni di una nuova "guerra fredda".
Le relazioni tra Mosca e Pechino già da molto tempo non sono soggette a
oscillazioni congetturali e si stanno sviluppando seguendo la loro
logica interna, ne è convinto Denisov.
Anzi il ruolo
della Cina come salvagente per la Russia è respinto dagli stessi cinesi,
accentua l'esperto. Zhang Deguang, ex-segretario esecutivo
dell'Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (SCO) e l'ex
ambasciatore della Cina in Russia, in un'intervista a Reuters ha
dichiarato: "La posizione della Cina sull'Ucraina non può essere
descritta come sostegno della Russia o la sua assenza. E' una questione
molto complicata e la Cina per ora non si è schierata da alcuna parte".
L'altro ex-ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese nella
Federazione Russa, Liu Guchang, citato dall'agenzia di stampa cinese
Xinhua, fa notare che la visita del presidente russo a Shanghai non è
stata mirata all'ottenimento dalla Russia del sostegno politico da parte
della Cina.
Questi commenti, secondo il parere di Igor
Denisov, attestano: la comunità cinese degli esperti e le persone che
prendono le decisioni non sono intenzionate ad attribuire alla
partnership strategica bilaterale il carattere di orientamento
antioccidentale. Anche gli esperti in Russia, in particolare il
Consiglio russo per le relazioni internazionali (RSMD) invoca a non
esagerare "il grado della coincidenza degli interessi con la Cina e
interpretare il suo silenzio come un segnale di consenso". Il documento
di RSMD afferma:
Nonostante determinati disaccordi con l'Occidente la Cina è legata agli USA e all'Europa da solide relazioni economiche. Sul piano politico invece la Cina ha assunto una posizione piuttosto pragmatica, cercando di mantenere i rapporti di cooperazione sia con l'Occidente sia con la Russia. Perciò allo scopo di conservare e mantenere profonde relazioni con la Cina bisogna evitare le situazioni nelle quali la Cina sarà costretta all'inevitabile scelta pubblica alternativa tra la Russia e l'Occidente".
Cosicché,
ritiene l'esperto russo, la Russia e la Cina stanno cercando di
assumere un approccio di massima responsabilità verso lo sviluppo delle
relazioni bilaterali per non nuocere alle relazioni con paesi terzi.
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