Il 90% degli abitanti della Crimea voterebbe oggi per l'ingresso della penisola nella Federazione Russa. Ad un anno dal referendum l'opinione degli abitanti non è cambiata, rilevano gli esperti. I minori consensi, col 49%, si trovano tra la comunità dei tartari della Crimea.
Secondo
il sondaggio condotto dal Centro russo di Ricerca dell'opinione
pubblica, a metà febbraio la stragrande maggioranza degli abitanti della
Crimea sostiene ancora l'annessione alla Russia, riporta il quotidiano
russo "Kommersant".
Nel referendum del 16 marzo 2014, l'ingresso della Crimea nella Federazione Russa aveva raccolto il 97% di sì, con un'affluenza di poco superiore all'80%.
Se il referendum si fosse svolto al momento del sondaggio, si sarebbero schierati a favore della riunificazione il 90% dei cittadini della Crimea. Per far rimanere la penisola come parte dell'Ucraina, avrebbe dato il proprio voto il 5% dei cittadini, stessa percentuale che esprime il numero di indecisi. "Tenendo conto dei possibili errori statistici, i dati del sondaggio riflettono i risultati del referendum dello scorso anno", ha spiegato il direttore del Centro russo di Ricerca dell'opinione pubblica Valery Fyodorov.
Secondo il Centro, la riunificazione della Crimea con la Russia sarebbe appoggiata oggi dal 49% dei tartari della Crimea, mentre il 26% si esprimerebbe a favore del mantenimento della penisola all'interno dell'Ucraina e il 25% si dichiarerebbe indeciso, scrive "Kommersant". "Probabilmente una parte dei tartari della Crimea avrebbe votato per l'Ucraina, — dice Valery Fyodorov.- Ma queste persone sono influenzate dalle pressioni di certi esponenti della comunità, sicuramente presenti." "Un anno fa abbiamo non abbiamo effettuato sondaggi, ma abbiamo monitorato la situazione ed abbiamo rilevato che, su 180mila elettori tra i tartari della Crimea, solo un migliaio si è recato alle urne per votare il referendum," — ha dichiarato il vice presidente del Consiglio dei tartari della Crimea (autorità informale del governo nazionale) Nariman Celal. Ritiene che la gente abbia "paura di dire quello che pensa realmente."
fonte: http://it.sputniknews.com/mondo/20150315/118850.html

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