Continua
il lento collasso dello Stato ucraino, questa volta con Poroshenko che
cerca di assestare un colpo mortale ai resti della Rada, accusando “metà
della Verkhovna Rada” di essere “una ‘quinta colonna’
eterodiretta, fazioni intere” dopo che non ha approvato una legge che
definisce i governi di Donetsk e Lugansk organismi terroristici. Una
tale azione avrebbe concesso una pseudo-legittimità agli Stati Uniti nel
fare lo stesso, con l’intento ultimo di collegare il presunto supporto
russo a questi soggetti con lo status di “Stato sponsor del terrorismo”.
Con tali minacce, Poroshenko cerca volutamente di legarsi agli elettori
nazionalisti ed intimidire gli ultimi politici pragmatici, nel
tentativo di avere il controllo totale sullo Stato, proprio come il
potere assoluto che detiene da oligarca sulla sua compagnia. In
concomitanza, l’occidente appoggia appieno militarmente l’Ucraina, anche
se è sull’orlo dell’implosione. Il risultato instabile di queste due
tendenze è la discesa distopica dell’Ucraina verso la dittatura
militare, il tutto con l’appoggio entusiastico dell’occidente nella sua
ultima crociata antirussa.
Quinta colonna e politica sporca
Poroshenko gioca una sporca politica accusando metà della Rada di essere la “quinta colonna” dell’influenza russa. In realtà, la maggior parte del governo ucraino è una quinta colonna, dell’occidente, ma non è questo l’argomento qui. L’obiettivo di Poroshenko è intimidire i politici che hanno votato contro il disegno di legge “anti-terrorista” e che potrebbero subire lo stesso destino del recentemente bandito Partito Comunista, perseguitato a causa di presunte posizioni “pro-russe”. Non solo, ma l’Ucraina post-golpe è oggetto di ampi abusi dei diritti umani ed oppressione politica, quindi c’è già una netta indicazione di ciò che può accadere a coloro in disaccordo con il regime.
Poroshenko gioca una sporca politica accusando metà della Rada di essere la “quinta colonna” dell’influenza russa. In realtà, la maggior parte del governo ucraino è una quinta colonna, dell’occidente, ma non è questo l’argomento qui. L’obiettivo di Poroshenko è intimidire i politici che hanno votato contro il disegno di legge “anti-terrorista” e che potrebbero subire lo stesso destino del recentemente bandito Partito Comunista, perseguitato a causa di presunte posizioni “pro-russe”. Non solo, ma l’Ucraina post-golpe è oggetto di ampi abusi dei diritti umani ed oppressione politica, quindi c’è già una netta indicazione di ciò che può accadere a coloro in disaccordo con il regime.
Un’altra delle attività di Poroshenko è dividere la società
dalla Rada e attizzare il nazionalismo in vista delle elezioni
anticipate, con la speranza che gli elettori usino i processi
democratici per la rimozione politica degli avversari con la scusa del
‘patriottismo’. Anche se ciò aggrava i tumulti politici nel Paese,
allontana comodamente l’attenzione dalla crisi imminente della FMI (per
cui la Rada è soprattutto collassata) con fuorvianti accuse ai
nemici interni per i problemi del Paese. Poroshenko s’impegna in una
mossa rischiosa per centralizzare il controllo sullo Stato, proprio come
un oligarca con la sua azienda, ma pericolosamente dovrà affrontare un Comma-22.
Vuole aumentare il potere ai danni dei nazionalisti, ma i loro potere
ed ambizioni avanzeranno insieme ai suoi solo se potranno, in un
probabile futuro, farne un loro burattino (e se anche gli consentiranno
di rimanere al potere). L’occidente lo sa e quindi scommette sul suo
sostegno militare come misura di sicurezza per mantenere la propria
influenza in Ucraina, nel caso ciò succeda.
Piano B: teppa militare
Al fine di pianificare la contingenza nel caso Poroshenko perda il potere, contrariamente alla volontà occidentale, darà pieno appoggio ai militari dell’Ucraina. Naturalmente, ciò allo scopo di schiacciare i federalisti dell’est, ma lo scopo recondito di tale duplice supporto deve essere ulteriormente esaminato. Gli Stati Uniti hanno già speso 53 milioni di dollari (5 e 48 rispettivamente) per i militari ucraini, e se l’American Aggression Enabling Act passasse, il Paese diverrebbe il maggiore alleato non-NATO. Anche se non accadesse, gli Stati Uniti ancora avvierebbero i piani della Guardia Nazionale della California per addestrare la Guardia Nazionale ucraina il prossimo anno, e consiglieri militari saranno inviati nel Paese a fine mese. L’UE ha compiuto un voltafaccia avendo inaspettatamente tolto il divieto di vendere armi all’Ucraina, aprendo la porta all’inondazione di armi nel Paese preda del conflitto.
Al fine di pianificare la contingenza nel caso Poroshenko perda il potere, contrariamente alla volontà occidentale, darà pieno appoggio ai militari dell’Ucraina. Naturalmente, ciò allo scopo di schiacciare i federalisti dell’est, ma lo scopo recondito di tale duplice supporto deve essere ulteriormente esaminato. Gli Stati Uniti hanno già speso 53 milioni di dollari (5 e 48 rispettivamente) per i militari ucraini, e se l’American Aggression Enabling Act passasse, il Paese diverrebbe il maggiore alleato non-NATO. Anche se non accadesse, gli Stati Uniti ancora avvierebbero i piani della Guardia Nazionale della California per addestrare la Guardia Nazionale ucraina il prossimo anno, e consiglieri militari saranno inviati nel Paese a fine mese. L’UE ha compiuto un voltafaccia avendo inaspettatamente tolto il divieto di vendere armi all’Ucraina, aprendo la porta all’inondazione di armi nel Paese preda del conflitto.
L’ironia suprema è che l’UE originariamente
impose il divieto al governo Janukovich, a febbraio, per impedire la
“repressione interna”, mentre l’attuale governo golpista ha ucciso oltre
1000 persone nella recente operazione “anti-terrorismo”. Il golpista Kyiv Post
ammette che 90 persone morirono nel rovesciamento di Janukovich, il che
significa che l’attuale autorità viene premiata per aver ucciso 10
volte tanto, accedendo alle moderne armi che l’Europa ha da offrire. La
logica di tale sostegno è la necessità di salvaguardare l’integrazione
economica e politica dell’Ucraina con l’occidente tramite l’accordo di
associazione UE. Se Poroshenko viene eliminato, i militari
concettualmente potrebbero continuare l’integrazione dell’Ucraina
all’occidente, o almeno così si pensa.
L’errore strategico è che
l’esercito collassa quasi quanto lo Stato, il che significa che non è un
ascaro affidabile, comunque. Diserzioni, pessime condizioni,
rifornimenti e razioni inadeguate e proteste contro le mobilitazioni,
tutto indica che l’esercito è assai instabile, al momento. Inviando armi
a tale entità, si corre il rischio che finiscano nelle mani degli
estremisti, se le forze armate improvvisamente crollassero, come in
Libia, e peggio ancora tali agenti verrebbero addestrati dai militari
degli Stati Uniti in modo da utilizzarle con la massima letalità. La
prospettiva di terroristi neo-nazisti che utilizzano armi statunitensi
ed europee per massacrare immigrati e musulmani a Parigi o Berlino, per
esempio, improvvisamente diverrebbe una truce realtà.
Dalla ‘democrazia’ alla dittatura
La nominale ‘democrazia’ dell’Ucraina post-golpe (come riconosciuto dall’occidente) si sta rapidamente trasformando in uno Stato militarizzato incentrato su un volenteroso GI Joe. Ciò che resta della Rada è lacerato dal proposito di Poroshenko nella sua pericolosa ricerca del potere. La strada da una fantomatica democrazia a una dittatura innegabile, ha quattro aspetti evidenziabili:
La nominale ‘democrazia’ dell’Ucraina post-golpe (come riconosciuto dall’occidente) si sta rapidamente trasformando in uno Stato militarizzato incentrato su un volenteroso GI Joe. Ciò che resta della Rada è lacerato dal proposito di Poroshenko nella sua pericolosa ricerca del potere. La strada da una fantomatica democrazia a una dittatura innegabile, ha quattro aspetti evidenziabili:
Politico: Poroshenko vuole paralizzare la già
handicappata Rada e trasformarla in un istituto fantoccio nazionalista. É
un obiettivo rischioso, ma la ricerca del potere assoluto è ridicolo
vederlo come azzardo.
Militare: i militari saranno rafforzati da un
‘Saakashvili capovolto’. Il rinnegato georgiano aumentò la spesa
militare del suo Paese di 24,5 volte in quattro anni, prima di lanciare
la guerra, ma Poroshenko vuole emulare tale obiettivo durante e dopo la
guerra, utilizzando la ‘minaccia russa’ per avere un copioso sostegno
occidentale per tale piano. Tuttavia, l’occidente non potrà sostenerlo
tutto, per cui il finanziamento scientifico deve essere tagliato ed
imposta una nuova tassa militare dell’1,5%. La militarizzazione si
verificherebbe ai vertici delle forze armate ufficiale e alla base
civile con minacce, terrorismo, intimidazioni e nazionalismo radicale di
Pravij Sektor. La popolazione deve mantenere una mentalità d’assedio,
con il governo che usa la minaccia dei nemici interni (“quinta
colonna”), dei “terroristi”, la ‘minaccia russa’ e l”occupazione della
Crimea.
Informazioni: la guerra al giornalismo non accenna a
diminuire, mentre il Paese è il più pericoloso del mondo per tale
professione, quest’anno. I giornalisti che non adottano la linea
ufficiale del governo saranno perseguitati e cacciati dal Paese, come
illustrano i casi di Graham Phillips, Alina Eprimian, la troupe di LIFEnews
e altri. Il divieto di scegliere i media russi è anche un segno
distintivo per un Paese che cerca di aderire all’UE ‘pro-diritto
d’informazione’.
Normativo: riassumendo, Poroshenko vuole mantenere la
protezione estera (l’ombra della NATO) e il sigillo di approvazione
(‘legittimità’ europea e accordo di associazione UE) per
istituzionalizzare la sua presa sul potere. Finora l’occidente sostiene
con entusiasmo ogni suo passo.
Vincere la guerra in oriente non è così importante per Poroshenko come consolidare la posizione politica interna sua e della sua cricca. Bisogna sempre ricordare che prima di tutto è un oligarca e le vecchie abitudini sono dure a morire, come dice il proverbio. La peggiore minaccia per Poroshenko sarebbe esser rovesciato dalle stesse forze nazionaliste che vede come sostegno al suo potere, e i militari possono fermare ciò (se non saranno cooptati dai nazionalisti). Ciò che rende il quadro del passaggio a una dittatura militare e a una destabilizzazione nazionalista tanto più distopico, tuttavia, sono i “valori occidentali” auto-promossisi quali valori assoluti, saldamente alla base di un tale incubo nel cuore del continente europeo.
Andrew Korybko (USA) Oriental Review
Andrew Korybko è corrispondente de La Voce della Russia, vive e studia a Mosca, per Oriental Review.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
http://aurorasito.wordpress.com/2014/08/07/la-discesa-nella-dittatura-militare-distopica-dellucraina/



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