
L’URSS non è crollata perché il suo sistema non funzionava o perché economicamente indebolita, tanto meno per la guerra in Afghanistan e altre stronzate che la propaganda continua a spacciare anche dopo la fine del blocco sovietico. La seguente testimonianza ci dice dall’interno ciò che è realmente accaduto.
Quest’anno
(2011) vi segnalo due eventi correlati: il 20° anniversario del crollo
dell’Unione Sovietica e l’anniversario del suo primo e ultimo presidente
Mikhail Gorbaciov. Come considerare tali date? Per alcuni, il crollo
dell’Unione Sovietica fu la maggiore catastrofe geopolitica del secolo.
Altri, vincendo contro ogni probabilità l’indipendenza nel 1991, parlano
del trionfo di democrazia ed autodeterminazione nazionale dei popoli,
osservandone pomposamente i giorno dell’indipendenza.
“Il crollo dell’Unione Sovietica non fu causata da incoerenza interna, dice Aleksandr Zinoviev, filosofo e scrittore ben noto. È una sciocchezza: il sistema sovietico era praticabile, poteva durare per sempre. Fu una grande attività sovversiva occidentale. Ho studiato tale operazione sovversiva per 20 anni, conosco la tecnica e come fu attuata. E il passo finale di tale deviazione portò Gorbaciov a segretario generale del partito. Fu un diversivo, non fu solo eletto, fu messo al potere e tutte le azioni di Gorbaciov e poi Eltsin furono un tradimento, distrussero l’apparato del partito, il partito e l’apparato statale“.
Secondo i
rapporti, Gorbaciov e sua moglie furono già reclutati dalla CIA nel
1966 durante il loro viaggio in Francia. Le allusioni al riguardo furono
fatte dal noto Zbigniew Brzezinski, ai vertici degli Stati Uniti. In
ogni caso, l’attività antisovietica di Gorbaciov iniziò subito dopo
l’ascesa al potere, come indicano le sue istruzioni. Prendete, per
esempio, le elezioni a segretario generale…
Il fatto che fossero
chiaramente parte delle operazioni dei servizi degli Stati Uniti, molti
lo capirono, anche in occidente. Tutto fu pianificato affinché solo 8
persone decidessero le elezioni. Si ritardò, con dei pretesti, la
partenza dagli Stati Uniti del membro del Politburo Shherbitskij, che
avrebbe sicuramente votato contro Gorbaciov. Fu impedito nelle elezioni
un altro membro del Politburo, che era in congedo, Romanov, che
avrebbe certamente votato contro Gorbaciov. Se solo questi due avessero
votato, Gorbaciov non sarebbe diventato segretario generale, eletto per
un voto! Alla fine degli anni ’80, tra gli esperti della
socialdemocrazia europea apparve il termine “incubatore” in relazione
all’ascesa al potere di capi filo-statunitensi. Questo sistema per
creare capi controllabili fu particolarmente sviluppato negli anni ’90…
tale “incubatore” seleziona in continuo personale relativamente giovane
che non occupa posizioni elevate e che deve soddisfare due requisiti
fondamentali.
Primo l’ambizione, poter attrarre l’attenzione e
compiacere il pubblico. Secondo, essere manipolabili, ad esempio,
ricattabili con atti compromettenti o vizi nascosti, in modo che, se
necessario, si possano controllarne le azioni. Nell'”incubatore” la CIA
comunica attraverso canali stabiliti con i prescelti, quindi coordina
gli sforzi per promuovere i suoi candidati ed eliminarne i rivali.
L’intera operazione può essere effettuata in modo discreto, ma la
persona scelta vince. C’è sempre una scelta. La creazione di capi
filo-USA non lascia prove dirette. Così vengono creati i
collaborazionisti degli Stati Uniti disposti a vendere il proprio popolo
per vantaggi personali… L’ideatore del sistema “incubatore” fu un alto
ufficiale, Allen Dulles. Il sistema fu testato sull’URSS…
Far nominare Gorbaciov Segretario generale del Comitato Centrale del
PCUS fu infatti il primo passo per l’attuazione della controrivoluzione
in URSS. Gorbaciov fu semplicemente comprato, oltre a una somma di 80
miliardi di dollari saccheggiata dalla sua amministrazione, una strana
storia spunta quando il cancelliere Kohl suggerì di versare all’URSS 160
miliardi di marchi per il ritiro delle truppe sovietiche dalla
Germania. Gorbaciov ne accettò 16 miliardi… anche Bush lo richiese. E’
difficile credere che il resto del denaro non sia stato versato. Inoltre
fu creata un’immagine incredibilmente positiva nei media occidentali.
Fu riferito che nel corso della riunione di Malta furono “offerti” a
Gorbaciov 300 milioni di dollari e 75 milioni a Shevardnadze.
Innumerevoli università e fondazioni gli diedero bonus, premi, diplomi,
titoli onorifici.
Più Gorbaciov vendeva il Paese, più veniva affittato.
Ricevette anche il Premio Nobel per la Pace, durante le operazioni
militari in Afghanistan. Dopo il famoso incontro a Malta nel dicembre
1989, il Segretario Generale Mikhail Gorbachev e il presidente degli USA
George Bush (senior) annunciarono che i loro Paesi non erano più
avversari. Alla vigilia della storica visita una terribile tempesta
scoppiò in mare, come se la natura stessa si ribellasse cercando di
evitare una tragedia terribile. Ma quale?
Persone informate dicono che
al momento di negoziare, uno stupito giornalista statunitense apparve
sul ponte della nave sovietica e disse ai colleghi in perfetto russo: “Ragazzi, questa è la fine del vostro Paese...”
Se si ricorda ciò che Gorbaciov fece concretamente, è ovvio che le sue
azioni furono una pianificata e deliberata distruzione dell’apparato del
PCUS. Dopo di che, il processo di distruzione di tutto il sistema
statale sovietico andò con stupefacente rapidità. E un fulmine colpì
l’intera società: comunità di base, economia, ideologia, cultura, ecc.
Questo non potrebbe accadere naturalmente.
Fu possibile perché la
sconfitta dello Stato sovietico fu attuata dai propri dirigenti su
dettatura dei manipolatori occidentali. Certamente Gorbaciov conosceva
le istituzioni speciali per la preparazione di agenti d’influenza, ed
anche i loro “laureati”. Ma dopo aver ricevuto dalla direzione del KGB
informazioni su tali agenti e sull’impatto della loro influenza,
Gorbaciov vietò al contro-spionaggio di adottare misure per reprimere i
loro crimini. Gorbaciov ed Eltsin, anche se ufficialmente avversari
politici, ricevevano denaro dalla stessa fonte, la Fondazione Hugo Humphrey degli USA.
Quando
Rajiv Gandhi incontrò Gorbaciov ed espose un piano per il rilancio
strategico dell’Unione Sovietica in Oriente e rafforzare il rapporto
URSS-India, Gorbaciov riferì ai suoi padroni tale iniziativa pericolosa.
I suoi padroni decisero la liquidazione totale della famiglia Gandhi.
Nel
dicembre 1989 Gorbaciov personalmente contribuì a creare a Mosca,
Vilnius, Riga, San Pietroburgo, Kiev, Odessa e Nizhnij Novgorod le
filiali della loggia massonica “B’nai B’rith” (Figli del Testamento).
Tutti, compreso Gorbaciov, sapevano cosa fosse. Qui, per esempio, le
dichiarazioni di alcuni capi della loggia. Henry Kissinger: “Preferisco il caos e la guerra civile in Russia alla riunificazione in uno Stato unito, forte e centralizzato“. Zbigniew Brzezinski: “La Russia sarà frammentata e controllata“. A. Dulles: “La nozione di “popolo russo” dovrebbe sparire del tutto“.
B. Didenko ha assolutamente ragione quando scrisse nel suo libro “La civiltà dei cannibali”:
“La perestrojka fu un approccio astuto e lungimirante del potere rapace. Impedendo deliberatamente all’Unione Sovietica di prendere la direzione giusta, sull’esempio della Cina“. La confessione di B. Clinton: “Utilizzando gli errori della diplomazia sovietica, l’estrema infatuazione di Gorbaciov e del suo entourage, anche di coloro che apertamente assunsero una posizione filo-USA, abbiamo ottenuto nell’Unione Sovietica ciò che il presidente Truman stava per avere con la bomba atomica“.
Prima della perestrojka l’Unione Sovietica non aveva praticamente alcun debito. I mutui contratti durante la perestrojka
furono concessi con “denaro del partito”, ma in realtà furono
utilizzati dai capi “democratici” provenienti dalla direzione del PCUS
degenerato: Gorbaciov, Jakovlev, Shevardnadze… Il paradosso è che il
denaro preso in prestito fu utilizzato per distruggere il Paese,
saccheggiarne le ricchezze e deviarne la ricchezza nazionale, da parte
di coloro che andarono al potere in Russia e dei loro padroni stranieri.
Il denaro fu anche utilizzato per organizzare l’estinzione della
popolazione russa e creare una cortina fumogena mediatica.
Fu la più
grande rapina nella storia dell’umanità. Il danno totale nella
distruzione del potenziale del Paese, del saccheggio della sua
ricchezza, dell’espatrio di fondi supera il trilione di dollari. Alla
fine del luglio 1991 Bush padre visitò Mosca. Durante la visita ebbe un
incontro informale con Gorbaciov, che riferì al padrone gli eventi nel
Paese. Ciò tre settimane prima il 19 agosto 1991. I padroni
internazionali di Gorbaciov organizzarono un colpo di Stato. L’obiettivo
occulto era creare lo stato di emergenza e la dittatura. Il ruolo di
Gorbaciov da “povera vittima” del colpo di Stato divenne improvvisamente
sospetto. Una volta disse alla stampa che non avrebbe detto la verità a
nessuno. Fu lo scenario fornito dalla mafia mondiale.
Ma il piano
fallì. Tuttavia, i mondialisti non mettono mai “tutte le uova nello
stesso paniere”. Nel maggio 1993, durante la sua visita privata in
Francia, Gorbaciov rispose alle domande sul ruolo degli “aiuti esteri”
nella liquidazione dell’URSS. In primo luogo disse che le influenze
estere esistevano, ma come elemento oggettivo, dato che le tendenze di
fondo erano nel Paese. Tuttavia, alla fine si lasciò sfuggire una
parola, permettendo al quotidiano Le Figaro d’intitolare l’intervista a
Gorbaciov in modo assai strano: “Dobbiamo rendere omaggio a Ronald
Reagan”.
“In questa intervista, al corrispondente di Figaro, Gorbaciov riconosce per la prima volta che durante l’incontro con Reagan a Reykjavik effettivamente mise l’URSS alla mercé degli Stati Uniti. Ecco le sue parole: “…Reykjavik era in realtà un dramma, un grande dramma. Scoprirete presto perché. Credo che senza una forte personalità, come Ronald Reagan, il processo potesse non continuare… Durante il summit, come si vede, spingemmo le cose fino al punto in cui era impossibile tornare…”
L’occidente non abbandona il suo eroe. Gorbaciov, responsabile della
morte e la distruzione di milioni di persone, vive felice con il denaro
di varie organizzazioni occidentali, anche statunitensi e tedesche. È
costantemente “finanziato” dagli onorari per interventi ovunque e in
qualsiasi momento. Il 25 dicembre 1991 Gorbaciov si dimise da Presidente
dell’Unione Sovietica. Ebbe per compenso per la sua dipartita una lista
di provvidenza. Pensione da presidente indicizzata al costo della vita,
appartamento presidenziale, villa, auto per la moglie e se stesso, ma
cosa principale, il fondo… l’ex-Accademia delle scienze sociali. In quel
momento, per i “democratici” e i loro padroni occidentali Gorbaciov
divenne roba usurata. Infine, nel crollo dell’Unione Sovietica fu
trovata una nuova figura. Eltsin.
Demagogo, incapace di dire tre frasi
coerenti, creativo per istruzione e distruttivo per natura, democratico
aspirante alla dittatura personale, alcolizzato e afflitto da molti
altri difetti, Eltsin era il burattino perfetto. Poteva adattarsi a
nuovi ambienti e dire le cose più assurde, ma seguendo gli ordini senza
obiezioni del Politburo (Washington). La stampa democratica,
critica con zelo del culto della personalità di Stalin, aveva infatti
creato un culto della personalità di Eltsin. Per aumentarne la
popolarità, i democratici non esitarono nelle falsificazioni.
Un testo
fittizio del cosiddetto discorso di Eltsin dell’ottobre 1987 al plenum
del Comitato centrale del PCUS fu ampiamente pubblicizzato. Il risultato
della propaganda fu spettacolare: Eltsin divenne inattaccabile. Nessun
politico occidentale poteva risalire dal buco nero in cui era finito
Eltsin. Non appariva nei dibattiti televisivi con gli altri candidati
alla presidenza, come sarebbe avvenuto negli altri Paesi; esempio di
disprezzo per gli elettori. Nella Russia a metà 1991 lo zimbello degli
elettori non faceva attenzione a tali dibattiti.
Inoltre, Eltsin non
aveva alcun programma se non argomentazioni demagogiche sulla sua lotta
ai privilegi della nomenklatura di partito e slogan volutamente vaghi
sulla sovranità della Russia. Tuttavia, il referendum sull’Unione
Sovietica del 17 marzo 1991 dimostrò che la maggioranza dei cittadini
dell’URSS voleva ancora vivere in uno Stato unito. Inoltre, nella
primavera 1991 apparve chiaro che negli ultimi anni emergeva un
movimento patriottico, anche se ancora frammentato nonostante le
difficoltà causate dalla pressione dei media liberali, chiaramente
guadagnandosi la fiducia delle masse. Le elezioni presidenziali della
Federazione Russa del 12 giugno 1991 lo dimostrarono chiaramente.
La
campagna elettorale in Russia durò solo 15 giorni! Un record. Ma
ritenere che tutto andò liscio per Eltsin è un errore. In quelle
elezioni praticamente incontrastate, Eltsin ebbe 45552041 voti su
106484518 di elettori. La sensazione principale delle elezioni
presidenziali non fu la vittoria di Eltsin, attesa da tutti, ma
l’emergere di Zhirinovskij. La cosa principale che attirava la simpatia
di Zhirinovskij del 7,8% degli elettori fu una frase: “Io difenderò i russi”.
Nonostante la vittoria di Eltsin e tutta la confusione dei media, i
russi erano pronti a difendere la Russia storica. In tali circostanze, i
pupari occidentali e la loro marionetta russa organizzarono la grande
provocazione nota come “putsch di agosto”.
Infine, una domanda: perché Boris Eltsin firmò la famigerata “Dichiarazione di sovranità della Russia” esattamente il 12 giugno 1990? Perché esattamente un anno dopo vi furono le elezioni, quel giorno, dall’esito scontato, di Eltsin a presidente della Russia, e perché quel giorno divenne festa nazionale per i cittadini della Russia? La risposta è semplice e praticamente indiscutibile. Il 12 giugno è il compleanno di George Bush, presidente degli Stati Uniti, vicepresidente di Ronald Reagan ed ex-capo della CIA, il cui ruolo nella distruzione dell’URSS è assai maggiore di quelli di Eltsin o perfino Gorbaciov. Così i tutor statunitensi, nel giugno 1991, con fermezza e senza imbarazzo, misero al potere Eltsin per due volte in un anno, immortalandone il ruolo di capo della vittoriosa “crociata” contro l’URSS. E allo stesso tempo, marchiando in modo indelebile (come bestiame) la struttura dello Stato fantoccio della Russia.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora



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