Di
fronte all’offensiva imperiale lanciata da Washington contro la Russia e
i governi democratici in America Latina, il partenariato strategico tra
Mercosur e l’Unione eurasiatica emerge quale elemento chiave nella
difesa della sovranità e della costruzione di un ordine mondiale
multipolare sempre più lontano dall’orbita del dollaro e meno incentrato
sull’economia degli Stati Uniti. Le strategie di contenimento economico
promosse da Washington contro Mosca e Caracas precipitano la
riconfigurazione delle alleanze nel sistema globale. Sebbene la Russia
si trovi geograficamente nell’emisfero settentrionale, la sua agenda
diplomatica prevede stretti legami con le economie emergenti.
Lo stesso
vale per l’America Latina, regione che secondo il ministro degli Esteri
Sergej Lavrov è destinata a divenire pilastro fondamentale nella
costruzione dell’ordine mondiale multipolare. Indubbiamente, i legami
della Russia con l’America Latina si approfondiscono rapidamente.
Secondo la banca dati sul commercio delle Nazioni Unite (ONU Comtrade,
nell’acronimo in inglese), gli scambi tra Mosca e America Latina hanno
raggiunto la cifra record di 18,832 miliardi di dollari nel 2013, un
importo 3 volte superiore rispetto al 2004 (Brasile, Venezuela,
Argentina, Messico ed Ecuador sono i 5 partner più importanti dell’orso
russo in America Latina). Vi sono fondamentali complementarità
economiche.
Le esportazioni russe verso l’America Latina si concentrano
per oltre il 50% in fertilizzanti, minerali e combustibili. Mosca invece
acquista dai Paesi latinoamericani soprattutto prodotti agricoli,
salumi e componenti elettronici. Secondo le proiezioni dell’Istituto per
l’America Latina dell’Accademia delle Scienze Russa, il commercio
bilaterale raggiungerà i 100 miliardi entro il 2030, con un incremento
di oltre il 500%. Tuttavia, vi sono molte sfide all’orizzonte. Il
contesto recessivo dell’economia globale, la tendenza deflazionistica
(prezzi in calo) nel mercato delle materie prime (soprattutto petrolio),
il rallentamento in Asia e le sanzioni economiche imposte da Stati
Uniti e Unione europea, rivela l’urgente necessità di aumentare i
termini delle relazioni diplomatiche tra Russia e Paesi dell’America
Latina.
In conseguenza del calo degli scambi tra Russia ed Unione europea, l’America Latina emerge come sorta di mercato sostitutivo ricevendo allo stesso tempo investimenti high-tech. A questo proposito, vi sono i notevoli programmi d’investimento del Consorzio Petrolifero Nazionale (formato da Rosneft, Gazprom Neft, LUKoil, TNK-BP e Surgutneftegas) previsti in Brasile, Argentina, Venezuela, Guyana e Cuba, tra gli altri Paesi. Inoltre, vi è una vasta gamma di possibilità per costruire alleanze scientifico-tecnologiche, da un lato, promuovendo lo sviluppo industriale in America Latina e, dall’altro lato, aiutare a diversificare le esportazioni di Mosca attualmente concentrate sugli idrocarburi.
La lunga stagnazione dell’attività economica globale e
l’aumento dei conflitti interstatali per garantirsi l’approvvigionamento
di materie prime essenziali (petrolio, gas, metalli, minerali, terre
rare e così via) per riprodurre il capitale, promuove la costruzione di
alleanze strategiche tramite accordi commerciali preferenziali,
investimenti congiunti nel settore energetico, trasferimento
tecnologico, cooperazione tecnico-militare, ecc. Nella stessa
prospettiva, il rapporto strategico bilaterale della Russia con diversi
Paesi dell’America Latina (Argentina, Brasile, Cuba, Ecuador, Nicaragua,
Venezuela, etc.), cerca d’espandersi nella regione sudamericana
attraverso la punta di diamante dell’Unione Eurasiatica (formata da
Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan).
Mentre il
Presidente Vladimir Putin propose nel 2011 (in un articolo pubblicato
sul quotidiano ‘Izvestija‘) di convertire l’Unione eurasiatica
in un meccanismo di collegamento tra la regione Asia-Pacifico e l’Unione
europea, l’assedio imposto alla Federazione Russia dalla NATO ha
annullato temporaneamente tale possibilità. Di conseguenza, l’Unione
eurasiatica supera i confini continentali creando zone di libero scambio
con la Cina in Asia, l’Egitto in Africa del Nord e il Mercato comune
del Sud (Mercosur comprendente Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e
Venezuela) in America Latina.
Negli ultimi anni, la relazione strategica tra Unione eurasiatica e
Mercosur rappresenta la maggiore scommessa della Russia nella regione
sudamericana sull’integrazione regionale: entrambi i blocchi hanno una
superficie di 33 milioni di chilometri quadrati, una popolazione di 450
milioni di abitanti e un PIL combinato di oltre 8,5 miliardi di dollari
(11,6% del PIL globale in termini nominali). La relazione strategica ha
due grandi obiettivi. In primo luogo, ridurre la presenza di Stati Uniti
e Unione europea sui flussi extraregionali del commercio e degli
investimenti. In secondo luogo, accelerare il processo di
de-dollarizzazione globale attraverso l’uso delle monete nazionali come
mezzo di pagamento.
La realizzazione di un sistema di pagamenti
alternativi alla Società per la telecomunicazione interbancaria e
finanziaria internazionale (SWIFT, nell’acronimo in inglese) da parte
della Russia (la Cina ha recentemente annunciato il lancio di un sistema
di pagamento proprio, che potrebbe essere operativo a settembre), così
come l’esperienza dell’America Latina con il sistema unico di
compensazione regionale (SUCRE) per attutire gli shock esteri sulla
regione, sono la prova del ruolo crescente di entrambe le parti nella
creazione di nuovi istituzioni e meccanismi finanziari abbandonando
l’orbita del dollaro. Senza dubbio, di fronte all’assalto economico e
geopolitico dell’imperialismo USA, le economie emergenti eludono il
confronto diretto con la regionalizzazione. In breve, Unione eurasiatica
e Mercosur dovrebbero concentrare i loro sforzi su una maggiore
cooperazione finanziaria e una parallela articolazione di un fronte
comune in difesa della sovranità nazionale e dei principi del diritto
internazionale.
In conclusione, la relazione strategica tra Unione eurasiatica e Mercosur ha la grande opportunità di presentare al mondo la risposta positiva di entrambi i blocchi all’aggravarsi della crisi economica attuale e, quindi, contribuire in modo decisivo a minare dalle fondamenta l’egemonia del dollaro.
Ariel Noyola Rodríguez* RussiaToday
*Laurea in Economia e Commercio presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
https://aurorasito.wordpress.com/2015/03/14/come-mercosur-e-unione-eurasiatica-sfidano-gli-usa-e-legemonia-del-dollaro/


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