Non credete minimamente a ciò che dico. Non prendete nessun dogma o libro come infallibile. (Buddha)
martedì 14 giugno 2016
Il terrorista di Orlando collegato alla CIA
Marcus Dwayne Robertson
Omar Mateen era legato all’ex-guardia del corpo dell’agente della CIA shayq Umar Abdurahman
Omar Mateen era un seguace di Marcus
Dwayne Robertson, ex-marine degli Stati Uniti e guardia del corpo dello
“sceicco cieco” Umar Abdurahman.
Fox News riferisce: “L’uomo
che ha ucciso almeno 50 persone in una discoteca della Florida era un
seguace di un controverso capo di rapinatori di banche (Marcus Dwayne
Robertson) rilasciato dal carcere lo scorso anno nonostante gli
avvertimenti dei procuratori che avrebbe reclutato persone per azioni
violente, secondo le fonti di FoxNews.com. Abdurahman era un capo
spirituale dei mujahidin appoggiati dalla CIA in Afghanistan. Negli anni
’80 “fu arruolato da funzionari dell’intelligence pakistana e
statunitense che orchestravano la guerra in Afghanistan. Una sessantina
di ufficiali delle Forze speciali e della CIA lo consideravano una
‘risorsa preziosa’, secondo uno di loro, trascurandone il messaggio
anti-occidentale e l’incitamento alla guerra santa perché lo volevano
aiutare ad unificare i gruppi dei mujahidin“, secondo The Atlantic Monthly.
Dopo che il mentore di Usama bin Ladin, Abdullah Azam, fu assassinato
nel 1989, la CIA collaborò strettamente con Abdurahman. L’agenzia lo
portò negli Stati Uniti in numerose occasioni, nonostante fosse sulla
lista di sospetti terroristi. Fu anche pagato dalla CIA per visitare
Londra, dove radicalizzò i musulmani reclutandoli per la guerra contro i
sovietici in Afghanistan (vedi Sean O’Neill, La fabbrica del suicidio, Abu Hamza e la moschea di Finsbury Park). A New York, secondo un “funzionario egiziano di grado molto elevato“,
Abdurahman continuò a lavorare con la CIA.
Abdurahman fu implicato
nell’assassinio del rabbino sionista radicale Meir Kahane, ma la CIA
bloccò l’indagine.
“E’ un caso che lo sceicco ebbe il visto ed sia
ancora nel Paese. È qui sotto le bandiere di Sicurezza nazionale,
dipartimento di Stato, NSA e CIA“,
disse un agente dell’FBI secondo The Village Voice.
La CIA avrebbe poi bloccato le indagini sul coinvolgimento di
Abdurahman nel complotto per bombardare il WTC e altre sedi nel 1993.
Alla fine fu arrestato e accusato. Un documento della CIA concluse che
l’agenzia era “parzialmente colpevole” per l’attentato del 1993 al World Trade Center, perché contribuì ad addestrare e supportare alcuni degli attentatori.
Marcus Dwayne Robertson, alias Abu Taubah, era un marine e membro di una banda di New York che lavorava con la CIA.
“Anche
se questa affermazione può sembrare fantastica, un memorandum sulla
condanna emessa dai suoi avvocati, a fine aprile, afferma che il governo
confermò una serie di affermazioni di Robertson sulle passate attività
clandestine condotte per conto del governo“,
scrive Murtaza Hussain per Intercept.
Robertson, che fu anche informatore dell’FBI per 15 anni, venne
arrestato, imprigionato e accusato di possesso di arma da fuoco di un
criminale, e condannato nel 2011. Era l’imam del Seminario della
Conoscenza Fondamentale Islamica di Orlando, al momento. Nei primi anni
’90 fu la guardia del corpo dello sceicco Umar Abdurahman.
“Bill
Warner, investigatore privato di Sarasota in Florida e attivista
anti-islamista, che seguiva Marcus Robertson dal 2009, sostiene che
oltre agli ultimi crimini Robertson ha ‘legami con al-Qaida risalenti
almeno al 1993, a New York City, e in precedenza era legato ad Umar
Abdurahman, il cosiddetto ‘sceicco cieco’ il cui gruppo estremista fu
accusato del primo attentato al World Trade Center del 1993. Abdurahman,
condannato per cospirazione sediziosa con altri nove, sconta
l’ergastolo al Butner Federal Correctional Institution nel North
Carolina“,
riferiva Fox News a marzo. Fox News e gli altri
media corporativi evitano l’ovvio. Abdul-Rahman, Robertson e si può
ragionevolmente presumere Omar Mateen erano controllati della CIA e,
probabilmente, dall’FBI. Questo, naturalmente, va contro la storia su
Mateen lupo solitario ispirato dallo Stato Islamico, a sua volta
variante di al-Qaida cresciuta sulla scia della guerra in
Afghanistan contro i sovietici negli anni ’80 (i taliban anche derivano
dai resti dei mujahidin).
Il padre di Omar Mateen aveva appena visitato Congresso e dipartimento di Stato degli USA
Il
padre di Omar Mateen, il 29enne che ha compiuto la peggiore strage
nella storia degli USA, è un attivista politico che concorre alle
presidenziali dell’Afghanistan. Seddique Mateen, cittadino afghano, era
stato a Washington DC di recente, cercando supporto presso dipartimento
di Stato e Congresso, secondo The Independent Journal. Ha
pubblicato le ultime immagini di se stesso su Facebook presso il
dipartimento di Stato e gli uffici dei democratici del comitato dei
servizi esteri. “Abbiamo il dovere di dire al mondo che il Pakistan uccide il popolo afghano“, ha scritto in un post, secondo The Journal.
In un altro post ha parlato di incontri con il Comitato per le
Relazioni Estere e della partecipazione a un’audizione sulla sicurezza
in Afghanistan. Ha anche incontrato i deputati repubblicani Charlie
Rangel, Dana Rohrabacher ed Ed Royce, secondo i suoi post su Facebook. Epoch Times ha contattato Seddique Mateen su Facebook per un commento. Il Washington Post ha riferito che cercava di concorrere alle presidenziali dell’Afghanistan. “Il
video più recente sul canale youtube di Mateen lo mostra dichiarare la
candidatura alla presidenza afghana. La tempistica del video è strana,
avvenendo un anno dopo le elezioni presidenziali in Afghanistan“,
riferisce il Post.
Mateen ha anche inviato messaggi all’amministrazione
Obama, tra cui una foto di lui con uno striscione che dice: “I taliban sono AFGHANI al 100%. Nessuno li controlla e vogliono distruggere la Linea Durand“. In un altro post ha scritto: “Oh Presidente Obama, il Pakistan è la capitale del terrorismo“, e un altro dice: “L’ISI del Pakistan uccide soldati statunitensi e afgani“. Parlando con la NBC News, Mateen ha detto che l’attacco di suo figlio “non ha nulla a che fare con la religione“. “Chiediamo scusa per l’incidente. Non sapevamo delle azioni che ha preso. Siamo scioccati, come tutto il Paese“, ha detto l’emittente.
I funzionari dicono che almeno 50 persone sono state uccise ed altre 53
ferite nella sparatoria nella discoteca, avvenuta il 12 giugno di prima
mattina. Il sospettato di New York, Omar Mateen, veniva ucciso dalla
polizia circa 3 ore dopo l’incidente. Ron Hopper, capo dell’FBI di
Orlando, ha detto che il suo ufficio seguiva Omar nel 2013, quando fece
dei “commenti infiammati” ai colleghi su possibili “legami
terroristici”, secondo al-Jazeera. Nel 2014, i funzionari
l’indagarono per “possibili legami” col kamikaze statunitense Moner
Mohammad Abusalha.
Il contatto di Omar con Abusalha era “minimo e non costituiva un rapporto sostanziale o una minaccia all’epoca“,
ha detto Hopper all’emittente. Omar aveva legalmente acquistato le due
armi che si ritiene abbia utilizzato nella sparatoria, pochi “giorni
prima”, ha detto Trevor Velinor, portavoce del Bureau of Alcohol, Tabacco, and Firearms (ATF). Hopper rispose alle domande su come Omar abbia ottenuto le armi pur essendo indagato dall’FBI dicendo: “non c’era nulla per poter continuare le indagini“. Quando i giornalisti glielo chiesero ancora, rispose: “Ancora una volta, l’indagine è stata chiusa“.
La G4S è una multinazionale britannica, una grande agenzia
paramilitare (anzi, la dicono più grossa delle stesse forze armate
britanniche) che offre servizi di sicurezza e sorveglianza; quindi si
ritiene che selezioni con cura il suo personale. Come può garantire
“scurezza” se prima non assume personale “sicuro”?
Orbene, una tale ditta assume nel 2007 come guardia giurata un Omar
S. Mateen, e se lo tiene, nonostante costui sia stato due volte in
Arabia Saudita (nel 2011 e nel 2012, per i pellegrinaggio a La
Mecca), e sia stato indagato due volte dall’FBI come potenziale minaccia
islamista, anche se poi l’inchiesta (dicono oggi) fu chiusa perché non
risultava nulla di concreto. Proprio vero?
Collabora con Israele
Singolari – più che ottimi – sono i rapporti della G4S con lo
stato d’Israele: questa “grossa compagnia di sicurezza britannica
fornisce equipaggiamento e servizi alle prigioni israeliane in cui sono
detenuti prigionieri politici senza processo e soggetti a torture”,
leggiamo in una nota del Movimento BDS: “Aiutando Israele a gestire 5
prigioni e centri d’interrogatorio, la G4S partecipa alla tortura e
all’incarcerazione di oltre 600 mila palestinesi (…) La G4S ha anche un
contratto con il governo israeliano per fornire materiale e servizi ai
posti di blocco del muro dell’Apartheid, i punti di passaggio che
forzano l’assedio di Gaza e le stazioni di polizia israeliane. Guardie
della G4S operano in varie basi militari israeliane”.
Il Movimento BDS (Boycott, Divest and Sanctions – Boicotta Disinvesti
Sanziona) è la campagna internazionale di boicottaggio delle merci
israeliane (prodotte in realtà nei territori occupati) come mezzo di
pressione economico-politica contro il razzismo sionista e il suo
regime di apartheid.
Dunque il terrorista islamico che ha fatto strage di gay ha lavorato
per una ditta che è praticamente, israeliana; almeno abbastanza da
essere inserita con piena fiducia di Sion nel suo apparato repressivo.
Forse non stupisce più tanto che a diffondere ai media le sue foto sia
stato il SITE di Rita Katz. L’11 Settembre si chiamava Securicor, e…
Ancor più interessante sapere che la G4S ha cambiato nome: prima si
chiamava Securicor, e con questo nome gestiva la sicurezza di due dei
tre aeroporti da cui partirono i dirottatori – eh sì – dell’11 Settembre
2001. Più precisamente, la Securicor (oggi G4S) aveva giusto rilevato,
nove mesi prima dell’11 Settembre, la “Argenbright Security”, la
compagnia Usa responsabile della sicurezza degli aeroporti incriminati. Dopo l’attentato, la Securicor fece sapere di essere assicurata per
ogni eventuale richiesta di danni.
Certo che come ditta fornitrice di
sicurezza non ebbe allora molto successo, lasciando passare i
dirottatori arabi (di Al Qaeda, ricordate?); e sì che non era nemmeno la
sola. Un’altra ditta vegliava (malissimo) sulla security aeroportuale degli aeroporti europei allora, la ICTS, israeliana, con base in
Olanda e direttore tale Ezra Harel, cittadino di Sion. La ICTS – il
cui personale è composto di (ex?) agenti dello Shin Bet – lasciò
imbarcare al Charles De Gaulle di Parigi il terrorista con la bomba
nella scarpa, e allo Skyphol di Amsterdam, il Natale 2009, il
“terrorista con l’esplosivo nelle mutande”, Umar Farouk Abdulmutallab. I due erano innocui spostati che furono prontamente neutralizzati in
volo, ma fecero la loro parte nella strategia della tensione post-11
Settembre.
Non basta: dal 2014 la G4S gestisce il carcere di Guantanamo, dove
sono detenuti senza processo né accusa, da anni, 149 accusati di
terrorismo islamico: un contratto col governo americano che ha fruttato
135 milioni di dollari ed ha suscitato proteste sulla stampa
britannica. http://www.ibtimes.co.uk/g4s-sells-guantanamo-bay-service-unit-135m-1474597
Insomma una discutibile compagnia di aguzzini, che ha rapporti
strettissimi con Israele; e che – come abbiamo rivelato nel precedente
articolo – è accusata di far filtrare immigrati clandestini OTM (Other
than Mexican) dalla frontiera messicana in Usa – anche qui grazie a un
contratto con la Homeland Security, il ministero che fu creato da Bush,
il quale ne affidò la direzione all’israelo-americano Michael Chertoff.
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